I COMMISSARI ALITALIA HANNO INCONTRATO I RAPPRESENTANTI DI CERBERUS E AIR FRANCE

di Alberto Sisto

ROMA - Si è svolto a Roma, presso uno studio legale, un confronto fra i commissari di Alitalia e rappresentanti del fondo americano Cerberus e della compagnia aerea francese Air France, secondo una fonte a conoscenza del dossier. “L‘incontro è con Cerberus e Air France ed è in corso”, ha detto la fonte.

La compagnia italiana, in amministrazione straordinaria, è stata messa in vendita dal governo e da circa sei mesi i commissari si stanno confrontando con i potenziali acquirenti: Lufthansa, Cerberus, Easy Jet e Air France. Nelle ultime settimane Air France ha fatto sapere di essere alla ricerca di una soluzione che consenta ad Alitalia di non uscire dall‘alleanza Sky team.

Il governo italiano sperava di poter cedere la società prima delle elezioni, il 4 marzo. Nei giorni scorsi i ministri interessari, Carlo Calenda e Graziano Delrio, hanno dovuto riconoscere che l‘eventuale cessione potrà avvenire solo dopo il voto.

(Alberto Sisto - Reuters)

 

 

 

 

PER L'ALITALIA TORNA L'IPOTESI DELLE FERROVIE

ROMA - Secondo fonti vicine al dossier, tra le ipotesi sul futuro di Alitalia è tornato anche il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato, un progetto che fu tra l’altro caldeggiato a suo tempo dall’ex amministratore delegato delle Fs Mario Moretti: L’idea in questo caso - si legge sul Sole 24 Ore -  sarebbe quella di candidare all’acquisto di Alitalia una cordata pubblico-privata basata sul modello proposto nella gara per l’Ilva. Non è chiaro se in questo caso si potrebbe procedere con un tandem Cdp-Fs insieme ai privati o se uno escluderebbe l’altro.

«Se un potenziale acquirente ci chiederà qualche sostegno siamo pronti a parlare con tutti», aveva detto anche il presidente della Cdp, Claudio Costamagna a Davos. Da parte delle Fs, i commenti sono invece lapidari: «Offerte commerciali congiunte con Alitalia sono allo studio - ha risposto il portavoce delle Ferrovie al Sole24Ore - Sulla cessione del vettore, invece, posso dire soltanto che Fs non sono nella procedura». Vero è, comunque, che dei cinque partecipanti attuali alla “cordata” solo Easyjet e Lufthansa sono formalmente in regola con la procedura. Comunque sia, l’esito della gara dipenderà dallo scenario politico dopo le elezioni.

 

 

 

ALITALIA CHIUDE IL VOLO ROMA-ABU DHABI

ROMA - Dall’estate 2018 Alitalia non volerà più da su Abu Dhabi. Le voci circolate nelle ultime ore sono state confermate a TTG Italia direttamente dalla compagnia aerea.

Il collegamento tra Fiumicino e Abu Dhabi, secondo quanto affermato dall’azienda, era operato in partnership con Etihad ed era funzionale ad alimentare l’hub della compagnia mediorientale. Con la rottura dell’alleanza, la rotta non sarebbe più stata profittevole.
Tuttavia, il collegamento sarà comunque operato da Etihad con i propri aeromobili. Si chiude così un ulteriore legame del vettore tricolore con l’ex partner di Abu Dhabi mentre prosegue la riorganizzazione del network del vettore. Di pochi giorni fa, inoltre, è la notizia della cancellazione del Roma-Nairobi, ma anche della decisione di puntare sulle rotte più redditizie, come la Roma-Delhi o la Milano-Tokyo. Tra le new entry, invece, da segnalare il collegamento su Johannesburg.

 

 

 

 

AIR FRANCE PARALIZZATA DAGLI SCIOPERI

PARIGI - In attesa di capire l’esito della partita Alitalia, i vertici di Air France devono vedersela con i sindacati di tutto il personale della compagnia (hostess, piloti e personale di terra) che chiedono un aumento del 6% dei salari, a fronte dell’intesa raggiunta da Air France con due sigle sindacali (Cfdt e Cfe-Cgc) che prevede un incremento delle retribuzioni di un più modesto 1%. La proposta è stata invece rispedita al mittente dalle altre organizzazioni che hanno inchiodato a terra oltre il 25% degli aerei in partenza dagli aeroporti francesi.

La richiesta dei dipendenti Air France, sostengono i promotori della protesta, è giustificata dagli ottimi risultati finanziari registrati nel 2017 dalla compagnia aerea, con 590 milioni di euro di profitti. "I dipendenti vogliono la loro parte della torta", si legge in un articolo uscito oggi su Le Monde che riporta la dichiarazione un anziano delegato sindacale. Il sindacalista ricorda che, negli ultimi sei anni, i membri dello staff hanno subito un blocco dei salari, ripetuti piani di ristrutturazione e il taglio di 10 mila posti di lavoro. Ragion per cui, quell’uno per cento in più ottenuto in busta paga, appare “un’elemosina”,

Sandrine Techer, esponente del Sindacato nazionale del personale navigante del settore commerciale (SNPNC) è tra i più agguerriti. Il conto non torna, dice, perché l'1% sarà concesso in due tempi: 0,6% ad aprile e + 0,4% a ottobre, con un incremento di appena lo 0,55% sul anno.

"Per la prima volta dal 2011, abbiamo sbloccato gli incrementi salariali", replica dal canto suo Franck Terner, CEO di Air France. E sfida i sindacati sostenendo che, in realtà, i dipendenti dovrebbero ricevere in media "tra il 3% e il 4,5% di aumento dei loro guadagni quest'anno" compresi gli aumenti salariali individuali, le promozioni e gli incentivi pagati dalla società. Uno sforzo finanziario stimato in circa 200 milioni di euro. Se a questi dovessero aggiungersi gli incrementi richiesti dai sindacati, l’esborso complessivo salirebbe a circa 440 milioni di euro in totale, il che potrebbe in gran parte intaccare i 590 milioni di euro di profitti dell'anno scorso.

 

 

 

 

MARCO RIGOTTI: AIR ITALY SARÀ LA COMPAGNIA DI BANDIERA

OLBIA - “L'Alitalia è una società insolvente oggi posta in procedura concorsuale con il sostegno del governo. Sembra ormai certo che sarà venduta e il nuovo proprietario non sarà italiano. Mi sembra quasi scontato che noi diventeremo la compagnia di bandiera”. Lo afferma il presidente di Alisarda e Aqa Holding, Marco Rigotti, in un’intervista alla Nuova Sardegna in cui assicura che il futuro di Air Italy sarà sempre più legato all’isola.

Rigotti spiega la doppia strategia della compagnia. Da una parte i collegamenti a corto raggio che avranno una grande attenzione per la Sardegna, dall’altra quelli a lungo raggio che avranno il loro cuore a Malpensa. “Olbia e Malpensa saranno collegate e questo ponte servirà anche per portare turisti internazionali in Sardegna. Oltre a consentire ai sardi di viaggiare per il mondo in modo comodo”. Il ramo di Meridiana Maintenance non sarà tagliato, e i 400 esuberi saranno i primi a essere richiamati a lavoro, prosegue Rigotti.

 

 

 

PALENZONA NUOVO PRESIDENTE DI CONFTRASPORTO

ROMA - Fabrizio Palenzona è il nuovo presidente di Conftrasporto, la confederazione dei trasporti e della logistica che fa capo a Confcommercio. È stato eletto all’unanimità dal Comitato esecutivo su proposta del predecessore e presidente della Fai Paolo Uggè.

“Conftrasporto – dice Palenzona – è diventato un interlocutore fondamentale del Governo, delle autorità comunitarie e del sistema economico sui temi della logistica e della mobilità. Continueremo su questa strada per favorire politiche utili al Paese e riallineare l’Italia nella competitività dei sistemi logistici europei”.

Il nuovo presidente, nel ringraziare il suo predecessore Uggè per la fiducia, lo ha nominato vicepresidente vicario confermandone la rappresentanza legale nel sistema confederale. Con Uggè, rimarranno in carica gli attuali tre vicepresidenti e il segretario generale Pasquale Russo.

 

 

 

 

LITE FURIBONDA TRA I SOCI SULLA VENDITA DI ITALO

di Gianni Dragoni

ROMA - C’è stata una “lite furibonda” tra i soci di Italo per decidere la vendita al fondo americano Gip. L’unico a dichiarare pubblicamente il suo dissenso è stato Diego Della Valle, il 9 febbraio. Ma una fonte autorevole racconta che i soci erano divisi e che, dopo la decisione del consiglio di amministrazione la sera del 7 febbraio, c’è stata  una lite fuoribonda, fuori dal consiglio.

Messina: “Non facciamo l’azionista di treni”

Chi non ha avuto esitazioni a vendere è Intesa Sanpaolo, la banca che ha finanziato generosamente la società Nuovo trasporto viaggiatori Spa (Ntv), ora chiamata Italo, fin dalla nascita, quando era guidata da Corrado Passera. Di fronte all’offerta americana da 1,98 miliardi di euro per il 100% del capitale anche l’attuale numero uno della banca, Carlo Messina, ha detto che voleva vendere. “Di mestiere non facciamo l’azionista di treni”, ha scandito Messina.

Profumo di dollari

Il banchiere che adesso appare così risoluto ci ha messo diversi anni prima di arrivare a questa conclusione. Ha ceduto quando ha sentito il profumo di dollari. Centinaia di milioni di dollari. “Alla miglior valorizzazione possibile si chiude”, ha affermato Messina. Dalla vendita Intesa incasserà 376 milioni e si libererà di una grossa preoccupazione, anche per i crediti che ha verso la società di trasporto ferroviario. Gli americani del Fondo Gif si accollano inoltre tutto il debito finanziario di Italo, indicato in circa 450 milioni.

Il sì di Generali via Lussemburgo

La banca di piazza della Scala è il primo azionista di Ntv, con il 18,81% del capitale. Le posizioni degli altri soci non sono state esplicitate. Poteri Deboli le ha ricostruite con una fonte autorevole. L’altro azionista schieratosi subito in modo esplicito per la vendita è stato il gruppo Assicurazioni Generali, numero tre del libro soci con il 14,31% di Italo-Ntv. Una partecipazione posseduta attraverso la controllata Generali Financial Holdings Fcp, un fondo che ha sede in Lussemburgo, un paradiso fiscale.

Questi, secondo quanto ha riferito a Poteri Deboli una fonte autorevole, sono stati i due azionisti che in modo più netto si sono pronunciati per la vendita. Con gli altri c’è stato un confronto, una discussione piuttosto animata, prima di arrivare alle conclusioni.

Il condominio fra i tre soci fondatori

A quel punto la palla era nel campo del terzetto dei soci fondatori, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo, l’imprenditore napoletano che ha accumulato una fortuna con il commercio di stracci, amico di Montezemolo per via delle frequentazioni a Capri. Montezemolo molti anni fa ha comprato da Punzo un motoscafo usato, come ho ricostruito nell’e-book Alta rapacità, sulla storia di Italo e dei tre moschettieri (editore Chiarelettere) arricchitisi con la torta dell’alta velocità ferroviaria.

I tre fondatori possiedono complessivamente circa il 38% di Italo-Ntv, in quote diverse. Ma le loro partecipazioni hanno una caratteristica particolare: sono unite dentro quattro veicoli societari che si chiamano Mdp Srl (Mdp Uno, Due, Tre, Quattro…), di cui tutti e tre sono soci. Pertanto nessuno di loro poteva decidere da solo, ma doveva farlo come se fosse in un’assemblea di condominio con altri due condomini.

Punzo e i debiti dell’Interporto di Nola

Attraverso le scatole Mdp, Montezemolo detiene il 12,71% di Italo (una quota intorno allo 0,5% però è di proprietà diretta), Punzo il 7,85%, mentre Della Valle ha il 17,14%, che lo colloca al secondo posto nel libro soci, a pochi punti da Intesa Sanpaolo. Di questo terzetto solo Della Valle avrebbe preferito non vendere agli americani ma quotare Italo in Borsa. Punzo, assediato dai debiti nella sua attività dell’Interporto di Nola, ha sgranato gli occhi quando ha visto la possibilità di incassare subito 157 milioni di euro.

Una curiosità: fino a qualche anno fa il direttore dell’Interporto di Nola era Carlo Calenda, passato alle dipendenze di Punzo dopo essere stato un collaboratore di Montezemolo quando “Luca” era presidente della Ferrari e di Confindustria. Come ministro dello Sviluppo economico Calenda adesso ha detto ha alzato un sopracciglio sulla vendita di Italo, ha detto che sarebbe stata preferibile la quotazione in Borsa.

La tattica di Montezemolo…

In un primo tempo anche Montezemolo sembrava tergiversare tra le due possibilità. Forse era una tattica, dice una fonte che ha seguito da vicendo la svolta nella vicenda. Ma alla fine anche Montezemolo ha assecondato la voglia di vendere, tutto e subito. L’ex presidente della Ferrari e dell’Alitalia incasserà 254 milioni.

“Chi ha mosso la finanza è stato Montezemolo”, racconta la fonte che ha seguito la fase decisiva della trattativa. Insomma, se Montezemolo non si fosse schierato per la vendita agli americani, forse i soci avrebbero scelto l’altra strada, che era la quotazione in Borsa del 40% di Italo.

… e il solco con Della Valle

A quel punto Della Valle _ almeno così ha raccontato ai giornali _ non ha potuto sottrarsi al sì alla vendita, per non rimanere bloccato con un pacchetto di socio di minoranza in una società non quotata.

L’imprenditore delle Tod’s, gruppo che da alcuni anni non macina più gli utili di un tempo e infatti in Borsa è in declino, potrà consolarsi intascando un assegno di 343 milioni. Si è allargato il solco tra Della Valle e Montezemolo, due ex amici tra i quali il divorzio si era già consumato all’inizio del 2016, quando Montezemolo il 22 gennaio diede le dimissioni dal cda di Tod’s, nel quale sedeva da tanti anni.

Con la Borsa più soldi fra due anni

Secondo fonti che conoscono il dossier, con la quotazione in Borsa il 100% del capitale di Italo sarebbe stato valorizzato 1,6 miliardi di euro. Pertanto con la vendiota del 40% del capitale i soci avrebbero incassato subito circa 640 milioni di euro. Le valutazioni per la Borsa indicavano una crescita del valore della società fino a circa 2,2 miliardi entro un paio d’anni.

“L’alternativa per gli azionisti era incassare 1,98 miliardi subito o aspettare per incassare una somma più alta, 2,2 miliardi, fra due o al massimo tre anni”, ci confida una fonte autorevole. Messe tutte le carte sul tavolo, Intesa, Generali, Montezemolo e Punzo hanno deciso di passare all’incasso della somma sicura: come se avessero detto “dateci i soldi tutti e subito”.

D’accordo con loro anche Flavio Cattaneo, l’ex a.d. di Telecom Italia che in pochi mesi, dopo il ritorno alla guida di Italo, grazie a una partecipazione azionaria del 5,83% può incassare 116 milioni, circa sei volte la somma investita nel capitale (circa 15 milioni), con una guadagno personale di circa 100 milioni.

Il colpo di Peninsula da Abu Dhabi

Lauti guadagni anche per gli altri soci non presenti direttamente nel cda, Isabella Seragnoli (5,72% del capitale) e Alberto Bombassei (4,77%), le cui posizioni non sono emerse direttamente nella riunione decisiva.

E poi c’è il colpo di Peninsula Capital (12,59%), un fondo di diritto lussemburghese che veicola vari investitori attraverso capitali raccolti ad Abu Dhabi e in Medio Oriente. Entrato nel giugno 2017, Peninsula incasserà 252 milioni, il triplo di quanto ha investito. Sull’identità di questi investitori, tra i quali secondo indiscrezioni ci sarebbe anche Cattaneo, non si è mai alzato il velo. Un lato poco trasparente dell’operazione.

(Gianni Dragoni - www,poterideboli.it - Il Sole 24 Ore)

 

 

 

 

UN'APP SVELA LE BASI ITALIANE (MA NON SONO SEGRETE)

ROMA -  "Non esiste alcuna base militare italiana segreta all'estero. La posizione di tutti gli insediamenti in cui operano i contingenti militari nazionali all'estero è pubblica in quanto comunicata al Parlamento in sede di approvazione delle missioni". E' quanto fa sapere il ministero della Difesa a proposito della notizia, riportata su Repubblica.it, secondo cui la posizione delle basi italiane all'estero è svelata dalla app di fitness Strava utilizzata dai soldati che fanno jogging.

Condividere online e sui social la propria attività fisica monitorata con smartphone e braccialetti "smart" tipo Fitbit può avere anche dei risvolti inaspettati e potenzialmente pericolosi: dai dati caricati su una mappa globale del fitness sono emersi dettagli su basi militari americane, presumibilmente svelati involontariamente dai gadget connessi dei soldati. Il caso, riporta il Washington Post, è stato sollevato da un ventenne australiano.
I dati arrivano dalla mappa online di Strava, piattaforma che utilizza dati satellitari per mappare i movimenti degli utenti, circa 27 milioni in tutto il mondo, che condividono durata e percorsi delle sessioni di footing ma anche dell'attività fisica che svolgono, ad esempio a piedi o in bici. Le informazioni non sono condivise in tempo reale ma mostrano l'attività accumulata tra il 2015 e settembre 2017, "illuminando" i percorsi più battuti. Negli Usa e in Europa la mappa è molto fitta, mentre in zone di guerra come l'Afganistan o la Siria è buio totale. O quasi, visto che si registrano dei picchi di attività in prossimità di luoghi che corrispondono a basi militari americane più o meno note, svelandone informazioni strategiche come l'esatta posizione o il perimetro. Presumibilmente le informazioni satellitari arrivano dagli stessi militari o da altri membri del personale delle basi che usano gadget per il fitness e che sono iscritti a Strava. Il colonnello John Thomas, portavoce del Comando centrale americano, ha detto al Washington Post che il caso è all'attenzione delle forze armate.

 

 

 

 

SPEROTTO, IL SARTO DI THIENE CHE CONQUISTÒ L'AERONAUTICA

VICENZA - Si è spento all’età di 89 anni, Cristiano Sperotto, pioniere dell’industria manifatturiera di Thiene, storico protagonista dell’imprenditoria vicentina e ideatore, insieme ai figli Paolo e Armando Pio, del progetto Moda Aeronautica Militare. Sperotto ha iniziato da giovanissimo come sarto in un piccolo laboratorio artigianale, fino ad arrivare alla costruzione della Cristiano di Thiene che in pochi anni diventa una delle realtà più intraprendenti del panorama industriale moda italiano.

La passione per il volo lo spinge a realizzare i giubbotti in pelle per i piloti dell’Aeronautica Militare e per la pattuglia delle Frecce Tricolori, da li l’idea 14 anni fa di produrre e commercializzare una collezione diretta al pubblico di capi su licenza. Oggi il marchio Aeronautica Militare, grazie alla Cristiano di Thiene Spa, ha conquistato i mercati mondiali dello sportswear di qualità.

 

 

 

 

L’AERONAUTICA ITALIANA DIFENDE I CIELI DI SEI PAESI NATO

di Ebe Pierini

 

NAPOLI - L’Aeronautica Militare italiana ha raggiungo un primato senza precedenti: assicurando la difesa aerea dei cieli italiani ma anche di quelli di Slovenia e Albania e delle tre Repubbliche baltiche. La nostra Aeronautica Militare ha conseguito quindi un record di tutto rispetto all’interno della Nato  avendo avuto la responsabilità di garantire e integrare la difesa aerea di ben 6 Paesi Nato contemporaneamente.

Oltre allo spazio aereo nazionale, i jet dell’Aeronautica garantiscono permanentemente la sicurezza dei cieli della Slovenia. A rotazione con l’Aeronautica greca garantiamo anche la difesa aerea dell’Albania. Inoltre, nel quadro delle Nato Assurance Mesasures decise al summit di Varsavia del 2016, la nostra Aeronautica partecipa all’Air Policing Force offering a favore di quei Paesi Nato che necessitano di un’integrazione delle proprie capacità di difesa aerea.

Pertanto, da gennaio di quest’anno, quattro velivoli dell’Aeronautica Militare sono schierati in Estonia, con l’operazione denominata “Enhanced Air Policing North – Baltic Eagle”, e, nella giornata di ieri, hanno avuto competenza anche per le attività di difesa delle altre due Repubbliche baltiche, Lettonia e Lituania.
Un singolo Paese, l’Italia, ha assicurato quindi la difesa aerea di 6 membri della Nato. Un primato che si aggiunge ad un altro traguardo tutto italiano, cioè quello di essere l’unico Paese dell’ Alleanza Atlantica ad aver assicurato il dispositivo di difesa dello spazio aereo ad interim dei quattro Air Policing: Slovenia, Albania, Islanda e Repubbliche Baltiche.

(Ebe Pierini - Il Mattino)

 

 

 

I  LIBRI  

JOHN GRISHAM E "LA GRANDE TRUFFA"

di Marco Cohen

MILANO - Gli studenti Mark, Todd e Zola si sono iscritti alla scuola di legge di Washington con le migliori intenzioni e il sogno di cambiare il mondo una volta ottenuta la sospirata laurea. Dopo essersi coperti di debiti per poter pagare le rette salatissime di una mediocre scuola privata, i tre amici si rendono conto di essere oggetto di una grande truffa. Il loro istituto, infatti, insieme a molti altri, è nelle mani di un potente e losco investitore newyorchese, che è anche socio di una banca specializzata nella concessione di prestiti agli studenti.

Dopo anni di sacrifici e false promesse di un lavoro sicuro, Mark, Todd e Zola capiscono che con ogni probabilità non riusciranno mai a passare l'esame di avvocato. Ma forse c'è una via d'uscita: l'obiettivo è farla franca con i grossi debiti accumulati e vendicarsi del torto subito. E per fare tutto ciò i tre devono lasciare subito gli studi, fingere di avere i titoli per praticare la professione di avvocato, eleggendo il Rooster Bar, dove si incontrano abitualmente, a loro quartier generale. È un'idea completamente folle, o no? John Grisham, con piglio brillante ed efficace, affronta un argomento di grande attualità non solo in America, mettendo a nudo gli interessi e i profitti che vengono maturati nel grande business delle scuole private.

 

LE MOSTRE 

FRIDA KAHLO AL MUDEC DI MILANO

di Irene Lasalvia

MILANO - Icona dell’arte messicana e notissima internazionalmente, Frida Kahlo (1907-1954) ha creato opere dal forte impatto emotivo, risolte con un’iconografia originale, apparentemente semplice.  Preceduta dalla sua biografia, che delinea un personaggio complesso, dalle forti passioni, segnato dal dolore fisico e dal rapporto turbolento con il marito Diego Rivera, Kahlo è un’artista che si distingue per lo stile surreale e onirico, sospeso tra sogno e incubo, per la potenza narrativa e per la capacità di trasmettere stati d’animo ed emozioni profonde.

Oltre cento opere, dipinti, disegni e fotografie della pittrice sono in arrivo dal «Museo Dolores Olmedo» e dalla «Jacques and Natasha Gelman Collection» di Città del Messico, in una nuova mostra al Mudec curata da Diego Sileo.  Un’occasione per approfondire il lavoro dell’autrice, grazie ai recenti studi del curatore, unico europeo che ha avuto modo di consultare un ricco corpus di documenti inediti, lettere e fotografie, ritrovati nel 2007 in una stanza della «Casa Azul» di Coyoacán, dimora della Kahlo, e da altri importanti archivi privati. «Nel migliore dei casi la sua pittura è stata interpretata come un semplice riflesso delle sue vicissitudini personali o, nell’ambito di una sorta di psicoanalisi amatoriale, come un sintomo dei suoi conflitti e disequilibri interni», spiega Sileo. «L’opera si è vista quindi radicalmente rimpiazzata dalla vita e l’artista irrimediabilmente ingoiata dal mito».

E per riportare Kahlo oltre il suo stesso mito, che ne schiaccia il ruolo artistico, Sileo evidenzia i caratteri fondamentali del suo lavoro distinguendo in quattro sezioni le sue produzioni: Donna, Terra, Politica e Dolore. Al centro il corpo dell’artista, reale e simbolico, evocativo e politico, elemento sacrificale e narrativo, che rivendica una condizione e un ruolo femminile aldilà di ogni pregiudizio. E il rapporto tra vita e morte, la sofferenza personale che diventa dolore collettivo; e la Natura, in cui l’artista si identifica, mito e archetipo indissolubile dalla propria storia, insieme alle antiche culture indigene: un legame imprescindibile che ama evidenziare nelle sue tele e con la sua ricca collezione di reperti. Un saggio dei quali completa la mostra nel focus «Il sogno degli antenati», con oggetti  del Messico Precolombiano.

(Irene Lasalvia - Corriere della Sera)

DAL 1° FEBB. AL 3 GIUGNO. ORARI: 9.30-19.30; LUN. 14.30-19.30; GIO. E SAB. 9.30-22.30

 

 

L’EVENTO

TRA 100 GIORNI IL BATTESIMO DI MSC SEAVIEW A CIVITAVECCHIA

GENOVA - E' iniziato il conto alla rovescia per il battesimo di Msc Seaview, la nave più tecnologica mai costruita in Italia, attualmente in costruzione presso lo stabilimento Fincantieri di Monfalcone. Il 2 giugno, a Civitavecchia, è in programma una grande cerimonia cui prenderanno parte istituzioni e personaggi del mondo dello spettacolo italiano.

In estate, la smartship di MSC Crociere, offrirà crociere in partenza da Genova, Napoli e Messina. MSC Seaview, afferma Leonardo Massa, Country Manager di MSC Crociere, "è una nave ultramoderna che offrirà a bordo una pluralità di servizi mai vista prima, incentrati sull'offerta culinaria, sull’intrattenimento affidato a professionsti di respiro internazionale, sul design e sulla tecnologia".

La nave sarà impegnata per tutta l’estate tra Genova, Napoli e Messina, porti di imbarco di un itinerario settimanale nel Mediterraneo occidentale con tappe a La Valletta, Barcellona e Marsiglia. Al termine della stagione estiva si sposterà in Sud America per offrire crociere verso i luoghi più affascinanti del Brasile.