CONCORSI TRUCCATI PER LE FORZE ARMATE, COINVOLTO ANCHE UN GENERALE

di Dario Del Porto

 

NAPOLI - Concorsi truccati per entrare nelle forze armate, scattano sedici arresti su richiesta della Procura di Napoli. Arriva la svolta in un’inchiesta condotta dal nucleo tutela mercato della guardia di finanza e coordinata dal pm Giancarlo Novelli con il procuratore aggiunto Rosa Volpe e il procuratore capo Giovanni Melillo. Al centro delle indagini, il concorso per il reclutamento di 2013 volontari in ferma prefissata bandito nel 2016 nell’esercito. Per pilotare le prove veniva utilizzato anche un complesso algoritmo applicato a 80 quesiti su 116 di una delle prove.

Secondo l’accusa, almeno 43 concorrenti sono risultati vincitori grazie agli illeciti, di questi 39 hanno potuto indossare la divisa, trenta dell’esercito, cinque dell’aeronautica militare, quattro dalla Marina Marina militare e della capitaneria di porto. Fra gli altri, agli arresti domiciliari figurano un generale in quiescenza dell’esercito, Luigi Masiello, e un ingegnere informatico, che attualmente si trova in Germania e nei cui confronti la misura non è stata ancora eseguita. Al momento della esecuzione del provvedimento restrittivo, il generale (che in quanto giornalista pubblicista è stato sospeso dall'Ordine dei giornalisti) avrebbe tentato di disfarsi di un cellulare lanciandolo dalla finestra.
Le misure emesse dal giudice Linda Comella sono 15 agli arresti domiciliari e una di custodia in carcere all’indirizzo di Giuseppe Zarrillo, dipendente civile del ministero della Difesa. Tutti potranno replicare alle accuse nelle successive fasi del procedimento.same contro l'ordinanza cautelare. L’inchiesta è partita dalla denuncia di un candidato che si è rifiutato di pagare.
Le indagini sono però più ampie hanno preso in esame anche altri concorsi banditi in polizia di Stato, carabinieri e polizia penitenziaria che invece sono stati annullati dalle rispettive amministrazioni in regime di autotutela. «Saranno presi tutti i provvedimenti necessari per tutelare le forze armate»: lo assicura lo Stato maggiore della Difesa a proposito dell'inchiesta della procura di Napoli sul «sistema fraudolento che sarebbe stato utilizzato per superare le prove del concorso del 2016 per Volontari in ferma prefissata quadriennale nelle Forze armate». Lo Stato maggiore della Difesa premette che, «fin dall'avvio dei primi accertamenti» della Guardia di Finanza, «erano stati assunti con immediatezza alcuni provvedimenti per impedire il ripetersi di tali illeciti, senza andare ad inficiare le delicate indagini disposte dalla magistratura». «Nel rinnovare piena collaborazione e disponibilità alla Procura per fornire ogni ulteriore elemento che sia ritenuto utile al fine di fare piena chiarezza sulla vicenda, lo Stato Maggiore della Difesa - si legge in una nota - si appresta a intraprendere tutti i provvedimenti possibili nei confronti dei militari e dei civili della Difesa coinvolti, no e dei civili della Difesa coinvolti, nonché a valutare le necessarie misure di autotutela verso quei militari che risulterebbero vincitori di concorso grazie a questo sistema fraudolento e illecito».

(Dario Del Porto - La Repubblica)