LE MOSTRE 

CARLO RICCARDI: VITA DA STREGA

ROMA - Un pezzo di vita italiana, un pezzo della vita culturale italiana, che anno dopo anno, dal 1947, vede in campo i maggiori scrittori italiani: è il Premio Strega. E “ Vita da Strega” è l’evento che svela la storia del riconoscimento letterario italiano più ambito attraverso le straordinarie foto, alcune inedite, dell’ Archivio Riccardi.
L’annuncio della nascita del Premio Strega risale al 17 febbraio 1947. La scrittrice Maria Bellonci lo racconta così: Già da tempo cominciavo a pensare ad un nostro premio, un premio che nessuno avesse mai immaginato. L’idea di una giuria vasta e democratica che comprendesse tutti i nostri amici mi sembrava tornar bene per ogni verso. Confermava il nuovo acquisto della democrazia”.
Il Premio Strega vede la luce dunque nello spirito della ricostruzione civile e culturale dopo gli anni cupi della guerra e del fascismo nel salotto letterario di Maria Bellonci e del marito, il giornalista e critico letterario Goffredo, con il contributo di Guido Alberti che produce il liquore Strega che dà il nome alla manifestazione finanziandola ininterrottamente.  
Nella mostra, proposta dall’Istituto Quinta Dimensione, curata da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, e nata da un’idea di Roberto Ippolito, anche il Museo diventa protagonista con le immagini che ne ritraggono un insolito, affollato Ninfeo, dove fino ai primi anni ’60 veniva installata la famosa lavagna e si procedeva alla premiazione dei vincitori, per poi spostarsi nel più capiente giardino antistante, dove, dopo oltre 50 anni, anche il prossimo 5 luglio si scoprirà il vincitore dell’ultima edizione.
L’Archivio Riccardi (che vanta circa tre milioni di negativi originali) con le foto in mostra conduce a Villa Giulia, dove si assegna il premio, ma anche dentro casa Bellonci dove ancora oggi si svolge la selezione della cinquina che si contende il riconoscimento.
Così è possibile, con il lavoro di Carlo Riccardi, vedere gli scaffali zeppi di libri, le terrazze animate anche dai personaggi dello spettacolo, inverosimilmente stipati di persone.
Al Museo Etrusco di Villa Giulia vengono proposti quindi gli “anni d’oro del Premio” dall’istituzione fino al 1971, dove sfilano l’impeccabile Pier Paolo Pasolini, un giovanissimo Umberto Eco, l’attraente Elsa Morante, l’annoiato Alberto Moravia, tanti altri scrittori e i partecipanti alle serate delle votazioni come gli attori Alberto Sordi, Claudia Cardinale o il regista Michelangelo Antonioni.