ENZO VECCIARELLI NUOVO CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

ROMA - Enzo Vecciarelli è il nuovo capo di Stato maggiore della Difesa. La sua nomina attende solo la ratifica del Consiglio dei ministri.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha concluso la sua procedura con il consenso del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la consultazione con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, capo supremo delle forze Armate. Sul piano formalle Vecciarelli approderà nella cabina di comando di Smd con un Decreto del presidente della repubblica «previa deliberazione del Consiglio dei ministri».

Generale di squadra aerea a quattro stelle come capo di Stato maggiore dell’Aeronautica – carica che dovrebbe lasciare ad Alberto Rosso, oggi capo di gabinetto del ministro Trenta – Vecciarelli riporta l’arma azzurra al vertice dello Stato maggiore Difesa: l’ultimo con la stessa divisa è stato dal 2008 al 2011 l’attuale vicepresidente dello Iai (Istituto Affari internazionali) Vincenzo Camporini. E sostituisce il generale dell’Esercito Claudio Graziano, nominato alla guida di Smd il 24 dicembre 2014 e dal 6 novembre prossimo presidente del Comitato militare dell’Unione europea (Eucm) a Bruxelles.

Nato a Colleferro nel 1957, sposato con due figli, Enzo Vecciarelli è pilota di “caccia intercettore” con oltre 2600 ore di volo

 

 

 

 

PER L'ALITALIA IL TEMPO STRINGE

ROMA - Tempi stretti per sciogliere il rebus sul futuro di Alitalia. Si preannunciano, infatti, due settimane serrate in vista della deadline del 31 ottobre, giorno in cui scade la procedura per la vendita della compagnia, e per uno dei principali attori chiamati in causa, le Fs Spa, entra nel vivo il lavoro in vista di una presentazione di un'offerta entro quella data. Dopo aver annunciato la presentazione di una manifestazione di interesse non vincolante, venerdì scorso, il gruppo guidato da Gianfranco Battisti è da ieri entrato nella 'data room' della compagnia e avrà accesso a tutte le carte disponibili per poter muovere i prossimi passi.

Proprio la scorsa settimana, parlando al Senato, il commissario straordinario di Alitalia, Enrico Laghi, ha comunicato che la 'data room' è stata aggiornata anche con gli ultimi dati finanziari relativi al trimestre estivo, che ha portato una boccata d'ossigeno con il ritorno a un piccolo utile di circa 2 milioni di euro. "Oggi ci sono sul piano tecnico tutti gli elementi per potersi manifestare e presentare un'offerta nei termini di legge previsti", aveva rilevato Laghi in quell'occasione.

Ma, come da prassi, spiegano fonti vicine al dossier, prima di compiere ulteriori passi, le Fs attendono che l'azionista Mef dia il proprio indirizzo strategico. Un passaggio, questo, che, evidentemente, alla luce delle ultime scintille su uno dei punti nevralgici dell'operazione, cioè l'intervento dello Stato nel capitale della newco, con una quota del 15% che dovrebbe far capo al Mef, tra il titolare del Tesoro Giovanni Tria e il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, richiede un definitivo chiarimento a livello politico.

L'atteso chiarimento su quella che dovrà essere la futura governance di Alitalia, secondo fonti di governo, dovrebbe arrivare a stretto giro di posta in una riunione in settimana tra il Premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell'Economia Giovanni Tria.

Negli ultimi giorni, il numero uno di Fs Battisti ha spiegato che il gruppo è interessato a operazioni di sistema finalizzate a intercettare l'aumento dei flussi turistici in Italia, e cioè di natura industriale, e di non essere "focalizzato" su operazioni finanziarie. L'ad ha parlato, ad esempio, di possibili risparmi grazie all'eliminazione di sovrapposizioni come nel caso di voli brevi su tratte coperte dai treni ad alta velocità. Una decisione, comunque, dovrà poggiare sul nuovo piano industriale di Alitalia.

Il quadro tratteggiato ai sindacati da Di Maio, nell'incontro al Mise, vede, oltre al ritorno dello Stato nel capitale di Alitalia e oltre a un ruolo di Fs e anche di Cdp, il salvataggio e il rilancio di Alitalia prevede anche una partnership con un vettore internazionale. Delle tre compagnie che avevano presentato l'offerta nell'ambito della procedura di vendita che scade a fine mese, EasyJet, Lufthansa, Wizz Air, è EasyJet a confermare ieri di "essere interessata ad una Alitalia ristrutturata, come parte di un consorzio". "Le discussioni sono in corso. Tuttavia easyJet non è a conoscenza di quali decisioni il Governo potrà eventualmente prendere sulla procedura di vendita", spiegano fonti della compagnia low cost.

Dal fronte tedesco, il 4 ottobre scorso, un portavoce di Lufthansa aveva ribadito che Alitalia, nello stato attuale, non interessa alla compagnia ma di avere, tuttavia, ancora "idee per un'Alitalia strutturata in modo nuovo". I riflettori sono, comunque, anche puntati su altre grandi compagnie extraeuropee quali Delta e vettori cinesi come China Eastern.

Intanto, venerdì prossimo parte la procedura per la proroga della cassa integrazione straordinaria dei lavoratori di Alitalia. E' stato, infatti, convocato per il 19 ottobre prossimo l'incontro tra azienda e sindacati presso la sede del ministero del Lavoro. L'appuntamento è alle ore 10. La compagnia ha richiesto la prosecuzione della cigs fino al 23 marzo 2019, in continuità con l'attuale regime che scade il 31 ottobre prossimo. La nuova cassa, che scatta dal primo novembre e 'copre' la stagione invernale, interessa 1570 unità 'full time equivalent', di cui 950 addetti di terra e 620 naviganti. Di questi, 100 comandanti, 100 piloti e 420 assistenti di volo.

(AdnKronos)

 

 

 

 

 

L'ITALIA BATTE GERMANIA E FRANCIA PER PUNTUALITÀ DEI VOLI

Secondo lo studio, le compagnie aeree sui voli in Italia hanno accumulato una responsabilità finanziaria di oltre 286 milioni di euro da inizio anno, il 65% in meno rispetto alla Germania che invece deve più di 800 milioni ai suoi passeggeri. La percentuale di voli in ritardo e cancellati dalle compagnie aeree in Germania supera infatti il 28%, con più di 180 mila voli interrotti. Anche la Francia ha performance peggiori dell’Italia: nonostante le due nazioni abbiano un numero equivalente di voli, le compagnie aree in Francia devono ai passeggeri oltre il doppio dei rimborsi, con ben il 28,16% di voli problematici.

Subito dopo la Germania si colloca l’Inghilterra che, nonostante il numero maggiore di voli complessivi, deve ai propri passeggeri 110 milioni in meno. Alropri passeggeri 110 milioni in meno. Al terzo e quarto posto la Francia e la Spagna che rispettivamente registrano 141 e 133 mila voli in ritardo e cancellati dall’inizio dell’anno. L’Italia è quindi l’ultima della top 5 delle big d’Europa, con più del 75% di voli on time.

“Il fenomeno dell’overtourism, l’aumento dell’offerta delle compagnie aeree e la diminuzione della qualità dei servizi e del personale aereo hanno raddoppiato i voli in ritardo e cancellati in tutta Europa – afferma Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia – Quest’anno è stato un anno difficile per il traffico aereo di tutta Europa e gli scioperi e alcuni fallimenti di compagnie aeree hanno influito negativamente sul mercato. La Germania è stato il paese con maggiori conseguenze sui passeggeri, ma i dati emersi da questa indagine si inseriscono in un quadro più ampio: la domanda aumenta, ma le compagnie aeree non riescono a stare al passo. La continua battaglia dei prezzi e i conseguenti disservizi non fanno che aumentare i disagi ai passeggeri e se le compagnie aeree non faranno la loro parte per aiutarli, continueremo a farlo noi. Per questo motivo è stato creato AirHelp cinque anni fa e continueremo a lavorare instancabilmente per aiurisarcimento. La legge è la legge e deve essere rispettata”.

Per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250 a fino 600 euro di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree), tant’è che meno del 2% degli aventi diritto ha richiesto e ottenuto il risarcimento.
Il diritto al risarcimento finanziario deve essere richiesto entro tre anni dalla data di ritardo del volo. Circostanze straordinarie come condizioni meteo o emergenze mediche esentano la compagnia aerea dall’obbligo di risarcire i passeggeri aerei.
I passeggeri possono verificare il diritto ad un rimborso grazie ad AirHelp e richiederlo in maniera facile e rapida, attraverso l’app gratuita per dispositivi mobile e il sito web.

 

 

 

 

 


 

"MILANO PRIME" PRESENTA A ORLANDO IL NUOVO TERMINAL DI MALPENSA  

ORLANDO - Milano Prime presenta alla NBAA-BACE 2018 - Booth # 4079 - il progetto per il nuovo General Aviation Terminal a Malpensa, la cui apertura è prevista a giugno 2019. Milano Prime, l’eccellenza della Business & General Aviation in Italia, si prepara all’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo Terminal di Aviazione Generale dell’aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa.

Una struttura completamente nuova, un poliedro sviluppato su una superficie di circa 1.400 mq e caratterizzato lounge riservate, accoglierà passeggeri ed equipaggi in arrivo e in partenza, che potranno così godere di un’atmosfera rilassata grazie a ricercati arredi e luci di design. Controlli e filtri di sicurezza dedicati completeranno il servizio. Il nuovo Terminal di Milano Malpensa Prime sorgerà accanto a un hangar di 5.000 mq, già operativo, per il ricovero di executive jet di ultima generazione e a un piazzale dedicato.

Il nuovo Terminal di Milano Prime a Malpensa aprirà le sue porte in un momento cruciale per il sistema aeroportuale milanese: da luglio 2019, infatti, per circa tre mesi, è prevista la chiusura dell’aeroporto di Linate per consentire il rifacimento del terminal di aviazione commerciale e dei suoi 2.442 metri di pista, un intervento che completa il progetto di restyling del city airport.

Un’eccezionale vetrina per il nuovo Terminal di Milano Prime a Malpensa, che sarà pronto ad accogliere, anche il traffico di B&GA di Milano Linate Prime, con una previsione di oltre 12.000 passeggeri e 6.000 movimenti addizionali.

Forte della crescita dei movimenti, prosegue anche l’attività di sviluppo e investimenti infrastrutturali a Milano Linate Prime con la costruzione di nuovi hangar a partire dal 2020.

Milano Prime attrae, infatti, un numero sempre maggiore di clienti: oltre 12.700 i movimenti nel primo semestre del 2018, in crescita del 3% rispetto al 2017, un numero che colloca Milano al primo posto in Italia ed al quinto in Europa nel mercato della Business & General Aviation.

I dati evidenziano come Milano Prime sia una meta fortemente attrattiva, sia per il traffico business che per quello leisure. Il nuovo Terminal di B&GA di Milano Prime a Malpensa è un servizio complementare rispetto a quello già offerto da Milano Linate Prime, che gode di un posizionamento unico a soli 7 km di distanza dal centro di Milanoha commentato Chiara Dorigotti, Direttore nostra visione il nuovo Terminal di Milano Malpensa Prime sarà una porta in più non solo per la città, ma per la Lombardia e per il cuore dell’Europa, che consentirà anche l’accesso a località a vocazione turistica come il Lago di Como e le località sciistiche alpine”.

SEA Prime nasce nel 2015 in seguito all’acquisizione da parte di SEA SpA delle società ATA Ali Trasporti Aerei e ATA Ali Servizi e a un’operazione di rebranding e di restyling dell’aeroporto di Business&General Aviation Milano Linate Prime a Milano. SEA Prime gestisce tutte le infrastrutture aeroportuali a Milano Linate Prime e a Milano Malpensa Prime, compresi il terminal, un piazzale dedicato e undici hangar per complessivi 29.000 mq, le lounge passeggeri e equipaggio e il BMW Business Centre. Milano Linate Prime è il primo aeroporto di Business&General Aviation in Italia con oltre 21.000 movimenti nel 2017. Il nuovo Terminal di Milano Malpensa Prime verrà aperto a giugno 2019.

 

 

 

 

LA SICILIA FRENA SULLA FUSIONE TRA AIRGEST E GESAP

PALERMO - L’assemblea di Airgest, società di gestione dell’aeroporto di Trapani-Birgi, si è chiusa con un nulla di fatto. Il delegato della Regione, infatti, sul punto «attività propedeutiche per la costituzione del polo aeroportuale della Sicilia occidentale», ha deciso di prendere ancora tempo.

«La mancata decisione - affermano Cgil, Cisl, Uil, Sicindustria e Confcommercio Trapani - preoccupa non poco. Continuare a tergiversare sulla fusione di Airgest con Gesap, infatti, diventa se anche che il bando con fondi regionali per l'individuazione dei vettori aerei ha oggi trovato l’interesse di due sole compagnie, Alitalia e Air blu, e che questo verosimilmente porterà un massimo di 700-800 mila passeggeri, la cosa diventa ancora più preoccupante».

L’invito delle organizzazioni sindacali e degli imprenditori è quello di fare in fretta, ma soprattutto «di assumere una decisione nell’interesse del territorio e dello sviluppo». «Se non si vuole o non si può portare avanti la fusione con Gesap si deve trovare una soluzione alternativa su cui lavorare sin da subito - sostiene il cartello - Il rischio è altrimenti quello di far morire l’aeroporto di Trapani Birgi e, con esso, la speranza di uno sviluppo del territorio che passi dal turismo e quindi anche dall’aeroporto»

(LA SICILIA)

 

 

 

 

 

ANA ANNUNCIA IL NUOVO VOLO VIENNA-TOKYO

TOKYO - All Nippon Airways (Ana) espande il suo network europeo con l'imminente lancio di un nuovo volo diretto giornaliero da Tokyo Haneda a Vienna. Il collegamento verrà operato con Boeing 787-9 dal 17 febbraio 2019 e rappresenta un passo imporante all’interno della strategia Ana che punta a soddisfare la crescente domanda di voli fra Asia e Europa. Oltre al suo fascino come destinazione turistica - recentemente classificata come la città più vivibile del mondo - Vienna è ben posizionata come hub per voli all'interno dell'Europa, grazie al partner di joint venture Austrian Airlines, vettore del Gruppo Lh.

Con voli da Vienna per 68 città europee, il Gruppo Lufthansa è una presenza significativa nella capitale austriza aeroportuali – da 25 a 50 minuti - rendono semplice raggiungere numerose città europee. Allo stesso modo, la partnership di Ana con il Gruppo Lufthansa consentirà di rispondere alla crescente domanda di voli diretti per il Giappone dall'Austria e dai paesi limitrofi quali Germania, Svizzera, Italia e Polonia. Con l’aggiunta di Vienna - che diventa la 44a* città al di fuori del Giappone a essere servita da ANA - sale a 8 il numero totale di voli giornalieri non-stop europei del vettore.

Seiichi Takahashi, senior vice president ha detto: "L'anno prossimo il Giappone e l'Austria celebreranno il 150 ° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due paesi e siamo lieti di rendere i nostri voli più accessibili per i viaggiatori di entrambe le nazioni. Vienna è storicamente e geograficamente nota come il gateway verso l'Europa centrale, e da parte nostra non vediamo l'ora di rafforzare i legami tra il Giappone e questa dinamica regione offrendo comodi voli per viaggiatori d'affari e turisti".

La domanda di voli per l'Europa è aumentata anche grazie al rafforzamento delle relazioni economiche tra iamento delle relazioni economiche tra il Giappone e l'Unione Europea. Poiché il Japan-EU Economic Partnership Agreement (Epa) abbassa le barriere economiche, Ana punta a rendere i viaggi altrettanto accessibili. I voli da Tokyo Haneda e da Vienna arriveranno alla mattina per consentire sia ai viaggiatori d'affari che ai turisti di sfruttare al massimo la giornata o di collegarsi facilmente all’ampio network domestico Ana.

 

 

 

 

AERONAUTICA MILITARE: ESERCITAZIONE “CIRCAETE 2018"

ROMA - Un gruppo di terroristi a bordo di un volo di linea decide di dirottare l'aereo, costringendo l’equipaggio a cambiare la rotta pianificata. Questo lo scenario della “Circaete 2018”,artecipazione dei Paesi del Mediterraneo occidentale aderenti all’“Iniziativa 5+5” con lo scopo di testare la reattività dei sistemi nazionali di sorveglianza e difesa dello spazio aereo nel contrasto di minacce aeree di tipo non militare e promuovere un uso coordinato dei relativi centri di comando e controllo, dei siti radar e dei caccia intercettori.

L’accordo di collaborazione, nato nel 2004 proprio su proposta italiana, intende promuovere la cooperazione su problematiche comuni di sicurezza e difesa e contribuire alla stabilità regionale e alla comprensione reciproca tra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo occidentale: quella del nord, cui fanno parte Francia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna, e quella del sud, con Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia.

L’esercitazione "Circaete 2018", che terminerà giovedì 18 ottobre ed è organizzata quest’anno dall’Aeronautica militare –il 2018 è l’anno di presidenza italiana della “Defence 5+5 Iniziative” – rientra tra le attività promosse dal ministero della Difesa per ricercare soluzioni e progetti di cooperazione comune, in particolare ne cooperazione comune, in particolare nei settori della sorveglianza marittima, del contributo delle forze armate alla Protezione Civile, della formazione e della ricerca, e appunto nel campo della difesa aerea. Una minaccia quanto mai attuale, quella alla sicurezza dei cieli, come dimostrano gli episodi del dirottamento dell’A-320 libico del 23 dicembre 2016, poi atterrato a Malta, e dell’aereo di Ethiopian Airlines che il 17 febbraio 2017 doveva percorrere la tratta da Addis Abeba a Roma e che è stato dirottato sullo scalo di Ginevra.

L’Aeronautica militare sta promuovendo in particolare, in questo ambito, iniziative finalizzate ad aumentare la mutua conoscenza e l’interoperabilità delle forze aeree dei 10 Paesi membri, mettendo a disposizione le competenze sviluppate in alcuni ambiti operativi e tecnologici specifici come ad esempio quello dei sistemi elettronici di comando e controllo, quello dei velivoli a pilotaggio remoto, della ricerca e soccorso (Sar - Search and Rescue) e del Personnel Recovery. La sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale è il compito primario dell’Aeronautica militare, attività che viene assicurata 365 giorni all'anno, 24 ore su 24, attraverso un sistema di , con quello degli altri Paesi appartenenti alla Nato. Il servizio è garantito -per la parte sorveglianza, identificazione e controllo– da due Gruppi Radar di stanza a Poggio Renatico (Ferrara) ed a Licola, e relativamente all’intervento in volo, dal 4° Stormo, dal 36esimo Stormo e dal 37esimo Stormo, tutti equipaggiati con velivoli caccia Eurofighter.

L'Aeronautica militare partecipa inoltre con continuità all’attività di Air Policing a favore di Paesi che non hanno capacità autonome di difesa aerea: dell’Albania, a partire dal 2009, della Slovenia dal 2004, alternandosi in questo servizio rispettivamente con la Grecia e con l'Ungheria, e dallo scorso giugno anche del Montenegro, recentemente entrato a far parte dell’Alleanza Atlantica. A seguito di specifici accordi in ambito Nato per il rafforzamento delle misure di protezione dello spazio aereo, i jet dell'Aeronautica militare hanno inoltre contribuito nel tempo alla difesa aerea nel Baltico di Estonia, Lituania e Lettonia, della Bulgaria e su base rotazionale con altri Paesi Nato dell’Islanda, da dove nei giorni scorsi sono rientrati equipaggi e caccia italiani dopo circa quattro settimane di missione a protezione dei cieli del Paese nordico.

cieli del Paese nordico.

Lo scenario dell’esercitazione -Un aereo da trasporto militare, in questo caso italiano, un Falcon 900 easy del 31esimo Stormo dell'Aeronautica militare, simulerà di essere un velivolo civile cosiddetto "renegade", ovvero -come vengono chiamati in gergo tecnico- quegli aeromobili civili in arrivo o transito nello spazio aereo nazionale la cui condotta sia potenzialmente pericolosa per la sicurezza in quanto riconducibile ad una possibile azione terroristica. I centri di comando e controllo e sorveglianza radar dei Paesi interessati dalla rotta del velivolo, nonché i piloti ed il personale delle basi della difesa aerea coinvolte, dovranno reagire in maniera tempestiva e coordinata per intercettare e condurre -proprio come avverrebbe nella realtà- la minaccia fuori dagli spazi aerei nazionali o all'atterraggio forzato su un aeroporto designato, secondo le indicazioni impartite da terra seguendo protocolli stabiliti. L'obiettivo dell'esercitazione, che viene svolta annualmente è proprio quella di promuovere e consolidare l'adozione di procedure comuni nella gestione di casi di questo genere, dove la coa in cui è essenziale –vista la velocità e la complessità degli interventi richiesti– agire in maniera coordinata tra Nazioni confinanti. La fase dell'esercitazione nello spazio aereo italiano sarà gestita dall’Italian - Air Operation Center del Comando operazioni aeree di Poggio Renatico (Ferrara), il centro di comando e controllo dell'Aeronautica militare da dove viene assicurata 24 ore su 24 la sorveglianza dello spazio aereo nazionale e laddove necessario da dove partono gli ordini di decollo immediato per i caccia intercettori. i piloti ed i caccia Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto, del 36esimo Stormo di Gioia del Colle e del 37esimo Stormo di Trapani saranno pronti a decollare in pochissimi minuti dall'ordine di "scramble", ossia di decollo immediato su allarme, per intercettare e scortare fuori dai confini nazionali il velivolo sospetto, assicurando con una sorta di "staffetta in volo" continuità con gli assetti della difesa aerea francese e successivamente tunisina.

(Avionews)

 

 

 

 

 

 

EX FINMECCANICA E LA NOMINA DI VIOLANTE ALLA FONDAZIONE

di Michele Arnese

 

ROMA - S’ode qualche borbottio sia nel Pd sia nella maggioranza di governo per la scelta di Leonardo (ex Finmeccanica) di nominare alla neonata fondazione promossa dal gruppo attivo nella difesa e nell’aerospazio l’ex presidente della Camera, Luciano Violante.

Significativo il tweet di Andrea Armaro, già portavoce dell’ex ministro della Difesa, Roberta Pinotti (Pd) e prima ancora del prodiano Arturo Parisi alla presidenza del Consiglio: "Non ne usciremo mai".

Di altro segno i malumori bisbigliati in queste ore nella maggioranza di governo. Non solo, e non tanto, per il passato di esponente di spicco del Pci-Pds-Ds di Violante, ma per alcune critiche garbate eppure nette nei confronti dell’esecutivo Conte.

Il Corriere della Sera il 6 ottobre ha pubblicato un commento di Violante che conteneva questi passaggi:

Chi governa deve misurarsi con tre principî di realtà: nessuno Stato si muove nel vuoto; ogni potere politico trova un limite nella Costituzione; le aspirazioni diventano diritto solo attraverso il filtro delle regole. L’esecutivo non ne sta tenendo conto. Denigra i leader ne sta tenendo conto. Denigra i leader europei che esigono da noi, come da ogni altro Paese, il rispetto dei principî dell’Unione. Tratta come nemici coloro che hanno il dovere di far rispettare le regole di bilancio fissate in Costituzione. Manifesta indifferenza nei confronti delle reazioni di chi dovrebbe comprare i titoli pubblici italiani; ma quegli acquisti permetterebbero ai ministeri di disporre delle risorse per finanziare gli impegni presi nei confronti dei cittadini. Non si tratta di inesperienza, ma di un diverso modo di esercitare le funzioni di governo“.

CHI C’ERA CON DE GENNARO E VIOLANTE

Ma forse sono soltanto bisbigli di qualche parlamentare. Perché, come ha scritto Gianni Dragoni del Sole 24 Ore, nel corso della cerimonia per i 70 anni del gruppo partecipato dal Tesoro dove è stata annunciata l’incarico per Violante,  “c’erano il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia (Lega) e Gianni Letta, ma non la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta (M5S)”.

Trenta delle aziende del settore – in primis proprio Leonardo, come si evince dall’ultimo numero della rivista Airpress edita da Paolo Messa, neo direttore delle relazioni istituzionali Italia di Leonardo – per i tagli già decisi di fatto dal governo Conte su alcuni programmi di spesa, come ha scritto oggi Luca De Carolis del Fatto Quotidiano.

COME SI CHIAMERA’

La neo fondazione di Leonardo si chiamerà Civiltà delle macchine, come la rivista fondata nel 1953, finanziata da Finmeccanica. L’incarico a Violante, ha chiosato il Sole, “è stato favorito dal legame con Gianni De Gennaro, l’ex capo della polizia che dal 2013 è presidente del gruppo”.

CHE COSA FARA’ LA FONDAZIONE

Con la Fondazione, Leonardo – ha scritto l’Ansa – è pronta a lanciare “per raccontare” la cultura industriale e di impresa (ispirandosi alla rivista ‘Civiltà delle Macchine’ che pubblicò dal 1953), dialogare con i territori dove il gruppo è presente, valorizzare il suo patrimonio culturale e museale, diffondere studi e ricerche.

LA RIVISTA

La rivista di Finmeccanica nacque nel 1953 da un’idea di Leonardo Sinisgalli”, il ‘poeta ingegnere’, come viene ricordato per aver fatto convivere cultura umanistica e cultura scientifica nel suo lavoro di poeta, saggista e critico d’arte. La rivista che ideò per Finmeccanica, nata appena 5 anni prima (nel 1948 come ‘Società Finanziaria Meccanica’) “anticipava già all’epoca il messaggio di dialogo tra Civiltà e Tecnologia: quello stesso messaggio – ha sottolineato De Gennaro – che vorremmo cercare di riproporre e far rivivere attraverso la Fondazione”.

LE PAROLE DI DMsoNormalCxSpMiddle>“Abbiamo un passato importante ma nel presente siamo un’azienda che investe il 13% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo, impiega circa 45mila persone di cui 29mila in Italia, oltre a 100.000 tra occupati indiretti ed indotto, un’azienda che opera in ben quattro mercati domestici, esporta l’85% del proprio prodotto ed ha un fatturato annuo di 12 miliardi. Vogliamo farlo sapere e, soprattutto, saperlo raccontare”, ha detto il presidente di Leonardo: “Per questo, abbiamo deciso di costituire una Fondazione”.

E LA FONDAZIONE ANSALDO?

Leonardo-Finmeccanica anima già un’altra fondazione, la Ansaldo a Genova, con Comune di Genova, Provincia di Genova (ora Città Metropolitana) e Regione Liguria. E’ un’istituzione – si legge sul sito – “dedicata ai temi della cultura economica, d’impresa e del lavoro”.

LE SINERGIE TRA FONDAZIONI

Perché dunque avviare un’altra fondazione? Ha risposto indirettamente al quesito De Gennaro. “Vogliamo dotarci di uno strumento snello, ma efficace, che possa agire in coordinamento con le altre realtà in cui Leonardo è presente – penso soprattutto alla Fondazione Ansaldo – per creare quelle sinergie virtuose nel nome di alti obiettivi comuni. Stiamo lavorando a tante idee che si tradurranno in iniziative utili per il raggiungimento di questi obiettivi”.

(Michele Arnese - Start Magazine)

 

 

 

 

di Gianni Dragoni

 

ROMA - Questa è la storia di come l’industria italiana ha perso una grande opportunità di vendere all’estero un prodotto che è molto valido e competitivo. Il prodotto è un aereo militare, l’addestratore M-346, sviluppato dall’ex Aermacchi quando era privata (il jet è una creatura dell’ingegner Massimo Lucchesini), poi entrato nel portafoglio dell’industria pubblica Finmeccanica, ora Leonardo, che comprò l’Aermacchi nel dicembre 2002.

A Boeing e Saab commessa da 9,2 miliardi di dollari

Il gruppo italiano ha partecipato alla maxi-gara negli Stati Uniti per il nuovo addestratore (detto T-X) per i piloti dei caccia e bombardieri della Us Air Force, l’Aeronautica militarela Us Air Force, l’Aeronautica militare Usa. C’erano altri due contendenti, entrambi americani, Boeing e Lockheed Martin. Ha vinto Boeing, numero uno al mondo nell’aerospazio, alleata con la svedese Saab come risk sharing partner. La commessa assegnata dal Pentagono vale 9,2 miliardi di dollari per 351 addestratori da consegnare entro il 2034.

Notizia oscurata

La notizia è stata pubblicata sul sito internet del Sole 24 Ore il 27 settembre. Ma poi non è stata pubblicata sulla carta quasi da nessun giornale italiano. Ci sarebbe da chiedersi perché, vista la rilevanza della vicenda. Qui possiamo dire che è una notizia negativa per Leonardo-Finmeccanica e per l’industria italiana. Nella fabbrica di Venegono Superiore (Varese) gli ordini per gli M-346 scarseggiano e la commessa del Pentagono avrebbe garantito lavoro e ricchezza per molti anni. In caso di successo, sarebbe stata costruita una nuova fabbrica negli Stati Uniti.

Per Leonardo prezzo troppo bassoLeonardo non ha fatto commenti sull’esito della gara. Nel gruppo, guidato da Alessandro Profumo, si afferma che Boeing ha vinto offrendo un prezzo troppo basso rispetto all’offerta italiana e che nella scelta ha prevalso la logica del “buy American”. Secondo gli esperti di aerospazio e difesa il motivo principale della sconfitta è proprio l’assenza di un partner americano, un alleato forte senza il quale è difficile ottenere una commessa militare negli Usa. Cerchiamo di ricostruire perché si è arrivati a questa situazione, che un ex esponente del Pentagono considera “un suicidio” per Finmeccanica.

Le prime mosse di Guarguaglini

“Mi dispiace tantissimo che l’ex Finmeccanica abbia perso questa gara. E’ un’opportunità mancata. Eppure il velivolo italiano è molto valido. Ha anche la bollinatura di Singapore e Israele che l’hanno comprato e sono tra le migliori forze aeree al mondo. I prodotti che scelgono sono sempre di alta qualità. Questo sicuramente rappresentava un punto di forza dell’M-346 anche ava un punto di forza dell’M-346 anche agli occhi degli americani”, spiega Pier Francesco Guarguaglini, che ha guidato Finmeccanica per nove anni, dal 2002 al 2011.

Il decollo dell’M-346 non è stato facile. Perché la Difesa italiana non era convinta di comprarlo, l’acquisto fu sbloccato dal capo di Stato maggiore era Giampaolo Di Paola. E se il cliente nazionale non acquista un prodotto militare, è più difficile venderlo all’estero. Il primo ordine italiano è del 2009.

La commessa di Singapore

Nel settembre 2010 fu annunciato il primo contratto all’export, 12 aerei venduti a Singapore. L’allora Aermacchi del gruppo Finmeccanica, di cui Lucchesini era amministratore delegato, aveva accordi con Boeing per vendere l’M-346, anche per quella gara. Sembrava che potesse nascere un’alleanza tra Alenia Aermacchi (dal 2012 le aziende vennero unificate con una fusione) e Boeing a tutto campo per vendere l’M-346 anche su altri mercati, ma questo non accadde. Perché non sia av>

Contatti con Northrop

Guarguaglini all’epoca era il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, non ebbe un ruolo diretto nella commessa di Singapore. Pochi mesi dopo, il 4 maggio 2011, il governo Berlusconi nominò a.d. di Finmeccanica Giuseppe Orsi, voluto dalla Lega e indicato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Guarguaglini rimase presidente con deleghe ridimensionate (aveva le strategie), diede le dimissioni in seguito a divergenze il primo dicembre 2011.

“In quegli anni, mentre procedevano positivamente le trattative in Israele e stavamo esplorando anche altre opportunità all’estero, avevo cominciato a guardare con chi andare insieme negli Stati Uniti, perché _ racconta Guarguaglini _ non si poteva pensare di andare da soli. C’era un interesse di Northrop Grumman, conoscevo bene il Ceo di allora, Ronald Sugar. Facemmo alcuni discorsi… poi nel 2011 arrivò Orsi, ne parscorsi… poi nel 2011 arrivò Orsi, ne parlai anche con lui finché lasciai Finmeccanica”.

L’intermezzo di Orsi

Anche Sugar lasciò la Northrop Grumman, nel novembre 2010 entrò nel cda della Apple. I contatti con Northrop Grumman avrebbero potuto proseguire, ma durante la gestione di Orsi si seguirono altre strade. Nel gennaio 2013 Finmeccanica annunciò la firma di una lettera d’intenti con un altro gruppo americano, General Dynamics, per partecipare insieme alla gara americana del T-X con il velivolo M-346, che per questa finalità da allora è stato denominato T-100 (T sta per “trainer”, che significa addestratore). Il mese successivo Orsi fu arrestato, per l‘accusa di corruzione internazionale per una commessa di elicotteri in India. Acccusa da cui è stato assolto con sentenza definitiva nel gennaio di quest’anno, ma la sua carriera fu stroncata con l’arresto e le immediate dimissioni. Al posto di Orsi divenne a.d. di Finmeccanica Alessandro Pansa.

La vendita a Israele

Nel frattempo si concluse la vendita dell’M-346 a Israele, una trattativa che era stata avviata da Guarguaglini e che fu collocata all’interno di un accordo governativo Italia-Israele di cooperazione nella tecnologia militare del 19 luglio 2012. Tel Aviv comprò 30 addestratori.

Moretti va con Raytheon

Nel maggio 2014 nuovo ribaltone in Finmeccanica, arrivò il “ferroviere” Mauro Moretti, imposto da Matteo Renzi. Nel marzo 2015 General Dynamics si ritirò dall’accordo con Alenia Aermacchi per l’M-346. Nel febbraio 2016 Finmeccanica annunciò un nuovo accordo preliminare per la maxi-gara negli Usa, con un altro gruppo americano, Raytheon. Quell’accordo ha sorpreso molti, anche perché Raytheon non costruisce aerei, ma opera nell’elettronica e nella difesa, tra l’altro è il principale produttore mondiale di missili.

Guarguaglini dà l’allarme

Guarguaglini racconta questo retroscena: “Tramite i miei contatti internazionali venni a sapere che Raytheon aspettava di conoscere il bando di gara del T-X per decidere se partecipare o no alla competizione. E questo sicuramente era un grosso pericolo per Finmeccanica, perché rischiava di trovarsi scoperta in un momento cruciale, come poi è successo. Appena lo seppi avvertii Finmeccanica. Non dico chi, ma una persona molto in alto”.

E Finmeccanica restò sola

E cosa fece il gruppo all’epoca guidato da Moretti? Evidentemente nulla, perché il gruppo ha continuato a”fidarsi” di Raytheon finché il partner americano si è ritirato. Nel febbraio 2017 Finmeccanica-Leonardo e Raytheon hanno annunciato lo scioglimento dell’intesa. Mentre Raytheon non ha partecipato alla gara del T-X, il gruppo italiano ha deciso di andarci da solo, attraverso la controllata americana Leonardo Drs, azienda di tecnologie per la difesa cha lavora soprattutto per l’esercito.

La scelta di Profumo

Il 16 maggio 2017 alla guida del gruppo Leonardo è arrivato Profumo, nominato dal governo di Paolo Gentiloni. Guarguaglini sottolinea che è stato un errore per Leonardo andare in gara da sola. A quel punto Boeing era alleata di Saab, Lockheed stava con i coreani di Kai. Con chi altri avrebbe potuto allearsi Leonardo?

Quella dritta su Cessna

A Poteri Deboli risulta da fonti qualificate che, dopo il ritiro di Raytheon, dagli Stati Uniti arrivò una segnalazione che avrebbe potuto rimettere in gioco Finmeccanica. Stephen Bryen, ex sottosegretario della Difesa alle Tecnologie ed ex presidente di Finmeccanica North America, aveva fatto filtrare che il Pentagono era disposto ad aperture positive verso l’M-346. Ma ci voleva un partner amero l’M-346. Ma ci voleva un partner americano e questo _ secondo Bryen _ avrebbe potuto essere Cessna, azienda aeronautica che costruisce piccoli aerei da turismo e business jet, come il famoso Citation.

Troppo tardi

E a Roma come reagirono a quella dritta? Abbiamo chiesto a Guarguaglini. “Posso confermare le valutazioni di Stephen Bryen _ dice l’ex presidente e a.d. di Finmeccanica _ ma a quanto mi risulta dall’Italia non si fece alcun passo in quella direzione. Quando poi è arrivato Profumo ormai era troppo tardi per cambiare i giochi”.

E’ così che l’industria italiana ha perso una grande occasione, che i lavoratori dell’ex Aermacchi per primi rischiano di pagare caro.

Ps: Se Leonardo o qualcuno degli ex capi di Finmeccanica vorranno intervenire Poteri Deboli ne ospiterà con piacere la testimonianza.

(Gianni Dragoni  www.poterideboli.it  Il Sole 24 Ore)

 

 

 

TAGLIO DI 500 MILIONI ALLA DIFESA. STOP A ELICOTTERI, MISSILI E ‘PENTAGONO ITALIANO’

ROMA - Un miliardo di tagli nei ministeri. È l’ultima ipotesi che si fa strada nel governo per recuperare risorse utili alla legge di bilancio. Il dicastero più colpito dalla sforbiciata sarebbe quello della Difesa guidato da Elisabetta Trenta con lo stop o il rallentamento di almeno 3 programmi previsti nei prossimi anni.

Gli altri tagli potrebbero riguardare la Giustizia, le Infrastrutture e la Salute: tutti a guida pentastellata. Nel corso della riunione con i ministri M5s, Luigi Di Maio si è congratulato con la Trenta, riferiscono fonti grilline all’Ansa: “Hai fatto un ottimo lavoro e in soli 3 mesi, mai nessun ministro ci era riuscito prima”.

Secondo quanto apprende Il Fatto Quotidiano, ammontano a quasi 500 milioni di euro i risparmi che verrebbero predisposti per il 2018-2019. Le misure riguarderanno la sospensione del programma degli elicotteri NH-90, i missili Camm Er ed il cosiddetto ‘Pentagono italiano’. Ma non saranno toccati, precisano fonti della Difesa, “gli stipendi del personale e tutto ciò che riguarda la sicurezza del Paese interna ed esterna”.

La sospensione del programma per gli elicotteri NH-90 per il biennio 2018-2019 vale 370 milioni di euro, secondo i conti effettuati dai tecnici che stanno studiando il dossier. Lo stop al programma missilistico Camm Er ammonta invece a 39 milioni, mentre lo stop al cosiddetto ‘Pentagono italiano’ da realizzdo operativo di vertice interforze presso l’aeroporto di Centocelle, a Roma, sempre per i due anni considerati, porterà ad un risparmio di 49 milioni di euro.

Quello del Pentagono italiano, complessivamente, è un programma pluriennale per il quale è stata prevista una spesa pari a 1,1 miliardi di euro fino al 2032. Il taglio non riguarderà, secondo quanto filtra, lo stanziamento per la realizzazione degli alloggi militari.

 

 

 

 

 

 

 

 

I  LIBRI  

 

BORDONI: 1978-2018 QUARANT'ANNI DI AIRLINE DEREGULATION

ROMA - Antonio Bordoni è l'autore del libro dal titolo "1978-2018: quarant’anni di Airline Deregulation. Un’analisi controcorrente del processo che ha rivoluzionato il mondo delle compagnie aeree".

La quarta di copertina riporta che: "Nel 2018 la deregulation, meglio conosciuta come 'la rivoluzione dei cieli' compie 40 anni. Tenuto conto dell’impatto che il processo ha avuto non solo sulle compagnie aeree ma anche e soprattutto per gli utenti del mezzo aereo, oggi giunti al numero di 4 miliardi, un libro che illustrasse vantaggi e svantaggi, pro e contro sulla deregolamentazione crediamo fosse quanto mai opportuno". Inoltre "Nella parte conclusiva al lettore vengono rivolte precise domande le quali ben sintetizzano il contenuto espresso". Infine "Un libro che non è affatto esagerato definire 'controcorrente' che fra l'altro ha il pregio di far capire perché l'odierno servizio delle aerolinee dato ai passeggeri sia così scaduto di qualità".

 

 

 

LE MOSTRE 

CARLO RICCARDI: VITA DA STREGA

ROMA - Un pezzo di vita italiana, un pezzo della vita culturale italiana, che anno dopo anno, dal 1947, vede in campo i maggiori scrittori italiani: è il Premio Strega. E “ Vita da Strega” è l’evento che svela la storia del riconoscimento letterario italiano più ambito attraverso le straordinarie foto, alcune inedite, dell’ Archivio Riccardi.
L’annuncio della nascita del Premio Strega risale al 17 febbraio 1947. La scrittrice Maria Bellonci lo racconta così: “ Già da tempo cominciavo a pensare ad un nostro premio, un premio che nessuno avesse mai immaginato. L’idea di una giuria vasta e democratica che comprendesse tutti i nostri amici mi sembrava tornar bene per ogni verso. Confermava il nuovo acquisto della democrazia”.
Il Premio Strega vede la luce dunque nello spirito della ricostruzione civile e culturale dopo gli anni cupi della guerra e del fascismo nel salotto letterario di Maria Bellonci e del marito, il giornalista e critico letterario Goffredo, con il contributo di Guido Alberti che produce il liquore Strega che dà il nome alla manifestazione finanziandola ininterrottamente.  
Nella mostra, proposta dall’Istituto Quinta Dimensione, curata da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, e nata da un’idea di Roberto Ippolito, anche il Museo diventa protagonista con le immagini che ne ritraggono un insolito, affollato Ninfeo, dove fino ai primi anni ’60 veniva installata la famosa lavagna e si procedeva alla premiazione dei vincitori, per poi spostarsi nel più capiente giardino antistante, dove, dopo oltre 50 anni, anche il prossimo 5 luglio si scoprirà il vincitore dell’ultima edizione.
L’Archivio Riccardi (che vanta circa tre milioni di negativi originali) con le foto in mostra conduce a Villa Giulia, dove si assegna il premio, ma anche dentro casa Bellonci dove ancora oggi si svolge la selezione della cinquina che si contende il riconoscimento.
Così è possibile, con il lavoro di Carlo Riccardi, vedere gli scaffali zeppi di libri, le terrazze animate anche dai personaggi dello spettacolo, inverosimilmente stipati di persone.
Al Museo Etrusco di Villa Giulia vengono proposti quindi gli “anni d’oro del Premio” dall’istituzione fino al 1971, dove sfilano l’impeccabile Pier Paolo Pasolini, un giovanissimo Umberto Eco, l’attraente Elsa Morante, l’annoiato Alberto Moravia, tanti altri scrittori e i partecipanti alle serate delle votazioni come gli attori Alberto Sordi, Claudia Cardinale o il regista Michelangelo Antonioni.

 

 

IL CASO

CAPALBIO: CITTADINANZA ONORARIA AD ALBERTO ASOR ROSA 

CAPALBIO - E' stata consegnata al Sindaco Luigi Bellumori la petizione per concedere la cittadinanza onoraria del Comune di Capalbio al Prof. Alberto Asor Rosa.

L'iniziativa, lanciata da Adalberto Sabbatini - uno dei quatttro fondatori dello stabilimento balneare Ultima Spiaggia - e fatta propria dall'Associazione "Il piacere di leggere" presieduta da Andrea Zagami, intende omaggiare la figura dello scrittore e critico lettarario Alberto Asor Rosa, che da oltre 30 anni trascorre parte dell'anno a Capalbio.

Nel testo della petizione si sottolinea il ruolo di Alberto Asor Rosa che "con costanza e tenacia, per oltre trent'anni, ha contribuito con le sue idee e con le sue prese di posizione a mantenere la Maremma e Capalbio territori intatti dove rimangono alti i valori della cultura, del rispetto, della natura e dell'armonia".

Accolgo con vivo entusiasmo la richiesta fatta arrivare dalla Cittadinanza e da un importante gruppo di storici frequentatori di Capalbio nei vari periodi dell'anno attraverso il concittadino Adalberto Sabbatini e l'Associazione Culturale  'Il piacere di leggere'  - ha commentato il Sindaco di Capalbio Luigi Bellumori - Sono sicuro che nei prossimi giorni, dopo aver condiviso questa iniziativa con la Giunta e il Consiglio Comunale, saremo già in grado di formalizzare il percorso per il riconoscimento della Cittadinanza Onoraria a questo illustre concittadino sino  all'annuncio della data per la consegna di questo importante e meritato riconoscimento  al Prof. Asor Rosa

Alberto Asor Rosa è una delle voci più autorevoli della cultura italiana. Ha insegnato Letteratura Italiana all'Università La Sapienza di Roma, di cui attualmente è professore emerito. Dal 1979 al 1983 è stato deputato per il Partito Comunista Italiano. Scrittore e critico letterario, fondatore della “Storia della letteratura” in 11 volumi per Einaudi, per lo stesso editore ha pubblicato tra gli altri “Scrittori e popolo,” “Genus italicum”, “Stile Calvino” e “Racconti dell'errore”. Nel 2006 ha pubblicato “Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali” per Laterza. Dal 2006 guida in Toscana un coordinamento ambientalista, molto attivo nella difesa del territorio e del paesaggio. Dice: “Il meglio e il peggio della vita vengono sempre da dentro, chi vi racconta il contrario non sa di che parla”. Nel 2017 ha pubblicato la sua quarta opera di  narrativa“Amori sospesi” edita da Einaudi e presentata a Piazza Magenta nel corso di Capalbio Libri.

Associazione "Il Piacere di Leggere"

La lettura ed i libri sono un patrimonio dell’uomo perché ci rendono più felici: leggere è un piacere.”

Nasce da questa riflessione la volontà di costituire l’Associazione “Il piacere di leggere”con l’obiettivo di contribuire alla promozione della lettura,alla valorizzazione delle eccellenze del territorio italiano (paesaggistico, culturale ed enogastronomico) e assicurare continuità alla manifestazione e alle iniziative di Capalbio Libri, il festival del piacere di leggere. Una risposta concreta alle numerose testimonianze di affetto nei confronti del festival da parte di appassionati e lettori, che rappresentano ormai una vera e propria comunità. L'Associazione “Il piacere di leggere”, costituita a Giugno 2017 da Francesca Basilico, Jacaranda Caracciolo Falck, Bruno Manfellotto, Denise Pardo e Andrea Zagami è impegnata anche a sostenere con iniziative concrete la riapertura della biblioteca comunale di Capalbio. L'Associazione "Il piacere di leggere" ha vissuto una tappa importante della sua storia durante la scorsa edizione di Capalbio Libri, quando all'interno di una conversazione sul piacere di leggere, il direttore di Capalbio Libri Andrea Zagami ha consegnato in anteprima la tessera n. 1 e n. 2 dell'associazione a Dario Franceschini, allora Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini ed alla scrittrice ed editor Teresa Cremisi.