NASA: DECOLLATA "PERSEVERANCE" IN VOLO VERSO MARTE

CAPE CANAVERAL - "Perseverance" è decollata e vola verso Marte. La missione della Nasa che porterà il quinto rover americano sul Pianeta rosso ha preso il via dalla rampa 41 di Cape Canaveral. Un breve saluto alla Terra, poco più di mezza orbita sorvolando l’Atlantico e l’Africa, verso l’Oceano Indiano, e poi il distacco definitivo dall’ultimo stadio del vettore Atlas V della United Launch Alliance. Comincia così la crociera di Perseverance verso Marte, lunga sette mesi e decine di milioni di chilometri.
Il più sofisticato robot mai inviato verso un altro pianeta toccherà il suolo di Marte il 18 febbraio 2021 in un posto selezionato con cura: il
Jezero crater, l’antico letto di un fiume nei cui sedimenti, dove miliardi di anni fa c’era acqua, cercherà tracce fossili di vita passata e ghiaccio sotto la superficie , iniziando a testare le tecnologie che permetteranno un giorno, anche a equipaggi umani, questo nuovo, grande balzo.

 

 

 

BRITISH AIRWAYS VERSO LO SCIOPERO DI AGOSTO

LONDRA - Venti di sciopero a British Airways in piena stagione estiva. In una lettera rivolta all’amministratore delegato della compagnia, Alex Cruz, il più forte sindacato inglese – Unite – accusa il vettore di sfruttare la pandemia del coronavirus come copertura per imporre un piano a lungo termine con 12mila licenziamenti, per poi procedere alle riassunzioni con reinserimenti a condizioni salariali inferiori fino al 40% rispetto alle attuali retribuzioni.

Il sindacato, guidato dal segretario generale Len McCluskey, è pronto allo sciopero per contrastare questa mossa della compagnia aerea. Una minaccia che produrrebbe ulteriori disagi per i viaggi estivi da e per il Regno Unito, già fortemente penalizzati dalle restrizioni sanitarie, con migliaia di voli cancellati.

Unite, che rappresenta migliaia di membri dell’equipaggio di cabina, ingegneri e personale di manutenzione che lavorano per British, è convinta che i vertici della  compagnia aerea stiano pianificando i licenziamenti con la contestuale promessa di reinserimento, semplicemente per attuare un taglio generalizzato degli stipendi.

Un’ipotesi avvalorata da un recente accordo raggiunto da British Airways con i suoi piloti che prevede 270 licenziamenti, rispetto ai 1.250 previsti inizialmente, in cambio di forti tagli agli stipendi. Da sottolineare che la compagnia inglese, di proprietà di International Airlines Group ( Iag) sta attualmente operando solo il 15% della sua abituale offerta aerea, a causa di una bassissima domanda aerea, perdendo circa 20 milioni di sterline (circa 22 milioni di euro) al giorno.

(Lagenziadiviaggi.it)

 

 

 

 

WIZZ AIR IN ROSSO PER 108 MILIONI NEL TRIMESTRE

ROMA - Un rosso da 108 milioni di euro, che viene però visto come un grande successo. Arrivano anche i conti di Wizz Air per il secondo trimestre e la compagnia brinda per un risultato che tutto sommato riesce a contenere il pesante impatto del lungo stop ai voli.

Impatto che appare evidente dal dato relativo al fatturato del periodo, di poco superiore ai 90 milioni di euro: un’inezia rispetto a quanto hanno abituato vettori di questo calibro. Ma quello che viene messo in evidenza in casa Wizz Air è il dato relativo alla liquidità, pari a oltre 1,6 miliardi di euro.
Una somma grazie alla quale la compagnia ha confermato tutti i programmi annunciati finora, dal lancio della divisione di Abu Dhabi alle 200 nuove rotte

 

 

 

 

 

RYANAIR: TUTTI I MODI PER PARLARE CON UN OPERATORE

di Alessandra Di Bartolomeo

 

Nel periodo del lock down e del post lock down in molti ci hanno scritto chiedendoci come fare per contattare la compagnia aerea low cost Ryanair perché non ci riuscivano. Ebbene, oltre alla chiamata telefonica, il vettore irlandese si potrà contattare tramite chat. Nel periodo dell’emergenza Coronavirus  tutti i servizi disponibili erano intasati e la compagnia aerea chiedeva ai viaggiatori di avere pazienza. La situazione ora sembra essere tornata alla normalità. Ecco allora tutti i modi per parlare con un operatore Ryanair.

La chat di Ryanair

A questo indirizzo Ryanair si troverà il servizio di chatbot che offrirà supporto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. In tale chat, però, non si risponderà a domande relative a singole prenotazioni per cui la compagnia aerea invita a non inserire i propri dati personali o le informazioni legate al volo, come dichiarato nella Policy sulla privacy.

Se però, ad esempio, nel box di ricerca viene inserita la parola “rimborso”: il servizio di chatbox comunica che se il volo della Ryanair è operativo e non ha un ritardo superiore alle 2 ore, non sarà possibile cancellare una prenotazione o ricevere un rimborso.

Viene poi comunicato che la data, gli orari ed i nomi del volo potranno essere modificati fino a 4 ore prima della partenza dell’aereo mediante il collegamento a “le mie prenotazioni”. Nel caso in cui non si possa partire non ci sarà bisogno di informare la compagnia aerea low cost ed il volo di ritorno sarà utilizzabile. Se invece la richiesta riguarda solo il voucher di rimborso verrà mostrata una nuova pagina sulla quale cliccare.

Qualora poi la risposta non fosse stata esaustiva, chatbox proporrà altri suggerimenti tra cui “ devo parlare con un supporto“. A questo punto cliccandoci su si aprirà una pagina di assistenza Ryanair nella quale andrà inserito il proprio nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di prenotazione, numero di telefono collegato alla prenotazione e si dovrà inserire la propria domanda. Inoltre verrà chiesto qual è il motivo del contatto tra check-in, bagaglio, interruzione/cancellazione, cambio volo/cambio nome, documenti da viaggio, EU261 reclamo, assistenza speciale e altri reclami. Solo alla fine della compilazione di tali campi si potrà iniziare la chat con un agente cliccando su “start chat”.

La Chat Live sarà attiva dal lunedì al venerdì dalle ore 6 alle ore 21, il sabato dalle ore 8 alle ore 17 e la domenica dalle ore 9 alle ore 17.

Per quanto concerne i rimborsi, la Ryanair comunica che tutte le richieste ricevute a marzo e ad aprile e maggio saranno elaborate nelle prossime tre settimane. Qualora fosse stato già richiesto il rimborso sul metodo di pagamento originale, la compagnia aerea low cost conferma che la prenotazione si troverà nella sezione rimborsi sul metodo di pagamento e che tutte le prenotazioni verranno elaborate in ordine cronologico.

I numeri da chiamare

Ryanair comunica che per le nuove prenotazioni e le domande generali (anche urgenti) si potrà chiamare il numero 02.899.80.500 (tariffa nazionale). Gli orari saranno i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle ore 6 alle ore 19, il sabato dalle ore 7 alle 17 e la domenica dalle ore 8 alle ore 17.

( alessandra.dibartolomeo@investireoggi.it)

 

 

 

 

CINA: UN AEREO TRASFORMATO IN SUPERMERCATO

PECHINO - Per fare la spesa al supermercato si può anche salire a bordo. Lo sanno bene gli abitanti di Oucheng Garden, una delle principali zone della città cinese di Chengdu. Proprio qui un vecchio aereo è stato trasformato in esercizio commerciale con tanto di banchi frigo e scaffali per acquistare appunto cibo e non solo.

Una delle agenzie immobiliari del quartiere ci ha visto lungo dopo aver saputo di questo quadrimotore Il-18 che è stato prodotto nell’ex-Urss e che sta “vivendo” una seconda vita dopo essere andato in pensione. La ristrutturazione ha permesso di costruire una sorta di alimentari ben rifornito che ha anche una caffetteria al suo interno. L’ambiente circostante, poi, è caratterizzato da un ampio giardino e da una piscina. 

Entrando ancora più nel dettaglio, il velivolo è un Ilyushin Il-18, un quadrimotore turboelica a medio raggio  fabbricato  in Unione Sovietica negli anni Cinquanta. Il primo volo in assoluto risale invece al 1957, con una produzione che ha resistito fino alla fine degli anni Sessanta. Tra l’altro sono circa 200 gli esemplari attualmente in servizio, dopo che l’aereo fu esportato nei vari Paesi che avevano siglato il patto di Varsavia. Un caso non molto diverso da quello di Chengdu è il McDonald’s che si trova in Nuova Zelanda, ricavato all’interno di un velivolo di linea dismesso.

(Avionews)

 

 

 

 

LA BOEING SCRIVE AI DIPENDENTI: IL JUMBO JET VA IN PENSIONE

NEW YORK - La Boeing manda ufficialmente in pensione uno dei suoi modelli più diffusi: il 747, più notocom Jumbo Jet. Ad annunciarlo è stata la compagnia in una lettera del suo Ceo Dave Calhoun ai dipendenti. "Viste le attuali dinamiche e prospettive del mercato, nel 2022 interromperemo la produzione dell'iconico 747", ha scritto.

Qusto grande aereo ha fatto la storia dell'aviazione: lanciato negli anni 1970 è in grado di trasportare fino a 600 passeggeri in alcune delle su versioni, ma i suoi elevati consumi di carburante lo hanno reso nel corso degli anni obsoleto e, in seguito alla pandemia di coronavirus, un costo per le compagnie aeree alle prese con un crollo della domanda.
Tra le ultime a gettare la spugna
era stata la scorsa settiman a British Airways, la compagnia aerea con più 747 all'interno della propria flotta, annunciando lo stop ai voli commerciali. Decisione analoga era stata assunta  anche da Qantas.

Il colosso aeronautico ha inoltre reso noto che la produzione di 737 avverrà a un ritmo più lento del previsto con un target di 31 aerei al mese a partire dal 2022. Sarà egualmente ridotta a 2 al mese nel 2021 la produzione combinata di 777/777x, modelli per i quali il target di produzione mensile era fissato a 3 in precedenza. Infine la produzione di 787 sarà ridotta a 6 al mese nel 2021 dai 10 attuali. Il gruppo ha inoltre indicato di star considerando ulteriori tagli alla forza lavoro dopo che a maggio aveva giù comunicato l'intenzione di tagliare il 10% dei dipendenti, ovvero 16.000 unità su 160.000.

Nella lettera ai dipendenti, il ceo Dave Calhoun ha spiegato che l'impatto prolungato del Covid ha provocato "ulteriori riduzioni dei tassi di produzione e una minore domanda dei nostri servizi commerciali e questo significa che dovremmo rivalutare nuovamente l'entità della nostra forza lavoro. Non sono buone notizie e so che aggiungono ulteriore incertezza in un momento già difficile ma cercheremo di limitare l'impatto sulla nostra gente il più possibile", ha scritto.
Quanto ai conti del trimestre, presentati oggi,  Boeing ha chiuso il secondo quarto dell'anno con perdite per 2,4 miliardi di dollari su ricavi in calo del 25% a 11,8 miliardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITA SARÀ CARBON NEUTRAL ENTRO IL 2022

ROMA - Una riduzione del 42% delle emissioni di CO2 derivate dalle operazioni e un calo del 18% dei consumi di energia registrati nel 2019 rispetto al 2011 in 26 uffici: questi alcuni dei dati contenuti nel Rapporto di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale di SITA, il fornitore globale di tecnologia per il trasporto aereo. Grazie a passi avanti significativi in programmi chiave per l’ambiente focalizzati su operazioni, viaggi, ambienti di lavoro SITA è sempre più vicina all’obiettivo di diventare “carbon neutral” entro il 2022. I risultati sono stati ottenuti grazie al passaggio a energie rinnovabili, all’efficientamento energetico degli uffici, al consolidamento dei server, a investimenti in servizi di tele/videoconferenza, alla riduzione di sprechi nelle operazioni.

Secondo il report, oltre il 42% dell'energia nei 26 uffici – quelli in cui vengono rilevati i dati energetici – proviene da fonti rinnovabili; per sei di questi il dato raggiunge il 100%: requisiti che rientrano in un più ampio programma che prevede entro i prossimi due anni il passaggio al 100% di energia rinnovabile o a tariffa verde in tutti i più grandi uffici di SITA.

Sergio Colella, Presidente Europa di SITA, ha dichiarato: "Abbiamo calcolato per la prima volta l'impatto ambientale di SITA nel 2012; da allora ogni anno lavoriamo per ampliare e migliorare continuamente i nostri programmi, con obiettivi concordati annualmente. L'evoluzione delle aspettative di clienti, partner, fornitori e altri gruppi di stakeholder rende importante fornire report oggettivi sulle nostre attività e sui nostri risultati in materia di sostenibilità. SITA lo fa da anni, e ora la nostra ambizione è quella di essere carbon neutral entro il 2022, in linea con il nostro programma Planet+".

Per raggiungere lo status di "carbon neutral", SITA collabora con Natural Capital Partners e segue il "CarbonNeutral Protocol", che richiede una valutazione rigorosa delle emissioni. Planet+, il programma carbon neutral promosso da SITA, si basa su due anni di riduzioni delle emissioni di carbonio dei viaggi di lavoro. Il monitoraggio è iniziato nel 2018 e nel giro di un anno SITA ha ottenuto una riduzione del 7,3% delle emissioni dei viaggi d'affari grazie agli investimenti in tecnologie collaborative.

Il programma Planet+ comprende le emissioni derivanti dalle spedizioni, dai rifiuti e dal consumo di energia in 25 uffici di SITA, dove lavora quasi la metà (45%) dei dipendenti. Anche le emissioni del data center di SITA, che rappresentano solo il 6% di quelle totali, vengono monitorate attentamente con iniziative intraprese nel 2019 per ridurre ulteriormente questo dato.

Negli ultimi due anni SITA ha compensato 25.500 tonnellate di CO2e (tonnellate di CO2 equivalente) finanziando progetti globali di riduzione delle emissioni di CO2 che sostengono gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU. Le iniziative di SITA hanno portato alle comunità in via di sviluppo di tutto il mondo benefici quali l’energia solare, l'acqua pulita, le aule digitali.

La politica ambientale di SITA comprende il riciclaggio sicuro e responsabile degli asset IT, anche di proprietà dei clienti. L’azienda ha riciclato oltre 17mila apparecchiature IT nel 2019 – circa la metà per conto dei clienti – grazie alla collaborazione con fornitori per monitorare e garantirne la conformità.

L'impegno di SITA si riflette anche nel rinnovo per altri tre anni della certificazione ISO 14001:2015 (Environmental Management Systems - EMS), già ottenuta tra il 2014 e il 2019, per sei uffici, tra cui quello a Roma. Sono sette gli uffici SITA nel mondo che hanno conseguito la certificazione – oltre alla sede italiana, Ginevra, Londra, Atlanta, Burlington, Montreal, Singapore – che complessivamente accolgono oltre il 40% del personale basato in ufficio.

SITA ha iniziato a raccogliere dati ambientali presso le sue sedi nel 2011, monitorando il consumo di elettricità, acqua, carta, il riciclaggio degli asset informatici, il chilometraggio dei viaggi aerei e altro ancora. Nel 2014 SITA come quadro di riferimento per gestire gli impatti ambientali e per garantire le migliori pratiche in materia ha adottato la certificazione ISO 14001:2015 (Environmental Management Systems - EMS), che fornisce ai clienti e ai partner di un'organizzazione la garanzia – verificata da un ente terzo – di un impegno verso la sostenibilità ambientale e le pratiche responsabili.

 

 

 

 

DASSAULT AVIATION: MENO UTILI NEI PRIMI 6 MESI 2020

PARIGI - In un mercato aerospaziale sotto pressione per gli effetti dell’epidemia di Covid-19, Dassault Aviation ha presentato il bilancio semestrale di metà 2020 registrando un utile operativo nei primi sei mesi dell’anno di 55 milioni di euro contro 250 di metà 2019, un fatturato di 2,664 miliardi di euro (16 aerei executive Falcon e 7 caccia Rafale consegnati  contro 3,058 miliardi di euro (17 Falcon e 10 Rafale) mentre gli ordini acquisiti hanno raggiunto i 984 milioni di euro contro i 2.900 miliardi di euro nella prima metà del 2019.

Presentando il bilancio di metà anno l’amministratore delegato Eric Trappier ha inoltre sottolineato che i risultati sono stati influenzati negativamente dai costi associati alle ore non lavorate in seguito all’emergenza sanitaria e alle misure sanitarie attuate, che sono solo parzialmente compensate da aiuti dello Stato francese all’intero comparto aerospaziale (15 miliardi di euro per l’intero comparto di cui quasi la metà alla compagnia di bandiera Air France), dalla riduzione degli oneri e delle spese generali del gruppo.

L’utile netto del primo semestre 2020 ha raggiunto gli 87 milioni di euro, rispetto ai 286 milioni del primo semestre 2019. Il contributo di Thales all’utile netto del Gruppo è stato di 58 milioni di euro, rispetto ai 141 milioni del primo semestre del 2019.

Nel dettaglio il settore Difesa ha ricevuto ordini per 315 milioni di euro nella prima metà del 2020 rispetto ai 2.273 milioni della prima metà del 2019.

 

 

 

 

L'IRAN COSTRUIRÀ NUOVI AEREI DA COMBATTIMENTO

TEHERAN - L’aeronautica militare dell’Iran avrà un nuovo aereo da combattimento. A parlare del jet che cercherà di replicare il successo ottenuto dall’aeromobile Kowsar è stato Hamid Vahedi, generale delle forze armate. I motori e l’avionica non saranno gli stessi dei caccia F-5 iraniani, inoltre si sta pensando di potenziare al massimo le capacità di copertura del radar, dopo i miglioramenti registrati in questo ambito negli ultimi tempi.

Vahedi ha anche sottolineato i progressi di Teheran per quel che riguarda i missili aria-aria con una scelta più ampia di razzi Sidewinder per i jet F-5. L’Iran sta prestando molta attenzione persino all’industria dei droni. Uno dei velivoli Karrar senza pilota è riuscito a lanciare una bomba da 230 chili che potrebbe diventare un’arma di precisione assoluta.

Da parte dell’Islamic Republic of Iran Air Force c’è l’impegno a fornire i missili anche ai droni Ababil-3, senza dimenticare l’equipaggiamento dei droni a pilotaggio remoto con bombe intelligenti Qaem-1 e Qaem-5.

 

 

 

 

 

TORNA CAPALBIO LIBRI, DAL 5 AL 9 AGOSTO A BORGO CARIGE 

Capalbio Libri raggiunge nel 2020 il traguardo della 14° edizione e scopre per la prima volta Piazza della Repubblica, nella frazione di Borgo Carige, ai piedi del castello medioevale di Capalbio (Gr).

Il festival sul piacere di leggere, ideato e diretto da Andrea Zagami, organizzato dall'agenzia di comunicazione integrata Zigzag in collaborazione con la Fondazione Capalbio e promosso dall'Associazione "Il piacere di leggere", lascia temporaneamente per il 2020 la tradizionale cornice di Piazza Magenta e debutta in una nuova location più ampia, per assicurare il rispetto delle misure di prevenzione sanitaria ed aprirsi al contempo a nuovi scenari del comune maremmano, permettendone la conoscenza al pubblico del festival. L’arrivo a Borgo Carige, nello spazio antistante la Chiesa di Piazza della Repubblica, è stato possibile grazie alla collaborazione di Don Marcello Serio, parroco di Capalbio, che ha messo a disposizione della Fondazione Capalbio il sagrato della Chiesa come palcoscenico delle manifestazioni culturali estive. 

Dal 27 luglio al 4 agosto il festival è anticipato dall’iniziativa digitale “Capalbio Libri News”, con Marta Mondelli e Giulia Nervi, le attrici che raccontano a modo loro la lettura dando qualche anticipazione della nuova edizione.

L’appuntamento giornaliero con le presentazioni della 14° edizione di Capalbio Libri è il 5, 6, 7 agosto alle ore 19:30, mentre l’8 e il 9 agosto gli incontri sono alle ore 21:30.

Inaugura la nuova location di Capalbio Libri, mercoledì 5 agosto alle ore 19:30, l’attore, scrittore e conduttore radio-tv Fabio Canino con il suo libro Le parole che mancano al cuore” (SEM), un romanzo d’amore omosessuale ambientato nel mondo del calcio che intreccia passione, pregiudizi e machismo.

Giovedì 6 agosto alle ore 19:30 è atteso Sebastiano Maffettone, professore di filosofia politica presso l’Università Luiss di Roma, che con il suo saggio “Il quarto shock. Come un virus ha cambiato il mondo” (Luiss University Press), ci offre una profonda riflessione e un documento programmatico sul quale costruire la politica del futuro. Se ci faremo trovare pronti costruiremo un mondo migliore di quello in cui abbiamo vissuto finora.

Venerdì 7 agosto alle ore 19:30torna a Capalbio Libri la formula della presentazione di 2 libri nella stessa serata dedicata al genere letterario “noir”: protagonisti Roberto Costantini, con il suo romanzo giallo “Anche le pulci prendono la tosse” (Solferino) ambientato nel bergamasco, che racconta di un traffico di mascherine ai tempi dell’emergenza da Coronavirus; e Romana Petri, autrice del romanzo “Figlio del lupo” (Mondadori), che ricostruisce a regola d’arte il mito di Jack London, scrittore, giornalista e drammaturgo statunitense in un’avvincente biografia romanzata.

Sabato 8 agosto alle ore 21:30è la volta del giudice emerito della Corte Costituzionale ed ex Ministro per la funzione pubblica del Governo Ciampi Sabino Cassese, con il suo saggio “Il buon governo. L’età dei doveri” (Mondadori), secondo cui studiare le forme politiche dell’attualità vuol dire confrontarsi con realtà parziali e contraddittorie: nonostante le incertezze, le luci e le ombre del nostro Paese, l’Italia ha ancora qualcosa da offrire.

Conclude il festival, domenica 9 agosto alle ore 21:30, il giornalista e conduttore radio-tv Andrea Vianello, che nel suo libro Ogni parola che sapevo” (Mondadori), un flusso di coscienza autobiografico e terapeutico, racconta il dramma della malattia che lo ha colpito impedendogli di comunicare con i suoi cari, costringendolo a ricominciare da capo. 

Sul palco di Capalbio Libri nei cinque giorni del festival si alternano alla conduzione la giornalista parlamentare Giulia Cerasoli, l’editorialista de l'Espresso Bruno Manfellotto, la giornalista deLa Stampa Michela Tamburrino, il giornalista de la Repubblica Claudio Tito. Domenica 9 agosto la giornalista radio RAI Daniela Mecenate conduce la presentazione del libro di Andrea Vianello, a cui prenderanno parte la scrittrice TeresaCiabatti e l’inviato speciale del Corriere della Sera Fabrizio Roncone

Le letture dei libri in programma a Capalbio Libri 2020 sono affidate alle attrici Irene Grazioli Fabiani e Giulia Nervi.

Giovedì 30 luglio 2020 alle ore 11:00 si terrà la presentazione di Capalbio Libri 2020 nella farm house “Locanda Rossa” con la partecipazione del Sindaco di Capalbio Settimio Bianciardi, dell’Assessore con delega alle Politiche sociali e culturali, Scuola e Istruzione Patrizia Puccini, del presidente della Fondazione Capalbio Maria Concetta Monaci, del direttore di Capalbio Libri Andrea Zagami e della presentatrice del festival Marta Mondelli.

 

 

 

 

I LIBRI

 

NASSETTI E LE MOLTE AQUILE VISTE IN VOLO

di Michele Sabatini

 

ROMA - Diceva Muhammad Ali che “ I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione”. Leggendo “ Molte aquile ho visto in volo” il libro scritto da Filippo Nassetti, con la prefazione del giornalista Gabriele Romagnoli, uscito di recente per Baldini+Castoldi, ho scorto nelle storie raccontate e nei loro protagonisti questa stessa tensione: un esempio di determinazione.

 

Molte aquile ho visto in volo

Ali maestose sfidare il suolo

Rapaci solitari incontro al sole

Imperiali figure sfrecciare nelle gole

Ancora a lungo li vedrò

poi , con loro, morirò

Alberto Nassetti

 

“ Vite straordinarie di piloti” si legge nel sottotitolo. Come quella di Alberto Nassetti, il fratello dell’autore. Come quella di Pier Francesco Amaldi Racchetti, il figlio di Pier Paolo Racchetti, lo sfortunato pilota che il 30 giugno 1994 era con Alberto, in veste di osservatori, sul volo di collaudo del nuovo aeromobile Airbus A330 che si schiantò poco dopo il decollo ed in cui, oltre a loro, perirono altre 5 persone. Come quelle degli altri piloti di aereo protagonisti del libro. Tre filoni narrativi per raccontare come in fondo sia normale, semplice, possibile, conseguire una propria straordinarietà, se si è animati da una passione profonda e il proprio impegno è sorretto dalla volontà.

Figura centrale di “Molte aquile ho visto in volo” è chiaramente Alberto Nassetti. Nato nel 1966, Alberto si innamorò del volo e dell’idea di diventare un pilota. A 14 anni convinse i genitori, con una lettera, a permettergli di fare un lungo viaggio ogni giorno – corriera, treno e poi autobus, due ore all’andata e due al ritorno – per poter frequentare l’Istituto tecnico aeronautico “Francesco Baracca” di Forlì.  A 23 anni era già stato assunto all’Alitalia, coronando il suo sogno di essere un pilota civile.

Due anni dopo scoprì di avere un tumore al cervello ma neanche questo lo distolse dal suo obiettivo. Si fece operare nonostante il rischio di non parlare più, o di finire su una sedia a rotelle. L’operazione riuscì, dieci mesi dopo era già seduto al simulatore di volo.

Tuttavia la felicità per il successo dell’intervento venne cancellata dallo sgomento, sembrava infatti che la sua richiesta di tornare a pilotare non sarebbe stata accolta. Non era mai accaduto, non c’erano precedenti, ci furono resistenze. Non si arrese, rinunciò ad alcuni farmaci che gli avrebbero impedito di pilotare e alla fine l’Aeronautica gli confermò l’idoneità al volo, stabilendo che avrebbe dovuto ripetere la visita per rinnovare la licenza ogni sei mesi. Alberto è stato il primo pilota al mondo a rientrare in servizio dopo aver subito un’operazione al cervello.

Per festeggiare si regalò un viaggio in Nuova Zelanda, celebrò il suo amore per l’aria con un lunghissimo salto nel vuoto,  si lanciò con il bungee jumping. Poi arrivò un viaggio premio a cui Alberto teneva moltissimo: la possibilità di andare in Francia per partecipare ad un volo di collaudo del nuovo Airbus A330.

Questo libro nasce da quel volo spezzato ma non interrotto. Nasce da lì la personale straordinaria determinazione di Filippo Nassetti di raccontare oltre il ricordo. Una vicenda familiare, ma soprattutto la storia di una passione, qualcosa che possa essere d’ispirazione a chi ha perso momentaneamente la possibilità di volare, per tornare a decollare quanto prima. Anche e soprattutto nella vita.

La memoria del fratello Alberto non abbandonerà mai Filippo, e “Molte aquile ho visto in volo” è un modello di come trasmettere in modo educato una testimonianza sincera. Con una riservatezza naturale, composta,  in grado di stemperare la potenza del dramma, l’ineluttabilità del destino, con la fiducia. È infatti la saggezza, una conquista del tempo che passa.

Sul finire del libro ci si imbatte nella vicenda di Alberto Arlotta, pilota Alitalia, venuto a mancare improvvisamente nella sua camera di albergo di New York, dove era in sosta prima di mettersi ai comandi dell’aereo di rientro. Una morte solitaria e in servizio. Un collega nel salutarlo ha ben descritto quei momenti abitudinari e senza compagnia di una vita mai ferma:

“Prima di partire per il volo di rientro, sistemo con cura i vestiti, separo la biancheria sporca, ripongo con cura i tanti regali che faccio, immagino i volti di chi li riceverà, e sorrido. Prima di partire, sistemo con cura la divisa, appendo la camicia, metto nel taschino il tesserino, e la cravatta perché sia pronta all’uso. Lucido le scarpe, e litigo con la cerniera della valigia che non vuole collaborare. Morire in una camera d’albergo prima di tornare a casa deve essere qualcosa di assurdo al solo pensarlo. Qualcosa di inconcepibile, ci si dovrebbe sempre poter accomiatare da chi si ama. Ci si dovrebbe spegnere in un abbraccio”.

È così che, dopo aver letto queste poche righe, la domanda sottintesa che questo libro si porta in dote finisce per palesarsi: cosa può fare il trascorrere del tempo di fronte ad una mancanza, così acuta da essere sempre presente? Cosa può fare quando qualcuno di caro viene a mancare? Forse, si potrebbe iniziare a ricorrere alla speranza. Perché, nonostante ciò che cantava Luigi Tenco in “Un giorno dopo l’altro”, la speranza non è un'abitudine.

Secondo l’antropologo Massimo Canevacci affrontare l'assuefazione alla speranza significa ripensare un non-essere-ancora. La questione non è quindi scegliere fra essere e non-essere, quanto piuttosto aprirsi a questo non-essere-ancora: aprirsi in definitiva alla possibilità, aprirsi alla speranza.

Crediamo che Alberto Nassetti, con il suo amore per il volo abbia scelto fin da giovane di aprirsi alla possibilità, con la sua storia ci abbia insegnato ad aprirsi alla speranza. Come i campioni narrati da Muhammad Ali l’abbia scoperta dentro sé, ed abbia deciso di allenarla e valorizzarla.

 

Filippo Nassetti, bolognese di nascita e romano d’adozione, ha scritto per “Il Foglio”, “Il Giornale”, “Panorama”, “Diario”, “Rivista Undici”, “Guerin Sportivo” e ha collaborato a due trasmissioni di Rai Tre. Da oltre vent’anni lavora per Alitalia, dove segue i rapporti con i media e la rivista di bordo “Ulisse”.

 

SCHEDA LIBRO

Titolo: Molte aquile ho visto in volo. Vite straordinarie di piloti

Autore: Filippo Nassetti

Editore: Baldini + Castoldi

Anno edizione: 2020

Pagine: 144 p.

EAN: 9788893883269

Prezzo: € 15,00

 

LE MOSTRE 

 

QUADRIENNALE AL PALAEXPO DA OTTOBRE A GENNAIO

 

ROMA - Un Palazzo delle Esposizioni stravolto "che entrando non riconoscerete". I curatori Sarah Cosulich e Stefano Conticelli Cagol presentano alla stampa la Quadriennale 2020, una mostra che è quasi un miracolo, studiata per tre anni e realizzata a tempo di record nei mesi difficili del lockdown, e promettono di stupire con un progetto "molto spettacolare e molto fisico".

Quarantatre artisti, meno rispetto alle edizioni passate, ma con una preponderanza di giovani e giovanissimi chiamati a raccontare l'arte italiana di oggi, a mostrarne il lato internazionale "Fuori" dagli schemi, come incita il titolo scelto per la XVII edizione della storica istituzione, un titolo, sottolinea con i curatori il presidente Umberto Croppi, che è poi anche un richiamo all'uscita di casa dopo la segregazione della pandemia.

Forte di un budget, anch'esso un po' miracoloso di 1 milione e 800 mila euro raccolto grazie alla generosità quest'anno ancora più particolare delle grandi imprese , da Eni a Terna , da Banca Intesa a Treccani (che sarà editore e produttore del Catalogo) la mostra sarà aperta a Roma dal 29 ottobre 2020 al 17 gennaio 2021. Un'apertura per niente scontata, spiega Croppi, che ribadisce quanto sia stata forte la volontà di arrivare comunque in fondo ad un progetto messo in campo dal 2016.

"Il risultato è che la Quadriennale d'arte ci sarà e sarà forse l'unica manifestazione di arte contemporanea in campo internazionale nella prossima stagione". Per Margherita Guccione che guida la direzione generale Creatività e arte contemporanea del Mibact "Un segnale forte e vitale di cui la cultura in questo momento ha bisogno".

(ANSA).

 

 

 

 

ENRICO PETRONIO

 

LE DODICI STELLE DI SHAKESPEARE

L’epoca di Shakespeare è segnata dalla frattura definitiva fra mondo antico e moderno, un segnale di tormento umano ed esistenziale su cui si riflettono i suoi lavori, spesso condizionati dal contesto sociale, ma ancor più spesso da... "altro". La complessità dei sentimenti e delle azioni nei personaggi ritratti dal Bardo, secondo uno studiato allineamento astrologico naturalis che ipotizzava nel Cinquecento proprio uno stretto e intenso rapporto fra universo ed esseri viventi, è alla base del primo saggio scritto da Enrico Petronio "Le dodici stelle di Shakespeare", pubblicato da "Emersioni", marchio di Lit Edizioni, disponibile da ora in libreria.

Costruito come un diario di bordo, esattamente come tutto il senso della ricerca che da anni compie col suo blog "Lo Zio Willy", l'autore parte proprio dalla sua autobiografia esplorativa per analizzare le tappe di un processo che vede collimare le dodici tappe connesse ai segni zodiacali, con i caratteri psicologici di alcuni dei personaggi shakespeariani più significativi, secondo l’ordine della Natura sulla ruota del Tempo.

“Da sempre considero William Shakespeare come uno straniero sconosciuto, a cui ho raccontato la vita - afferma Petronio - ma gradualmente è diventato il mio confidente più vicino nel raccontarmi, attraverso le sue opere, un mondo pervaso di uomini e donne con i loro inespugnabili misteri. Si è sempre detto che il nostro autore si sia occupato di tutta la gamma dell'umanità ed è sempre passato come un genio illuminato, ma nessuno si è mai chiesto come abbia fatto a padroneggiare una così vasta area di psicologie umane. Studiando quella che era l'astrologia ai suoi tempi, che poi è la stessa trattata da molti astrologi contemporanei, ho ipotizzato che Shakespeare abbia costruito i suoi personaggi più famosi assegnando ad ognuno, prima di descriverli, il segno zodiacale più consono. Romeo doveva quindi essere dell'Ariete perché, a mio avviso, possiede le specifiche caratteristiche di quel segno, così come Amleto non può che essere dei Pesci, il segno più complesso e tormentato che corrisponde al dodicesimo stadio dell'evoluzione umana, quella che alcuni definiscono dell' "ultraumano". Secondo questo concetto, quindi, lo scrittore sarebbe stato un vero e proprio artigiano, concependo per ogni opera una struttura chiara e razionale, assolutamente premeditata e in linea con gli schemi dell'astrologia.”

Dal Sonetto 14 attraverso il mistero di "Tutto è bene", fino all’analisi approfondita di "Romeo e Giulietta", il racconto offre spunti per una teoria nuova e rivoluzionaria nella comprensione del pensiero shakespeariano. Un saggio decisamente originale che vuole essere anche uno specchio riflesso tra l'analisi testuale delle opere del Bardo e le continue ricerche che Petronio compie da anni sull'argomento e che sono sfociate in alcuni casi in vere e proprie conferenze-spettacolo su varie e molteplici tematiche connesse.

 

TITOLO: LE DODICI STELLE DI SHAKESPEARE

AUTORE: Enrico Petronio
I edizione: luglio 2020
© 2020 Lit Edizioni s.a.s.

ISBN 9788831924634
PAGINE: 216 p.
DORSO: 16 mm.
PREZZO: € 20,50 

 

ENRICO PETRONIO

Si diploma attore prima nel Regno Unito alla Richmond Drama School, poi alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler. Successivamente si diploma in regia con Luca Ronconi per il quale lavora come assistente. È assistente alla regia anche per Cesare Lievi e Laura Pasetti. Debutta come regista con I due gentiluomini di Verona di Shakespeare al Teatro Vittoriale (Gardone Riviera). Di Shakespeare dirige ancora Tutto è bene quel che finisce bene e Romeo e Giulietta. Crea il festival  Scene dal parco della luna a Villa Nicolaj (in provincia di Bologna) dove, oltre a testi originali propri, dirige grandi classici (Cechov, Pirandello e Garcia Lorca) e ancora Shakespeare con Nudo, ovvero S ogno di una notte di mezza estate. Nel 2016 crea Lo zio Willy, portale sul web di cultura shakespeariana pop.

http://www.loziowilly.com/