AIR FRANCE-KLM: LO STATO FRANCESE NON SALIRÀ OLTRE IL 30%

 

PARIGI - Lo Stato francese non aumenterà la sua partecipazione nel capitale di Air France-KLM salvo che in caso si verifichino "catastrofi economiche enormi". È quanto ha affermato un alto funzionario del ministero dell'Economia francese, a due giorni dalla decisione di Parigi di raddoppiare la sua partecipazione nel gruppo in difficoltà.

"Oggi siamo al di sotto del 30% e non intendiamo superare il 30%, a meno che non ci sia un altro grave disastro economico che porterebbe lo Stato a venire in aiuto di Air France-KLM" ha dichiarato il Commissario per gli investimenti statali, Martin Vial, a BFM Business.

Il gruppo franco-olandese, duramente colpito dalla crisi del Covid-19 come l'intero settore dell'aviazione mondiale, lunedì ha completato un aumento di capitale di poco più di un miliardo di euro, di cui 593 milioni forniti dallo Stato francese che, di conseguenza, ha visto raddoppiare la propria partecipazione, al 28,6%. Lo Stato ha inoltre accettato di convertire tre miliardi di euro di prestiti diretti in equity, consentendo di ridurre il debito del gruppo, che a fine 2020 ha raggiunto più di 11 miliardi di euro.

Air France-KLM ha inoltre annunciato di aver proceduto con successo all'emissione di 3 miliardi di euro di obbligazioni senza scadenza di rimborso, che sono state "interamente sottoscritte dallo Stato". Un primo passo che dovrebbe consentire al gruppo, in rosso di 7,1 miliardi di euro nel 2020, di tornare sui mercati per il finanziamento.

La perdita operativa di Air France-KLM dovrebbe raggiungere 1,3 miliardi di euro nel primo trimestre del 2021. "Altre operazioni per rafforzare il capitale proprio potrebbero essere realizzate attraverso diversi tipi di strumenti – ha spiegato Vial – se ci sono strumenti di puro capitale, la società andrà prima a cercare investitori privati".