ESPLODE IL CASO DELLA PORTAEREI ROOSEVELT. TRUMP MEDIA

di DAVIDE SARSINI

 

Negli Usa è dovuto intervenire Donald Trump sul caso della portaerei Theodore Roosevelt, il cui comandante è stato rimosso dall'incarico dopo la denuncia del rischio coronavirus a bordo. Il presidente americano ha aperto a una revisione del provvedimento nei confronti del capitano Brett Crozier, difeso dal suo equipaggio e da gran parte del Congresso e dell'opinione pubblica.

"Posso indagare partendo dal punto di vista che qualcosa deve essere risolto visto che sento cose positive di entrambi", ha detto Trump alludendo a Crozier e al ministro della Marina, Thomas Modly. "Sono bravo a risolvere questioni di questo tipo quindi valuterò i dettagli e poi velocemente potrò trovare una soluzione". Trump ha però ribadito che il capitano "ha mostrato debolezza" scrivendo una lettera di denuncia del caso. "Non abbiamo nulla di debole ora, non più", ha assicurato il presidente, "abbiamo le forze armate più forti di sempre e quella nave è incredibile".

Proprio la lettera di Crozier pubblicata dai media americani era stata alla base di un duro attacco del ministro della Marina. In un discorso trasmesso domenica dagli altoparlanti all'equipaggio della Roosevelt ormeggiata a Guam, Modly aveva affermato che il comandante era "troppo ingenuo o troppo stupido" per comandare una nave se pensava che quel messaggio non sarebbe trapelato alla stampa, "oppure lo ha fatto apposta". Parole su cui ora ha dovuto fare retromarcia: "Mi scuso per qualsiasi confusione questa scelta di parole possa aver causato, voglio anche scusarmi direttamente con il comandante Crozier, la sua famiglia e  l'intero equipaggio della Roosevelt per qualsiasi dolore possano aver causato le mie parole". 

Nella lettera il 50enne capitano californiano affermava che i marinai rischiavano di morire se non fosse stato evacuata la maggior parte dell'equipaggio. Sono 173 i marinai trovati positivi al Covid-19, compreso lo stesso comandante Crozier, con il 61% dei 4800 membri dell'equipaggio testati. Dalla nave sono già stati sbarcati quasi 2mila marinai. 

Il candidato 'in pectore' alla Casa Bianca, Joe Biden, ha definito "quasi criminale" la decisione di "sparare al messaggero" visto che aveva solo "protetto i suoi marinai". I democratici hanno chiesto un'inchiesta dell'Ispettore generale del Pentagono. Per ora sul caso è stata aperta un'indagine interna dal vicecomandante delle Operazioni navali, ammiraglio Robert Burke.

(Davide Sarsini - AGI)

 

 

 

 

 

IN SICILIA AEREI ALITALIA PIÙ GRANDI PER DISTANZA DI SICUREZZA

PALERMO - Negli aeroporti di Palermo e Catania atterreranno aerei Alitalia più grandi per permettere di mantenere la distanza di sicurezza tra i passeggeri. Ad annunciarlo  l'assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Siciliana Marco Falcone.

"Dopo alcune sollecitazioni anche di provenienza parlamentare, abbiamo chiesto e ottenuto da Alitalia dei nuovi e più grandi aeromobili per le tratte Palermo-Roma e Catania-Roma, al fine di garantire le distanze di sicurezza e la tutela della salute dei passeggeri. Ringraziamo la compagnia per aver accolto le istanze già avanzate nei giorni scorsi dal presidente Nello Musumeci".

"I voli in questione - prosegue - a causa delle restrizioni imposte dall'emergenza coronavirus, sono gli unici che garantiscono i collegamenti fra la Sicilia e il resto del Paese e vengono utilizzati da chi si muove per ragioni di lavoro o per i casi previsti dalla legge. Alitalia, come confermato dal direttore generale Giancarlo Zeni, impiegherà degli Airbus A330 da circa trecento posti che, utilizzati senza occupare tutti i sedili disponibili, garantiscono le opportune distanze fra chi si trova a bordo - conclude l'assessore ai Trasporti - così da limitare le possibilità di contagio"

 

 

 

 

 

 

EASYJET VUOLE ANNULLARE L’ACCORDO CON AIRBUS

LONDRA - Il fondatore di easyJet Stelios Haji-Ioannou chiede che il contratto di 4,5 miliardi di sterline stipulato dal vettore con Airbus per la consegna di 100 nuovi aeromobili venga cancellato, avvertendo che in caso contrario la compagnia aerea rischia di rimanere senza soldi entro agosto.

Secondo quanto riportato da Ttgmedia, Stelios, la cui famiglia possiede il 34 per cento di easyJet, ha minacciato di evitare ulteriori investimenti in easyJet a meno che il contratto Airbus, per ottenere quelli che ha descritto come 107 aerei "inutili", venga cancellato.  "Se questo debito da 4,5 miliardi di sterline nei confronti di Airbus verrà mantenuto dal consiglio di amministrazione di easyJet, mi dispiace riferire che easyJet rimarrà senza liquidità già da agosto 2020, forse anche prima", ha dichiarato Stelios riferendosi a un previsione pubblicata dall'agente di borsa di easyJet.  
" Se invece easyJet risolve il contratto Airbus, non ha bisogno di prestiti da parte del contribuente britannico e ha migliori possibilità di sopravvivere e prosperare in futuro con un'iniezione di capitale aggiuntivo come previsto dai mercati" ha continuato Stelios.

 

 

 

 

NOMINE: DE GENNARO E DESCALZI FAVORITI ALL'ENI

ROMA - Gli amministratori delegati delle grandi società di Stato tutti confermati. I presidenti, invece, tutti (o quasi) nuovi di zecca. Con Gianni De Gennaro che passerebbe da Leonardo alla prestigiosa presidenza dell'Eni. E Luciano Carta, attuale capo dei servizi segreti dell'Aise, promosso sulla poltrona di numero uno del colosso degli armamenti.

Potrebbero essere questi i colpi di scena della partita delle nomine pubbliche, che si sta giocando anche durante l'emergenza coronavirus. La scelta sulle poltrone pubbliche più importanti del paese è stata prorogata di qualche settimana, ma a Palazzo Chigi contano di chiudere le liste dei consigli di amministrazione delle grandi società di Stato venerdì 17 aprile.

 

 

 

 

FONDO SOVRANO DEGLI EMIRATI ACQUISTA L’8,2% DI CARNIVAL

LONDRA - Mossa a sorpresa degli Emirati Arabi sul fronte delle crociere. Il fondo sovrano ha acquisito l’ 8,2% delle azioni di Carnival Corporation. Come sottolinea businessinsider.com, le azioni del gruppo (come per molte aziende del settore turistico) hanno visto un calo dell’80%.

Carnival aveva inoltre annunciato una perdita a fine anno, anche se non era ancora stata quantificata di preciso. Il fondo degli Emirati, evidenzia il portale di informazione, potrebbe aver colto l’occasione del calo del prezzo per investire nella compagnia.

 

 

 

 

 

 

 

DIFESA AEREA: ORA SONO 4 LE BASI ITALIANE

ROMA - Il 51esimo Stormo dell'Aeronautica militare con base a Istrana (Treviso) diventa una delle basi del dispositivo di difesa aerea nazionale con l'assegnazione al 132esimo Gruppo volo dei caccia EF-2000 Typhoon. Si completa così un percorso graduale iniziato nel 2017 con lo schieramento sull'aeroporto trevigiano di una coppia di  Eurofighter e l'attivazione di una “cellula d'allarme” di Difesa aerea, assicurata a rotazione da aerei del 4° Stormo con base a Grosseto, del 36esimo Stormo basato a Gioia del Colle e del 37esimo Stormo con sede Trapani.

Sin dalla sua costituzione nel 1923 - ricorda Airnews -  l'Aeronautica militare ha come compito operativo primario quello di assicurare la difesa dello spazio aereo nazionale.

Gli intercettori pilotati come l'EF-2000 sono solo una componente di tale sistema che ha nella rete radar di terra e nel personale controllore di volo un altro elemento altrettanto fondamentale. Infatti viste le velocità degli aerei sarebbe impossibile per i soli intercettori raggiungerli in tempo utile per un intervento. Tra l'altro lo schieramento nel nord-est del Paese facilita i servizi di difesa dello spazio aereo  di Slovenia (su base permanente) ed Albania (su base rotazionale con la Grecia) che l'AM svolge su mandato della Nato.

 

 

 

 

 

USAF: AEREI TANKER CIVILI O SENZA EQUIPAGGIO

WASHINGTON - La Usaf ha intenzione di lanciare una Request for Proposal per un servizio di rifornimento in volo per i propri aerei. L'esigenza operativa, in ordine di priorità sarebbe il rifornimento degli aerei F-15, F-16, F-18, Boeing B-1 e Boeing B-52.

Non è la prima volta – ricorda Avionews - che l'Usaf si interessa a capacità di rifornimento in volo fornite da assetti civili. Dagli '80 del secolo passato molti studi sono stati condotti che hanno dimostrato l'efficienza di una simile soluzione.

Nel 2018 la Lockheed-Martin, in collaborazione con Airbus, aveva presentato un'offerta basata sull'A-330 Multi-Role Tanker Transport (Mrtt), mentre nel 2019 Omega Aerial Refueling Services acquistò due velivoli DC-10 dotati di boom per il rifornimento con lo scopo di presentare un'offerta all'Usaf. Omega Air è una compagnia aerea privata specializzata nel fornire servizi di rifornimento in volo per velivoli militari la cui sede principale si trova ad Alexandria, in Virginia, e la base operativa sull'aeroporto di Washington-Dulles.

La società possedeva già altri rifornitori impiegati usualmente dalla marina statunitense durante esercitazioni, ma il sistema di rifornimento usato dalla Usn è diverso da quello utilizzato da Usaf.

Dalle notizie sull'esigenza Usaf trapela - riporta Avionews – che la forza aerea prevede di impiegare i servizi civili di rifornimento in volo principalmente durante attività addestrativa negli Stati Uniti. Una piccola percentuale di utilizzo è prevista per supportare attività di prova e sperimentazione operativa, per il trasferimento di velivoli statunitensi venduti a Nazioni straniere e per il trasferimento in basi oltremare di velivoli Usaf.

Lo scopo principale dell'operazione è quello di liberare gran parte del tempo di volo dei rifornitori militari in servizio tra cui i KC-135 Stratotanker ed il KC-46A che continueranno a supportare i velivoli durante possibili conflitti.

 

 

 

 

GUARDIA COSTIERA GIAPPONESE ORDINA DUE ELICOTTERI AIRBUS

TOKYO - La Guardia costiera giapponese (Japan Coast Guard-Jcg), il più importante operatore giapponese di Super Puma, ha effettuato un nuovo ordine di due elicotteri Airbus H225. Come riferisce un comunicato stampa, questo ordine integrativo porta a 15 elicotteri la flotta Super Puma della Jcg, composta ora da due AS332 e 13 H225.

I nuovi elicotteri saranno utilizzati per le attività di pattugliamento costiero, per il rafforzamento della sicurezza e per le missioni di soccorso in caso di catastrofi in Giappone.

"Ringraziamo la guardia costiera giapponese per la sua continua fiducia nell'H225. L'H225 è considerato un punto di riferimento nelle operazioni di ricerca e soccorso e per la sicurezza e siamo sicuramente felici di vedere questi elicotteri effettivamente impiegati in Giappone nel corso degli anni. Negli ultimi mesi abbiamo consegnato tre nuovi H225 alla JCG nei tempi previsti, e ci impegniamo a supportare pienamente la sua flotta esistente, nonché le sue prossime consegne, garantendo un'elevata disponibilità per le sue operazioni", ha dichiarato Guillaume Leprince, managing director di Airbus Helicopters in Giappone

 

 

 

 

 

 

 

COMMESSA NELLE FAROE PER FINCANTIERI

TRIESTE - La Fincantieri ha siglato una nuova commessa da 50 milioni di euro tramite la controllata Vard, specializzata nella progettazione e costruzione di navi speciali. Si tratta di un contratto per il design e la realizzazione di una unità per la società P/F Akraberg del gruppo Framherji, leader nel campo dell’itticoltura attiva nelle isole Faroe (un arcipelago tra Islanda e Norvegia a governo autonomo che fa parte della Danimarca).

La costruzione dello scafo sarà realizzata presso il cantiere rumeno del gruppo a Braila, mentre l'allestimento finale e la consegna dell'unità, prevista nel primo semestre del 2022, avverranno nel cantiere norvegese di Brattvaag.

 

 

 

 

 

TUTTE LE NUOVE GARANZIE DELLO STATO PER FINCANTIERI

di MICHELANGELO COLOMBO 

 

ROMA - Il gruppo Fincantieri guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Bono incassa un risultato rilevante grazie al decreto Liquidità approvato in consiglio dei ministri.

Garanzie pubbliche specifiche per Fincantieri da parte dello Stato, tramite il sistema Cdp-Sace. E’ quello che infatti prevede il pacchetto di norme, ancora in bozza, a sostegno della liquidità delle imprese al vaglio del Governo.

Sono garantite dallo Stato – si legge nella bozza del decreto svelata ieri da Start Magazine – una serie di operazioni nel settore crocieristico già deliberate e ulteriori operazioni deliberate da Sace entro la data di entrata in vigore del decreto, fino all’importo massimo di 2,6 miliardi.

La tabella che fa parte integrante del decreto indica le seguenti operazioni in capo a Fincantieri: 4 navi da crociera Msc Cruises per la Svizzera del valore di 479 milioni, 489, 494 e 499 milioni, installazione di scrubber sulla nave Magnifica per 120 milioni; nave per Carnival nel Regno Unito del valore di 974 milioni; 4 navi Viking Cruises per le Bermuda del valore di 408 milioni (le prime 2), 440 e 400 milioni le altre; 3 navi per Ncl Corporation Stati Uniti per un valore di 579 milioni la prima e 925 le altre due. Queste ultime sono operazioni risalenti a inizio 2020.

La Sace (gruppo Cdp) ha già concesso a Fincantieri garanzie miliardarie tramite export credit per le sue commesse di navi da crociera comparto considerato fino a prima dello scoppio del coronavirus un strategico anche dal Governo.

QUALI SONO I CONTI DI FINCANTIERI

In attesa del piano industriale 2020-2024, che verrà finalizzato solo quando saranno chiari gli impatti sul gruppo della pandemia Covid-19, il gruppo Fincantieri ha  presentato i risultati finanziari del 2019. Il gruppo registra ricavi record a 5,8 miliardi, ma sulla performance complessiva continua a pesare tra l’altro la zavorra della controllata norvegese Vard.

GIOIE: RICAVI RECORD

Partiamo dai buoni risultati. Il gruppo guidato dall’ad Giuseppe Bono ha chiuso il 2019 con ricavi record pari a 5,8 miliardi di euro, in crescita dell’8%. Gli ordini registrati si sono attestati a 8,7 miliardi, con un carico di lavoro complessivo per 33 miliardi.

DOLORI: GRUPPO IN ROSSO

Numeri che non hanno evitato che il gruppo fosse in rosso: risultato adjusted è negativo per 71 milioni (114 milioni nel 2018), con un risultato d’esercizio negativo per 148 milioni (69 milioni nel 2018) al netto di oneri fiscali (73 milioni), oneri straordinari (67 milioni) e risultato delle discontinued operations negativo per 24 milioni.

PESA VARD

Risultati che scontano il peso della controllata Vard. A determinare i risultati negativi del Gruppo è “la notevole performance negativa di Vard”, spiega l’azienda, “per la quale è stato implementato un piano di ristrutturazione a valle del delisting a fine 2018”.

Nel corso del 2019, a valle del delisting dalla borsa di Singapore, avvenuto a dicembre 2018, “è stato possibile avviare il processo di ristrutturazione e rivisitazione dell’attività operativa della controllata Vard, volto ad individuare le azioni necessarie per il miglioramento dell’andamento gestionale -spiega l’azienda- Tale processo, avviato con un radicale cambio del management ora prevalentemente di espressione Fincantieri, prevede la completa integrazione della controllata nel Gruppo con l’allineamento della strategia e della produzione di tutte le operations alle best practice Fincantieri”.

LE COMMESSE IN BALLO PER FINCANTIERI E NON SOLO CON LA FRANCIA

Non solo Fremm. L’Italia potrebbe inviare all’Egitto forniture militari per non meno di 9 miliardi di dollari, coinvolgendo non solo Fincantieri ma anche Leonardo (ex Finmeccanica). In Egitto, inoltre, è attivo il gruppo Eni con alcune novità. Ecco tutti i dettagli sull’opportunità di crescita delle aziende italiane nelle relazioni con l’Egitto.

FREMM A FINCANTIERI

L’Italia, con l’Egitto, ha in cantiere contratti di forniture militari per almeno 9 miliardi di euro – secondo le stime di giorni fa del Sole 24 Ore – che vedono Fincantieri e Leonardo (ex Finmeccanica) in prima fila.

Come svelato da  Start Magazine nei giorni scorsi, ci sarebbe in cantiere la vendita di due fregate Fremm da parte di Fincantieri all’Egitto. Le navi che passerebbero dalla Marina Militare italiana a quella egiziana sarebbero la nona e la decima: Spartaco Schergat ed Emilio Bianchi, entrambe General Purpose. E non sarebbero le uniche, in una corsa al rinnovo della propria flotta navale, l’Egitto ne avrebbe ordinate altre 4 (6 in totale), secondo le indiscrezioni di sabato scorso del  Sole 24 Ore.

VICENDA DELICATA

Ha scritto Start Magazine a febbraio: “La situazione è la seguente: Fincantieri vuole vendere le 2 Fremm “Spartaco Schergat” ed “Emilio Bianchi”, la Marina Militare no (senza contropartite) e il governo pur avendo dato di fatto tramite il Mef un via libera all’operazione discute ancora nel merito per la delicatezza della vicenda: da un lato c’è consapevolezza che per l’italiana Fincantieri sarebbe un colpo rilevante la vendita (che altrimenti sarebbe appannaggio di società francesi, con tutta probabilità); dall’altro l’operazione con l’Egitto pone qualche problema ai settori più critici verso il regime egiziano di A-Sisi che sono presenti sia nel Pd che nel Movimento 5 Stelle”.

LE ALTRE FORNITURE MILITARI

In ballo non ci sono solo le Fremm. Fincantieri dovrebbe anche occuparsi della costruzione futura di 20 pattugliatori d’altura (OPV) in Egitto; mentre Leonardo ha in ballo contratti per jet da addestramento Aermacchi  M-346. Il velivolo, si legge sulla pagina di Leonardo dedicata, è in servizio con le forze aeree di Italia, Repubblica di Singapore, Israele e Polonia con 72 aerei già ordinati.

E ancora. Secondo quanto rivelato dal  Sole 24 Ore, l’Egitto punta anche su 24  Eurofighter, velivolo che nasce da un progetto di collaborazione tra Italia, Regno Unito, Germania e Spagna e che ha visto impegnati per la produzione la divisione velivoli di Leonardo (ex Finmeccanica), BAE Systems e Airbus Defense & Space.

L’ELICOTTERO MULTIRUOLO DI LEONARDO

In corso, poi, ci sarebbero anche accordi per la fornitura dell’elicottero multiruolo  AW149, progettato e realizzato da Leonardo-Finmeccanica per svolgere missioni quali trasporto truppe, rifornimento, trasporto carichi al gancio, evacuazione medica e recupero personale, operazioni delle forze speciali, supporto aereo/scorta armata, comando e controllo, sorveglianza e ricognizione.

Sarà sempre Leonardo a rifornire  AW189, velivolo che fa parte della  AWFamily, e che rappresenta un punto di riferimento per il trasporto corporate e privato.

(Michelangelo Colombo - Start Magazine)

 

 

 

 

I LIBRI

 

DE VINCENTIIS: "LA COMUNICAZIONE INTERNA"

 

ROMA - Ogni organizzazione per poter raggiungere i propri fini necessita che ogni sua parte sia consapevole del ruolo che le è stato assegnato in relazione al funzionamento delle altre parti.

Come in un orologio, ogni parte meccanica è indispensabile al funzionamento delle altre. Essenziale, a questo fine, è la “comunicazione” tra tutte le componenti l’organizzazione.

Come organizzare al meglio, utilizzando tutti i mezzi che la tecnologia ci offre, le modalità di comunicazione tra i diversi “comparti”?

Il volume “La comunicazione interna. Teoria e tecniche” (Ed. Centro di Documentazione Giornalistica, pag. 165, Euro 16,00) di Mauro De Vincentiis, esperto di informazione/comunicazione e uffici stampa, da pochi giorni in distribuzione, spiega in modo agevole e esauriente come creare valore nelle organizzazioni attraverso adeguate strategie e strumenti e modelli gestionali.

Nell’attività di ogni organizzazione, pubblica o privata, dove s’incrociano destinatari, tecniche, saperi e obiettivi diversi, la comunicazione interna, ricorda l’autore, è una realtà multiforme e onnipresente. È il “metronomo” che segna i tempi, in relazione allo spartito.

Scopo del libro di De Vincentiis, agile guida del “saper fare”, frutto di esperienze maturate sul campo (è stato per anni Capo Ufficio Stampa italiana, responsabile Documentazione e Studi e Direttore degli House Organ dell’Alitalia) è quello di consentire l’individuazione in ogni tipo di organizzazione delle modalità di comunicazione necessarie per uniformare comportamenti, atteggiamenti e singole opinioni. 

E’ innanzi tutto necessario essere consapevoli che “la comunicazione interna, in ogni tipo di organizzazione, è sempre articolata in due flussi: quello ‘verticale’ e quello ‘orizzontale’. E’ ‘verticale’ quando procede dall’alto verso il basso e viceversa. Alto e basso sono termini che strutturano una relazione normativo-gerarchica. Chi è in alto lo è in virtù di un ruolo formale riconosciuto dall’organizzazione. La direzione verticale della comunicazione è per l’impresa quella più pianificabile e ‘controllabile’. I canali ‘orizzontali’ sono meno presidiabili in quanto avvengono a livello spontaneo, in assenza di supporti normativo-gerarchici. Questi canali hanno, tuttavia, un ruolo insostituibile nella politica di comunicazione interna perché rappresentano veicoli efficaci per messaggi orientati agli aspetti emotivi e di valore della comunicazione”. 

Punti cardine del libro: trasferire la consapevolezza che questa attività è sempre più collegata alle strategie organizzative e definire il contenuto professionale di coloro che operano all’interno della funzione (sia addetti che consulenti).

Per vincere la sfida che la globalizzazione e le nuove tecnologie impongono, ogni organizzazione deve affinare la propria capacità di condividere informazione e conoscenza, deve essere coesa e “fare gruppo”. I vantaggi creati svilupperanno la motivazione e la proattività individuale e di gruppo; miglioreranno il senso di appartenenza e il clima di condivisione degli obiettivi comuni; permetteranno una gestione equilibrata delle situazioni d’emergenza. In quest’ottica la comunicazione interna è una leva indispensabile per sviluppare il rapporto tra le persone e generare valore.

Oltre l’esperienza dell’autore, il libro riporta quella di esperti di comunicazione di vari settori: di Luca Cari, Responsabile della comunicazione d’emergenza dei Vigili del Fuoco, sul governo delle linee interne; di Fabio Delton, esperto di Internal Communication e Employee Experience; di Domenico De Masi, professore emerito di Sociologia del lavoro intervistato dal giornalista Romolo Paradiso, esperto di comunicazione e collaboratore di istituti di formazione; di Silvia Mattoni, Responsabile dell’Unità Comunicazione e Relazioni con il pubblico del Consiglio Nazionale delle Ricerche; di Massimo Cecaro, Vice-Presidente dell’Associazione Stampa Medica Italiana, e di Lucia Isolani, Docente di Medicina del Lavoro; e, infine, di Luigi Rugiero, esperto di formazione e comunicazione, sul tema della comunicazione organizzativa.

Completa il prezioso vademecum un utile glossario che non trascura fondamenti storici e deontologici legati alla comunicazione

 

LE MOSTRE 

 

JIM DINE AL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

 

di Mario Reina

 

ROMA - Il Palazzo delle Esposizioni ospita fino al 2 giugno una mostra dedicata a Jim Dine (Cincinnati, USA, 1935), promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, ideata e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo. Si tratta di un’ampia mostra  realizzata in stretta collaborazione con l’artista e curata da Daniela Lancioni, curatrice senior dell’Azienda Speciale Palaexpo.

Sono esposte oltre 80 opere, datate dal 1959 al 2018, provenienti da collezioni pubbliche e private, europee e americane. Un esaustivo apparato iconografico restituirà la memoria visiva dei celebri happening raccontati in mostra dalla voce dello stesso Jim Dine. Una selezione di video interviste, infine, permetterà di familiarizzare con la figura dell’artista.

Il Palazzo delle Esposizioni presenta uno dei maggiori protagonisti dell’arte americana, il cui lavoro, radicale e innovativo, ha avuto un grande impatto sulla cultura visiva contemporanea, in particolare su quella italiana degli anni Sessanta. Nonostante la sua popolarità, Jim Dine rimane un artista difficilmente catalogabile in virtù soprattutto della sua volontà d’indipendenza e del suo rifiuto a identificarsi nelle categorie della critica, della storia dell’arte e del mercato.

L’esposizione dei lavori sarà preceduta da una biografia dell’artista stampata sul muro e corredata da una selezione di fotografie. I suoi contenuti potranno essere acquisiti grazie a un QR code e potranno accompagnare i visitatori durante l’intero percorso della mostra che sarà ordinato secondo un criterio prevalentemente cronologico. I primi lavori esposti saranno piccoli dipinti su tela e acquarelli datati 1959, in ciascuno dei quali campeggia una testa isolata dal corpo (Head). Lo stesso soggetto riapparirà a conclusione del percorso espositivo ingigantito in un dittico del 2016 (Two Large Voices Against Everything). 

Seguirà un focus dedicato agli happening. Per la realizzazione di questa sezione della mostra è stata condotta un’approfondita ricerca delle fonti iconografiche negli archivi che detengono le immagini dei maggiori fotografi attivi negli anni Cinquanta e Sessanta sulla scena artistica downtown di New York: Robert R. McElroy, Fred W. McDarrah e Peter Moore. Le immagini fotografiche reperite verranno esposte insieme a un commento audio appositamente registrato dall’artista per la mostra romana. Un ampio spazio sarà dedicato ai dipinti datati tra il 1960 e il 1963, attraverso i quali i visitatori potranno familiarizzare con i temi noti dell’arte di Dine: gli strumenti di lavoro, la tavolozza del pittore, gli indumenti. Opere differentemente basate sulla presenza degli oggetti, sulla sensualità della pittura, sul dato analitico rilevato dal disegno o sulla dimensione ambientale. Saranno in mostra alcune delle opere considerate i suoi capolavori, come Window with an Axe del 1961, Black Shovel del 1962, Four Rooms del 1962, costituito da quattro grandi tele e da elementi dislocati nello spazio, e Two Palettes in Black with Stovepipe (Dream) del 1963. Saranno esposti inoltre cinque degli otto lavori presentati alla Biennale di Venezia del 1964, tra le icone più note dell’artista, oltre a Four Rooms e Black Shovel, Shoe del 1961, White Bathroom del 1962 e The Studio (Landscape Painting) del 1963.

Una tappa della mostra sarà dedicata ai lavori degli anni 1964 e 1965, in particolare alle sculture di alluminio (Red Axe, Large Boot Lying Down entrambi del 1965) e a quelle opere dove l’artista affida il suo autoritratto agli indumenti svuotati dalla figura, tra le altre Stephen Hands Path del 1964, My Tuxedo Makes an Impressive Blunt Edge to the Light e British Joys (A Picture of Mary Quant), entrambi del 1965. Ai noti Cuori di Jim Dine sarà dedicata una sala, con alcune delle opere realizzate a Putney nel Vermont nell’inverno del 1970-1971. Sarà, inoltre, esposto il grande cuore di paglia (Straw Heart) insieme alla mano verde (Green Hand), opere apparse nella mostra “Nancy and I at Ithaca” all’Andrew Dickson White Museum of Art di Ithaca (New York) del 1967. Nell’ultima delle sei sale intorno alla rotonda del Palazzo delle Esposizioni sarà esposta Black Venus del 1991 (scultura derivata dal modello della Venere di Milo, cui Jim Dine lavora a partire dalla fine degli anni Settanta) e altre opere diversamente riconducibili a modelli dell’arte del passato.

La mostra proseguirà con una selezione di opere degli anni più recenti e terminerà con una folla di Pinocchi, sculture in legno realizzate a partire dai primi anni Duemila. Questa reiterata presenza svelerà la predilezione di Jim Dine per il personaggio di Carlo Collodi, creatura meravigliosa portatrice dell’antica metamorfosi dell’inanimato che prende vita.

Un nucleo importante della mostra sarà costituito dalle opere che Jim Dine ha donato tra il 2017 e il 2018 al Musée national d’art moderne George Pompidou di Parigi e che l’istituzione francese ha reso generosamente disponibili per quest’occasione. Cospicui saranno i prestiti delle opere storiche provenienti da collezioni europee, private e pubbliche, tra queste ultime il Museo di Ca’ Pesaro Venezia e il MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (entrambi questi musei prestano opere della collezione Sonnabend), il Louisiana Museum of Modern Art a Humlebaek in Danimarca, il Kunstmuseum Liechtenstein a Vaduz, il Musée d’art moderne et contemporain de Saint-Etienne Métropole. Una selezione di opere verrà dagli Stati Uniti, tra cui i due celebri dipinti degli anni Sessanta A Black Shovel. Number 2 (1962) e Long Island Landscape (1963), appartenenti alle collezioni del Whitney Museum di New York. Dalle collezioni americane arriveranno anche Shoe del 1961 e The Studio (Landscape Painting) del 1963, presentati entrambi dall’artista alla Biennale di Venezia del 1964.

Nato nel 1935 a Cincinnati, nello stato dell’Ohio, Jim Dine si trasferisce a New York alla fine degli anni Cinquanta. Nell’arco del 1960, nei luoghi ormai mitici della Judson Church e della Rueben Gallery, realizza i suoi memorabili happening che lo rivelano, insieme ad altri pochi amici e sodali, una delle presenze più incisive e radicali della giovane arte americana. Subito dopo, come dichiara lo stesso artista in un ricordo inedito raccolto per la mostra romana, “ho voltato le spalle a quel mondo delle performance, volevo impegnarmi nel mio lavoro di pittore e di scultore”.

Ai primi anni Sessanta risalgono le opere con gli indumenti e con gli utensili da lavoro, vere e proprie icone della cultura visiva contemporanea: martelli, seghe, vanghe, asce, ma anche tavolozze, pennelli, spatole da pittore e scalpelli da scultore, così come accappatoi, cravatte, scarpe, bretelle. Un inventario circoscritto di cose che costituiscono il suo personale lessico ricco di valenze autobiografiche.

 

 

 

 

L’EVENTO

 

CAMPAGNA SOCIAL DI CAPALBIO LIBRI

 

CAPALBIO - In attesa di poter confermare le date dell’edizione 2020 del festival di Capalbio Libri, al momento prevista dal 31 luglio al 7 agosto prossimi, ci terrà compagnia fino alla fine di maggio 2020 la campagna social “Capalbio Libri - il piacere di leggere replay” che prevede l’utilizzo degli hashtag #CapalbioLibri #ilpiaceredileggere #replay. 

L’iniziativa di Capalbio Libri pensata nel contesto delle campagne #iorestoacasa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per battere il contagio dal Coronavirus (Covid_19) e  #laculturanonsiferma lanciata dal MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo), prevede la diffusione quotidiana sui propri canali social – Facebook e Twitter – di contributi sul piacere di leggere raccolti durante le 14 edizioni del festival, per un totale di 56 contenuti video in cui scrittori, giornalisti e personaggi dello spettacolo rispondono alla domanda sul proprio rapporto con la lettura e con i libri.

Si parte oggi giovedì 2 aprile con la diffusione di un video collettivo da parte di alcuni dei protagonisti dell’edizione 2010 di Capalbio Libri – Riccardo Rossi, Benedetta Cibrario, Claudio Angelini, Elido Fazi, Katia Colucci, Rodrigo Dias, Sergio Rizzo, Lorenzo Bini Smaghi, Fabio Geda, Giovanni Fasanella, Camilla Baresani, Michelangelo Pistoletto, Filippo Ceccarelli, Paolo Di Stefano – chiamati a rispondere brevemente al fatidico quesito: “Cos’è il piacere di leggere?”.

L’iniziativa proseguirà nei prossimi giorni con altri video collettivi e con delle video interviste singole - alcune della quali realizzate in collaborazione con Intesa Sanpaolo storico partner di Capalbio Libri - raccolte durante le edizioni passate del festival e che hanno visto impegnati nel tentativo di spiegare l’influenza dei libri e della lettura sulle proprie esistenze: Antonio Caprarica, Walter Veltroni, Giancarlo Santalmassi, Federico Moccia, Grazia Attili, Giancarlo Leone, Franco Di Mare, Dario Franceschini, Andrea Purgatori, Giuseppina Torregrossa, Stefano Livadiotti, Giulio Gelardi, Piero Luigi Vigna, Marina Valensise, Vincenzo Petrone, Marta Segato, Riccardo Manfredi, Enrico Menduni, Mauro Tedeschini, Pietro Ciucci, Francesco Pinto, Domenico Arcuri, Luigi Contu, Myrta Merlino, Martina Colombari, Luca Serafini, Francesca Lancini, Franco Bechis, Paolo Mieli, Mimma Gaspari, Alberto Negri, Anna Cataldi, Innocenzo Cipolletta, Federica Baioni, Orazio Carabini, Giuliano Valori, Furio Colombo, Massimo Nunzi, Luciana Castellina, Maria Pia Ammirati, Gianluigi Nuzzi, Arnaldo Colasanti, Mirella Serri, Paola Saluzzi, Luigi Bellumori, Marta Mondelli, Alberto Asor Rosa, Enzo Golino, Alfonso Celotto, Annalisa Chirico, Michele Neri, Roberto Sommella, Enrico Rossi, Giulio Scarpati, Vittorio Feltri, Luigi Bisignani, Federico Rampini, Elena Stancanelli, Mario Sechi, Sergio Rizzo, Maria Rita Parsi, Antonio Padellaro, Enzo Moavero Milanesi, Marco Damilano, Tommaso Cerno, Giovanna Pancheri, Teresa Cremisi, Maurizio Molinari, Enrico Mentana, Franco Marcoaldi, Ferdinando Giugliano, Alan Friedman, Luigi De Magistris, Giacomo Marramao, Mariolina Sattanino, Edoardo Purgatori, Francesco Caringella, Yoram Gutgeld, Raffaele Cantone, Claudio Cerasa, Gianni Dragoni, Tiziana Ferrario, Federico Fubini, Roberto Napoletano, Giancarlo Magalli, Matteo Marzotto, Roberto Maroni, Mariella Zezza, Riccardo Barenghi, Lia Levi, Nicola Gratteri, Francesca Nocerino, Stefano Zenni, Beatrice Venezi, Andrée Ruth Shammah, Gianni Riotta, Mauro Pandimiglio, Daniel Canzian, Andrea Kerbaker, Pier Carlo Padoan, Benedetta Cibrario, Brunello Cucinelli.

“Capalbio Libri ha pensato che in questo momento in cui le librerie sono chiusi, potesse essere utile una riflessione condivisa sul piacere di leggere per stimolare una valutazione più attenta sull’importanza dei libri e sul valore della lettura per resistere all’isolamento responsabile a cui sono chiamati tutti i cittadini – commenta il fondatore e direttore del festival Andrea Zagami – ci auguriamo che le librerie possano essere riaperte al più presto. Non solo per non compromettere il futuro dell’industria editoriale e dell’intera filiera, ma anche per riconoscere la lettura, la conoscenza e l’apprendimento come un bene primario“.

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