LE MOSTRE 

"INSIDE MAGRITTE" A MILANO

MILANO - La mostra "Inside Magritte" (alla Fabbrica del Vapore) mette in primo piano Il figlio dell’uomo (1964), probabilmente un autoritratto del pittore belga. L’ artista veste abiti conformisti e anonimi e porta una tipica bombetta, il suo volto però viene celato dalla mela. Ed è proprio così che Magritte sottolineava la contraddizione intrinseca del suo essere: uomo all’apparenza omologato, uguale a chiunque altro, era in realtà una persona stravagante, amante dell’umorismo, irriverente e visionario.

"Ebbene, qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un'altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. [...] un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l'apparentemente visibile."

Proprio alla propensione dell’uomo alla ricerca di qualcosa che vada oltre l’ordinario, oltre il visibile, si ispira l’arte di Magritte, che desidera sconvolgere ma soprattutto portare lo spettatore ad una riflessione che vada oltre l’immagine, concetto che il pittore elabora a partire dall'incontro con l'arte di Giorgio de Chirico e perfettamente espresso dalla sua prima opera surrealista La Trahison des images (Ceci n'est pas une pipe).

La mostra Inside Magritte alla Fabbrica del Vapore di Milano promette di immergere lo spettatore in queste contraddizioni surrealiste che l’artista tanto amava rappresentare tra sogni, visioni, allusioni e sorprese