RYANAIR, EASYJET, VUELING E BLUE PANORAMA ORA OFFRONO IL RIMBORSO

 

ROMA - Ryanair, EasyJet, Vueling e Blue Panorama offrono il rimborso dei biglietti in caso di cancellazione dei voli e ora i consumatori possono scegliere tra rimborso o voucher. È quanto comunica l’Antitrust che ha deciso di non adottare alcuna misura cautelare a conclusione di quattro sub-procedimenti nei confronti di altrettante compagnie aeree low-cost.

I fascicoli in questione erano stati aperti a fine settembre per sospendere la vendita di biglietti per voli poi cancellati unilateralmente, offrendo in cambio ai consumatori soltanto i voucher.

La cancellazione era stata motivata con la diffusione del contagio da Covid-19, sebbene i servizi si riferissero a un periodo e a destinazioni senza i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi. Il tutto, peraltro, senza fornire assistenza e adeguata informazione. Vueling, EasyJet, Blue Panorama e Ryanair, a seguito dell’intervento dell’Autorità, hanno apportato modifiche alle comunicazioni inviate e alle procedure di assistenza e di rimborso in caso di cancellazione o di riprogrammazione dei voli.

In particolare, le compagnie hanno limitato l’utilizzo della causale per la pandemia Covid ai soli casi in cui non è stato oggettivamente possibile operare il volo a causa di restrizioni ai trasferimenti di persone. Inoltre, i vettori hanno previsto la possibilità di richiedere il rimborso pecuniario con tempi certi e attraverso procedure automatizzate. L’eventuale scelta di richiedere il voucher è lasciata solo al consumatore. Vueling, EasyJet, Blue Panorama e Ryanair hanno anche rafforzato le misure di assistenza ai consumatori predisponendo strumenti di contatto gratuiti e attraverso un significativo incremento degli addetti ai call center. Nel frattempo, riferisce l’autorità, proseguono però i procedimenti principali per accertare eventuali pratiche commerciali scorrette.

 

 

AEROPORTO OLBIA: F2I ACQUISISCE IL CONTROLLO DA ALISARDA

 

OLBIA - F2i sgr, tra i principali Fondi infrastrutturale italiano, ha siglato l’accordo per l’acquisizione da Alisarda SpA dell’80% di Geasar SpA, società di gestione dell’aeroporto Olbia-Costa Smeralda.

L’acquisizione, il cui perfezionamento resta condizionato alle autorizzazioni delle competenti autorità (Agcm per i profili concorrenziali e presidenza Consiglio rispetto alla normativa golden power), verrà effettuata attraverso F2i Aeroporti 2 che oggi già detiene il controllo di Sogeaal SpA (71%), società di gestione dell’aeroporto di Alghero. Le Camere di commercio di Sassari e di Nuoro e la Regione Sardegna rimarranno azionisti di Geasar (Olbia) con circa il 20% del capitale. La Regione Sardegna è già partner di F2i Aeroporti 2 in Sogeaal (Alghero) con una quota, diretta ed indiretta, del 29%.

F2i Aeroporti 2, che consoliderà le attività aeroportuali del Nord Sardegna (circa 4,4 milioni di passeggeri totali nel 2019), sarà controllata da due Fondi gestiti da F2i (il Fondo Ania-F2i ed il Terzo Fondo F2i) e da Fondazione Sardegna che, data la rilevanza dell’operazione per il territorio, ha scelto di affiancare F2i nell’investimento.

Con circa 3 milioni di transiti nel 2019, l’aeroporto di Olbia è il secondo per numero di passeggeri in Sardegna ed è uno dei principali hub in Europa per l’aviazione generale (jet privati). La crescita di passeggeri dello scalo nell’ultimo decennio, anche grazie ad un’efficace gestione operativa, è stata superiore a quella del mercato italiano e presenta prospettive di sviluppo ancora significative, a sostegno delle quali sono previsti investimenti di oltre 120 milioni di Euro volti ad espandere la capacità dei terminal e della pista.

F2i Sgr detiene partecipazioni negli scali di Milano, Napoli, Torino, Alghero, Trieste, Bologna, ed indirettamente Bergamo, con circa 62 milioni di passeggeri complessivi (32% del traffico nazionale) e 630 milioni di tonnellate di merce (57% del traffico cargo nazionale) nel 201

 

 

 

ALLARME DI MONTEZEMOLO: ITALO RISCHIA LA CHIUSURA

 

ROMA - Allarme rosso per Italo. Luca Cordero di Montezemolo non nasconde la preoccupazione per le sorti del vettore ferroviario. Nella nuova puntata di Gente di Viaggi, il direttore di TTG Italia Remo Vangelista analizza la situazione di Italo, partendo proprio dalle parole di Montezemolo.

“So che è difficile - ha affermato l’imprenditore -, ma mi sarei aspettato interventi molto più drastici e meno confusi per i cittadini. Cosa si può fare o no, non è per niente chiaro. Oggi emerge un Paese bloccato, che vive alla giornata, senza una visione. Vedo bonus, sussidi, aiuti, troppi annunci che restano tali".
Le prossime settimane, per Italo, saranno cruciali.
E potrebbero scrivere in maniera indelebile il destino dell'azienda.

 

 

SICUREZZA VOLO, ACCORDO TRA ENAC E AERONAUTICA MILITARE

 

ROMA - Il presidente dell’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, generale di Squadra aerea Alberto Rosso, hanno sottoscritto l’intesa tra le due istituzioni.

L’accordo, che regola i rapporti tra Enac e AM nei settori dell’aviazione civile e militare, è il risultato di un lungo percorso che ha visto un intenso lavoro di squadra tra le due amministrazioni. Al tempo stesso, rappresenta un fondamentale punto di partenza per imprimere rinnovato vigore e slancio ai rapporti tra le due istituzioni, due eccellenze nazionali che intendono continuare a sostenere e potenziare con sempre maggiore sinergia il “sistema Paese” nelle aree di comune interesse.

L’intesa declina in maniera puntuale, efficace e pragmatica l’implementazione dei Regolamenti europei nel quadro delle attribuzioni che l’ordinamento nazionale riconduce alle due istituzioni, affinché l’uso flessibile dello spazio aereo da parte dei molteplici utenti, compresi quelli istituzionali che impiegano aeromobili di stato, sia sempre garantito in piena sicurezza.

“La collaborazione tra L’Aeronautica Militare e l’Enac – ha commentato il Presidente dell’ENAC Nicola Zaccheo – è cruciale per ottimizzare l’obiettivo comune della sicurezza del volo, civile e militare. È un’intesa di particolare rilievo che, partendo proprio dal drammatico momento che stiamo vivendo, mira già al futuro, sempre più caratterizzato da continue innovazioni che costituiscono una sfida costante affinché il nostro Paese seguiti a essere competitivo a livello internazionale e all’avanguardia nelle tecnologie e nella sicurezza e, al contempo, nei servizi ai cittadini”.

“Questo atto d’intesa – ha aggiunto il generale Rosso a margine dell’evento – suggella una collaborazione consolidata attraverso la quale Enac ed Aeronautica Militare perseguono da tempo in maniera sinergica le opportunità di crescita e ricchezza per il Paese, valorizzando al meglio ed insieme una risorsa fondamentale che è lo spazio aereo”. Ha poi continuato dicendo: “Solo in Italia sono presenti 940 fra aeroporti e aviosuperfici e l’intero settore aerospaziale genera circa 200.000 posti di lavoro. Nel corso del 2019, nei cieli italiani sono transitati più di 193 milioni di passeggeri e circa 1.100.000 tonnellate di materiale. Lo spazio aereo nazionale si conferma quindi una risorsa fondamentale e imprescindibile per il Paese non solo come via di comunicazione sempre più strategica, ma anche come una ricchezza economica, occupazionale e sociale da valorizzare, tutelare e difendere.”

 

 

 

 

"TEMPEST", NIENTE FONDI DALL’ITALIA PER ADESSO

 

ROMA - L’Italia per quest’anno non si impegnerà con una prima tranche di finanziamenti per il programma Tempest. La conferma - scrive Portale Difesa - arriva dal Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2020 dove, il nuovo caccia Tempest resta tra i programmi prioritari privi di finanziamento.

Tutto è rimandato dunque al prossimo anno, quando è auspicabile possa materializzarsi una prima misura dell’impegno economico dell’Italia. Il nostro Paese resta dunque indietro non solo rispetto al Regno Unito, che per il programma ha stanziato 2 miliardi di sterline fino al 2025, ma anche rispetto alla Svezia, che si è già impegnata con i primi 63 milioni di euro.

In questo modo, però, l’Italia rischia di vedere diminuire la sua capacità di influenzare i requisiti e si indebolisce nell’ottica delle future negoziazioni sulla suddivisione delle quote industriali.

 

 

 

CONSEGNATO ALL'AERONAUTICA L'EUROFIGHTER PIÙ AVANZATO

 

ROMA - Leonardo ha consegnato all'Aeronautica Militare il più avanzato dei suoi Eurofighter Typhoon, cuore del sistema di protezione dei cieli italiani ed europei. L'azienda spiega in una nota che "decollato dallo stabilimento di Caselle (Torino), l'ultimo e più avanzato Eurofighter Typhoon prodotto da Leonardo per l'Aeronautica Militare italiana, è stato consegnato nel corso di una cerimonia e sarà uno dei caccia intercettori quotidianamente impegnati nella protezione dei cieli del nostro Paese. Presenti all'evento il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea, Alberto Rosso, l'Amministratore Delegato di Leonardo, Alessandro Profumo e il Capo della Divisione Velivoli di Leonardo, Marco Zoff".
"Il percorso di collaborazione che celebriamo oggi, rappresentato da un aereo dalle capacità straordinarie - commenta Alessandro Profumo - è frutto di una visione strategica sovranazionale di lungo periodo, politica e industriale, che ha consentito all'Europa di disporre di un proprio asset per la sicurezza e di beneficiare di un programma che ha saputo essere un acceleratore tecnologico e un motore di sviluppo unico nella storia del nostro continente": L'Eurofighter Typhoon, aggiunge l'a.d. di leonardo, "sarà elemento cardine nel percorso di innovazione volto a salvaguardare la piena sovranità tecnologica europea nei prossimi anni".

 

 

 

 

 

 

 

FRONTEX AFFIDA AD AIRBUS LA SORVEGLIANZA AEREA MARITTIMA

 

PARIGI - L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (European Border and Coast Guard Agency – Frontex) ha assegnato ad Airbus Defence and Space Airborne Solutions (ADAS), una controllata al 100% di Airbus Defence and Space e leader di mercato globale nei servizi RPAS, e al suo partner Israel Aerospace Industries (IAI) un contratto per la gestione di un aeromobile a pilotaggio remoto per operazioni a quote intermedie e a lungo raggio MALE RPAS (Medium Altitude Long Endurance Remotely Piloted Aerial System) per i servizi di sorveglianza aerea marittima.

Il servizio sarà fornito in Grecia, e/o in Italia e/o a Malta nell’ambito di un Contratto Quadro. Il servizio comprende la fornitura di una piattaforma RPAS, il carico utile, le attrezzature e la capacità di comunicazione, la memorizzazione delle missioni e la consulenza degli esperti necessari per la gestione del sistema e il supporto operativo. In base al contratto, Airbus e IAI forniranno il servizio per gli incarichi pianificati e per le chiamate ad hoc.

L’Heron RPAS marittimo di IAI serve una serie di clienti in tutto il mondo e fa parte della nota “Famiglia Heron” che ha accumulato oltre 450.000 ore di volo e missioni diurne e notturne con tutte le condizioni atmosferiche. Il sistema è in grado di volare più di 24 ore in piena configurazione operativa e creare un quadro navale completo, in tempo reale, in aree geografiche per potenziali interessi di sorveglianza, ad esempio nel contesto di attività di monitoraggio coordinato a livello europeo.

RPAS sarà dotato di versatili carichi utili specifici (ad es. l’elettro-ottica diurna e gli infrarossi per scopi notturni, radar per il pattugliamento marittimo realizzato dalla IAI e sistema di identificazione automatica), relative apparecchiature di comunicazione, e a terra il corrispondente controllo e supporto per le missioni.

La piattaforma di sorveglianza Heron utilizza un collegamento diretto quando vola all’interno della linea di visibilità (Line of Sight – LOS), passando senza soluzione di continuità ad un collegamento satellitare quando vola oltre la linea di visibilità (Beyond Line of Sight – BLOS) per trasmettere informazioni in tempo reale o quando è necessario per volare a bassa quota sul mare. Queste informazioni vengono trasmesse al centro di comando e controllo di Frontex e ai centri delle rispettive Guardie costiere.

L’Heron marittimo viene utilizzato tra l’altro dalla Marina Israeliana come strumento chiave per il pattugliamento, svolgendo con successo incarichi di ricognizione e sicurezza da molti anni.

 

 

 

 

DIFESA: APPROVATO IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO 2020-2022

 

ROMA - E' stato approvato il documento programmatico pluriennale della Difesa per quel che riguarda il triennio 2020-2022. Come riferito dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il Governo italiano sta puntando ad iniziative che servano a incentivare gli investimenti pubblici e privati, oltre all’innovazione ed alla sostenibilità. L’obiettivo del dicastero è quello di far capire meglio ai cittadini che la competitività nazionale passa anche per la strada del comparto dell’aerospazio, difesa e sicurezza. 

Il nostro Paese è intenzionato ad adeguare l’attuale strumento militare per fronteggiare nel modo migliore possibile qualsiasi tipo di minaccia, bilanciando tra le varie componenti delle forze armate.

Secondo Guerini, il documento è volto a sviluppare ulteriormente dei sistemi che sono sempre più interconnessi con loro, tenendo conto dell’ambiente attuale, caratterizzato da una forte impronta digitale. La legge di riferimento è la 244 del 2012, ma il ministero ha intenzione di aggiornarla ed adeguarla; tra le capacità principali che devono rimanere al centro dei piani attuali e futuri ci sono quelle degli arsenali, stabilimenti, poli di mantenimento ed enti militari.

In quest'ottica si collocano le assunzioni, all'Arsenale di Taranto, di personale con profilo tecnico, previste nel prossimo triennio, e la stabilizzazione dei lavoratori precari del Genio Campale dell'Aeronautica Militare. 

Tra le voci che sono pervenute sul documento stesso c’è quella di Gianluca Rizzo, presidente della commissione Difesa della Camera. Secondo Rizzo, il testo programmatico è arrivato in Parlamento in ritardo, sia per colpa dell’emergenza sanitaria che per un rinvio della ripartizione dei fondi del bilancio statale. A questo punto, per il presidente della Commissione si devono evitare errori dello stesso tipo per il futuro, tanto è vero che nei prossimi giorni si conoscerà il calendario delle personalità da audire alla Camera.

 

 

 

 

USA: APPROVATA LA VENDITA DI MISSILI A TAIWAN

 

WASHINGTON - L’amministrazione Trump ha ufficializzato la vendita di missili aria-terra per un totale di un miliardo di dollari a Taiwan. Secondo quanto riferito dal dipartimento di Stato, Washington ha accettato la cessione di 135 missili AGM-84H/K SLAM-ER di precisione, oltre alle relative apparecchiature.

Non è difficile immaginarne l’impiego, visto che da mesi ormai i rapporti fra Taipei e la Cina sono tesissimi e la nazione insulare ha fatto sapere di voler rafforzare le proprie difese contro la minaccia di Pechino. Non si tratta dell’unica operazione commerciale di questo tipo che ha visto coinvolti Stati Uniti e Taiwan nelle ultime ore; si è scelto infatti di vendere al Paese asiatico anche 6 Ms-110 per la ricognizione aerea e 11 lanciarazzi leggeri M142, per un totale molto vicino ai 2 miliardi di dollari. 

 

 

 

 

 

 

SCANDALO VATICANO, ECCO PER COSA È INDAGATO IL CARDINALE ANGELO BECCIU

di Giuseppe Aloisi

 

ROMA - La notizia era nell'aria, ma ora c'è qualche certezza in più: il cardinale Angelo Becciu - l'alto ecclesiastico che è stato privato di alcune facoltà derivanti dalla porpora - è indagato per peculato.

Trattasi di accuse che il consacrato sardo ha già respinto mediante conferenze stampa. Ma la questione, in termini inchiestistici, è andata avanti. Papa Francesco è stato irreprensibile: qualcuno confida nel fatto che Bergoglio cambi idea ma, nel caso le cose dovessero restare come sono adesso, Becciu non parteciperà al prossimo Conclave. Quello che eleggerà il successore dell'ex arcivescovo di Buenos Aires.

Il caso de la "dama di Becciu" è un conto, quello dei presunto peculato del porporato italiano è un altro. L'elemento comune è la segreteria di Stato, l'ente del Vaticano al centro di tutta questa vicenda, che è complessa e che tocca il tema della gestione dell'Obolo di San Pietro. Becciu avrebbe in qualche modo favorito alcuni suoi familiari: il condizionale è d'obbligo, ma questo è l'aspetto su cui sembra si stiano concentrando gli inquirenti:"...la procura di Roma - si legge sull'Adnkronos, che ha ripercorso quanto scritto su Repubblica - ha ricevuto una nuova rogatoria che chiede di fare chiarezza su alcuni dei rapporti, familiari ma anche economici, che hanno causato la rottura tra papa Francesco e il cardinale. E la strada porta dritta ai fratelli del religioso". Ma quali sono questi "rapporti economici"?

Anzitutti quelli tra la Caritas romana ed una società chiamata Angel's. La seconda, che produce birra, è amministrata da uno dei fratelli del cardinale Becciu: "La società - si legge sulla fonte sopracitata - ha infatti stretto un accordo di partnership per poter apporre il marchio della Caritas Roma sull'etichetta della bionda, impegnandosi in cambio a donare alla Fondazione il 5 per cento del fatturato delle vendite. Un contratto secondo Oltretevere poco chiaro e che è stato contestato all'ex braccio destro del Pontefice e che rischia di avere anche, in Italia, profili di illegittimità fiscale". Il Vaticano starebbe insomma cercando di comprendere se esistono o no profili di illegitimmità in quanto messo in campo da Becciu in alcune operazioni economico-finanziarie. Certo è che la decisione presa dal pontefice argentino - quella di ridimensionare la sfera soggettiva di cardinale di Becciu - è già esaustiva per comprendere cosa pensi il Santo Padre di tutta questa faccenda. Ma le accuse inoltrate al cardinale italiano non sono terminate.

L'alto ecclesiastico, che ha negato ogni accusa, ha ricordato di aver giurato da cardinale di essere disposto a morire per il pontefice, ma Bergoglio deve comunque aver creduto ad una versione diversa rispetto a quella presentata dall'ex sostituto della segreteria di Stato ed ex prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Altrimenti Becciu avrebbe ancora tutti i diritti derivanti dal fatto di essere un cardinale.

Nel novero delle accuse, poi, c'è almeno un altro rapporto attenzionato da chi è deputato ad indagare: " Nel mirino degli inquirenti - continuano le fonti - c'è anche la diocesi di Ozieri e la Spes, cooperativa il cui titolare è un altro Becciu, Tonino". Poi la specificazione sul quantum: "All'impresa sono arrivati 700 mila euro a fondo perduto e, stando alle accuse vaticane, senza motivo. Finanziamenti inviati in tre tranches: 300 mila euro nel settembre del 2013 per ampliare l'attività e l'ammodernamento del forno, stessa cifra nel 2015 per riparare i danni di un incendio e, infine, 100 mila euro nel 2018 per gli adeguamenti della struttura che si era riconvertita all'accoglienza dei migranti".

Nel calderone, in qualche modo, potrebbe finire pure qualcosa d'inerente alla gestione dei fenomeni migratori, ma è presto per tirare le somme. Ad essere certe, sino a questo momento, sono soltanto le fattispecie individuate in sede d'inchiesta. C'è chi chiede a gran voce un processo per fare luce. Una delle anomalie di questa storia è proprio la mancata convocazione, almeno ad oggi, di una fase processuale da parte dei "pm" di Bergoglio. Ora però anche la magistratura italiana potrebbe dire la sua. E il nuovo grande "scandalo Vaticano" potrebbe continuare a far parlare di sé per molto tempo.

***(Giuseppe Aloisi - Il Giornale)

 

 

 

 

 

 

I LIBRI

 

 

POLIMENI DEBUTTA NELLA NARRATIVA PER RAGAZZI

di Michele Sabatini

 

ROMA - Edito da Words Editing, “Le avventure di Porcu Porcu e dei suoi strampalati amici” è il libro che segna l’esordio nella narrativa per ragazzi dell'ex manager del trasporto aereo, Massimo Polimeni, lunghi anni passati in Alitalia.

Il lavoro è figlio del periodo di lockdown vissuto dall’autore la scorsa primavera in Lombardia, lontano dalla propria casa ma vicino ai propri cari. "Il lungo isolamento in compagnia dei nipoti, alla fine è sfociato in sana follia" afferma Polimeni che firma l'opera con lo pseudonimo di Nonno Yoyo. Un vivace divertissement  destinato nelle sue intenzioni a lettori dagli 8 agli 11 anni.

Così a venire alla luce è stato un nuovo intrigante, irrefrenabile, trasgressivo, irriverente, anticonformista, ironico e geniale eroe. Il suo nome è tutto un programma: Porcu Porcu.

Un personaggio imprevedibile come improbabili sono le armi di cui si serve. Qui non si parla di spade laser, letali bombe incendiarie o missili intergalattici. Lui e i suoi compari – i Coppa-Coppa e i Pizza-Pizza – usano banali “armi biologiche” che producono in quantità inimmaginabile: la cacca e le puzze.

Porcu Porcu per le sue avventurose missioni si avvale di prestigiosi consulenti: i professori Tartarin, fisico e tuttologo di fama, e Ampolla, chimico di levatura internazionale ma poco... elevato (misura un metro d'altezza).

Sarà possibile seguirli sull’isola di Papua, poi in quella di Krakapolla, nel ventre della piramide egizia di Ignotik e persino nel palazzo imperiale giapponese. E sarà possibile incontrare astrusi e inimmaginabili personaggi.

Porcu Porcu è un eroe sicuramente imbarazzante, ma mai volgare o violento. Rispettoso delle donne, della natura e dei più deboli, implacabile con bulli e smargiassi, leale e altruista con i suoi amici. Protagonista di avventure esilaranti e surreali, a volte demenziali, ma sempre divertenti.

Credo che Massimo Polimeni, o meglio Nonno Yoyo, sia un maestro nel valorizzare il proprio tempo grazie alla scrittura: l’invenzione del personaggio di Porcu Porcu ne è un esempio luminoso. Il lockdown ha creato per lui un’occasione che, da navigato dirigente d’azienda, non si è lasciato scappare: rimanere per tanto tempo in compagnia dei propri nipoti. Ascoltarli. Imparare a vivere come loro. Imparare a parlare delle cose che li fanno ridere, anche se ai grandi potrebbero apparire un po’ fuori dalle regole. In definitiva, forse per la prima volta, viverli veramente questi bambini. Quasi un risarcimento a fronte dei lunghi periodi lontano dalla propria famiglia, che l’autore deve aver sperimentato durante la propria carriera.

E forse  è stato questo intuito da uomo di marketing a dargli la forza, o piuttosto suggerirgli l’incoscienza, di scrivere un libro su un personaggio che riassume in sé tutta una serie di comportamenti che un nonno dovrebbe “condannare”, ma che invece il nipote non vede l’ora di mettere in pratica, forse proprio perché “scorretti”.

Non credo sia questione di accondiscendenza, o di cattivo esempio rispetto a inevitabili doveri genitoriali. Credo sia questione di tempo riguadagnato e per questo goduto fino in fondo. Perché in definitiva questo libro è stato per l’autore anche un’opportunità per raccontarsi, per tradurre il proprio vissuto, esperienze e saperi, in un immaginario che potesse essere accessibile anche ai membri più piccoli della propria famiglia.

Per questo auguriamo a  Nonno Yoyo di continuare a scrivere altre storie per i propri nipoti, magari coinvolgendoli ancora di più nella fase creativa, anche attraverso la realizzazione di disegni e illustrazioni, mettendo a disposizione del lettore una possibile interpretazione visuale di quanto raccontato. Un progetto nel progetto, che potrebbe però aumentare il valore intrinseco dell’opera non solo per il destinatario finale, quanto soprattutto per l’autore: per quella voglia di stare insieme e riscoprirsi che ne è alla base. Assumere quindi una dimensione collettiva. Fare qualcosa insieme. Condividere. Condividersi.

 

Massimo Polimeni, catanese, un lungo trascorso da dirigente d'azien (Alitalia, DIner's, Wind Jet). Ha vissuto per molti anni a Seul, Tokio e New York. Ora vive a Roma. Ha scritto per il teatro e fondato e diretto IN.TEA. (Iniziative Teatrali). Autore di documentari per conto della RAI. Nel 2015 ha pubblicato per Nulla Die Edizioni il romanzo In Sicilia, un’estate (Premio Letterario Raffaele Artese, 2016) e per lo stesso editore, nel 2017 Quel che resta oltre il buio (vincitore dei Premi Letterari De Finibus Terrae 2017, Città di Acireale 2017, e Città di Arce 2018). Nel 2019 ha pubblicato per Words Editing il romanzo Un respiro di troppo (Premio Amarganta 2019).

 

SCHEDA LIBRO

Titolo: Le avventure di Porcu Porcu e dei suoi strampalati amici

Autore: Massimo Polimeni

Editore: Words Editing

Anno edizione: 2020

Pagine: 132 p.

ISBN: 9788831682640

Prezzo: € 15,00

 

 

 

 

 

LE MOSTRE 

 

"I PECCATI" DI JOHAN CRETEN A VILLA MEDICI

 

ROMA - L’Accademia di Francia a Roma presenta la mostra I Peccati, di Johan Creten, a cura di Noëlle Tissier, che rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2021. La mostra è organizzata a Villa Medici con il sostegno delle gallerie Perrotin e Almine Rech.

Precursore, inclassificabile e controcorrente, Johan Creten (nato nel 1963) è un artista che si è distinto nel panorama artistico internazionale degli ultimi anni in quanto figura forte, enigmatica e intrigante. Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, egli ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all’interno della scena internazionale della creazione contemporanea.

Originario di Sint-Truiden, borgo delle Fiandre, inizia i suoi studi nelle Accademie di Belle Arti di Gand e Parigi. Durante il soggiorno nella capitale francese, dove studia come pittore, scopre la ceramica e ne fa il proprio mezzo primario. I suoi continui spostamenti, dall’Aja a New York, da Roma – dove è stato borsista all’Accademia di Francia  nel 1996 –  sino al Messico e alla Florida gli sono valsi la definizione da parte della critica di The Cley Gypsy ovvero lo “Zingaro della Ceramica” accreditandolo per l’uso innovativo della materia.

 

Johan Creten si è distinto fin dagli anni Ottanta per l’uso innovativo della ceramica. Oggi è considerato una figura di spicco del suo rilancio nel campo dell’arte contemporanea. Un ulteriore aspetto della sua opera è l’uso virtuoso del bronzo nella realizzazione di sculture monumentali, di cui un importante esempio, “De Vleermuis – Il Pipistrello”, sarà presentato nei giardini di Villa Medici.

Con I Peccati, Creten raccoglie per la prima volta in Italia un insieme di cinquanta cinque opere in bronzo, ceramica e resina che dialogano con le opere storiche di artisti come Lucas Van Leyden (1494-1533), Hans Baldung (1484-1545), Jacques Callot (1592-1635), Barthel Beham (1502-1540) e Paul van Vianen (1570-1614), ai quali Creten si è ispirato.

 

Johan Creten parla di “Slow art” e della necessità di un ritorno all’introspezione. Un movimento, che va dalla miniatura alle figure monumentali, che ci permette di appropriarci del nostro tempo e di immergerci in un’esplorazione del mondo con i suoi tormenti individuali e sociali, per un viaggio pieno di sorprese ed emozioni. Le sculture di Johan Creten, realizzate appositamente per la mostra tra il 2019 e il 2020, si aggiungono alle opere che scandiscono la sua carriera dagli anni Ottanta a oggi, e sono qui abbinate a stampe, arazzi e bassorilievi del XVI e XVII secolo appartenenti alla collezione personale dell’artista.

Queste opere storiche scelte dall’artista sono veri e propri riferimenti nel suo processo creativo. Rivelano le sue preoccupazioni, dal punto di vista sia artistico, storico, politico che filosofico. L’intreccio di queste opere all’interno dell’esposizione stravolge la nostra percezione da molteplici punti di vista, che dal passato mettono in discussione il futuro della nostra umanità.

 

« Con Johan Creten, i peccati non sono sette di numero. Sette, questa cifra implacabile, pari al numero dei sacramenti nella Bibbia e dei colli di Roma. Qui, i peccati sono infiniti e illimitati, inesauribili. Non sono numerabili, ma solo designabili. I peccati non sono tutti capitali, essi possono essere imperiali, imperiosi, periferici, insidiosi, insignificanti, invisibili. Sono sempre al disotto del calcolo e del linguaggio. I sette peccati capitali valgono poco a confronto della bassezza, la barbarie, la noia, la mutilazione, il rimpianto, la melanconia ed il terrore, in breve, la vita. Così, le sculture di Johan Creten non hanno nulla a che vedere con la morale o la sanzione, la ghigliottina o la censura. Esse parlano dei peccati, parlano della vita che infonde desiderio e dolore, speranza e pena, lussuria e collera, amore e morte, Eros e Thanatos. Parlano della vita anfibia, tra Stige e Paradiso. Parlano della vita pulsionale, quando i cuori battono, quando i serpenti si attorcigliano, quando si spiegano le ali, quando si aprono le vulve, quando si sposta la tenda ed appare infine la verità nuda, quella Medusa ipnotica. Il peccato non sarà poi in fondo la forma stanca della purezza? Non indica forse la nostra condizione di uomini estremamente fallibili? Il peccato non è forse, per riprendere le parole di Victor Hugo, una meravigliosa “gravitazione”? »

– Colin Lemoine, storico dell’arte -

La mostra “I Peccati” è accompagnata da un catalogo con testi di Colin Lemoine e Nicolas Bourriaud, un’introduzione di Noëlle Tissier e fotografie di Gerrit Schreurs.

 

 

 

IL CINEMA

 

UNA "LUCE" È POSSIBILÒE ANCHE NELL'INFERNO DI ROUBAIX 
di Enrico Lepri

ROMA - Arnaud Desplechin,il regista di "Roubaix....une lumière", encomiabile lungometraggio, ambienta il “noir" nella sua città natale, Roubaix.
Un tempo questa città ai confini con il Belgio era un polo industriale significativ. Attualmente è considerata la città più povera della Francia e pertanto, insieme ad una endemica disoccupazione, è cresciuto anche il disagio sociale e una diffusa delinquenza.
Il commissario Daud,figlio di immigrati algerini, indaga sull’omicidio di una anziana signora, mettendo sotto controllo due giovani donne alcolizzate e tra loro legate da un morboso legame sentimentale che non reggerà, però, alle indagini di Daud.
Lentamente e inesorabilmente la verità emerge, insieme al ritratto di una Roubaix crepuscolare e livida, che il regista accusa quasi a giustificazione dell’omicidio perpretato.
Il commissario Daud - l’ottimo Roschdy Zem - ci guida nella sua spettrale Roubaix rispettando pietosamente vittime e carnefici, quasi a volerci indicare che alla fine del dramma “une lumiere”, una luce, è possibile anche nell’inferno di Roubaix.