CAOS IN VATICANO DOPO LE ACCUSE DI RATZINGER

ROMA - Le 18 pagine redatte da Joseph Ratzinger sulla pedofilia nella Chiesa, una bozza di enciclica, terremotano il Vaticano. Le denunce sugli abusi sono impressionanti, così come sono pesantissimi gli attacchi al Sessantotto. Il Papa emerito fa nomi e cognomi dei "cattivi maestri". Nel documento, però, si punta il dito anche contro l'Europa che ha perso le radici cristiane. Insomma, quello del "nonno saggio" - così come lo chiama Papa Francesco - è un durissimo atto d'accusa contro la Chiesa di oggi. Un attacco che il Pontefice non avrebbe gradito più di tanto.

Ratzinger, nel suo testo, punta il dito contro la disaffezione alla messa, l'abbandono dei sacramenti, la perdita della fede. Benedetto XVI ha raccontato di aver elaborato i suoi appunti prima della riunione dei vescovi che si è tenuta dal 21 al 24 febbraio scorsi, voleva "fornire qualche indicazione che potesse essere di aiuto in questo momento difficile". Eppure, nota Il Giornale, del suo approfondimento non c'è traccia nei lavori di quei tre giorni. Proprio per questo, Ratzinger ha ritenuto opportuno pubblicare il suo testo "a seguito di contatti con il sottosegretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, e con lo stesso Santo Padre". E oltre a questo passaggio, Benedetto XIV cita Francesco solo un'altra volta, nell'ultima riga, per ringraziarlo.

Sempre Il Giornale rivela come la diffusione del testo avrebbe creato non pochi imbarazzi a Santa Marta, dove è stato percepito come una critica non richiesta. Smentita anche l'ipotesi di un gioco di sponda, con Ratzinger che dice ciò che il Papa non vuole o non può dire: lo conferma la reazione dei media ecclesiastici al testo ratzingeriano, tiepida a dir poco. Vatican News ne proponeva soltanto un breve sunto, il sito di Avvenire non ne parlava proprio, infine il caso di Stefania Falasca, vaticanista del quotidiano dei Vescovi, che si è spesa con due inequivocabili tweet contro Ratzinger. Il primo recitava: "Il Vescovo emerito avrà cura di non interferire in nulla nella guida della diocesi ed eviterà ogni atteggiamento e rapporto che potrebbe dare anche solo l'impressione di costituire quasi un'autorità parallela a quella del Vescovo reggente". Ogni riferimento a Ratzinger, vescovo emerito di Roma, non è affatto casuale. Indizi, pesantissimi, relativi a quanto Papa Francesco non abbia gradito, affatto, il durissimo testo redatto da Benedetto XIV.

(Servizio di Libero).