AIR FRANCE "GREEN AND SLOW": LA RIPARTENZA REGIONE PER REGIONE

di Andrea Lovelock

 

ROMA - È all’insegna del turismo slow e green l’offerta turistica della Francia 2021: nel corso del mediatour promosso da Atout France in modalità streaming, sono state presentate tutte le proposte per l’anno della ripartenza.

Ovviamente l’emergenza Covid impone cautela, ma il direttore di Atout France Frédéric Meyer auspica già per la prossima primavera un primo rilancio del turismo internazionale, anche con il supporto di Air France che, come ha spiegato Gianluca Andolfi, conta per il prossimo giugno di riportare al 60% la sua capacità d’offerta aerea e raggiungere il 70% nel periodo estivo di picco (luglio-agosto).

 

Al momento, ad eccezione di Milano-Linate che riprenderà solo in marzo, Air France assicura i collegamenti dalle 9 città italiane nelle quali opera da tempo, seppur con una inevitabile variazione negli orari e frequenze. Verranno poi gradualmente introdotti anche in Italia i nuovi aeromobili Airbus A320 che andranno a sostituire gli A318 e 321.

 

Nel dettaglio durante il mediatour di Atout France, moderato da Barbara Lovato (responsabile stampa dell’ente), sono stati presentati e illustrati i punti di forza dell’offerta Francia 2021, a partire dall’Alvernia, la regione col più alto numero di prodotti tipici del territorio – ben 79 – e non a caso denominata la Valle della Gastronomia con 94 chef stellati. A seguire il Grande Est, che raggruppa tre regioni (Alsazia, Lorena e Champagne) con importanti attrattori turistici come Strasburgo, che quest’anno presenta l’offerta di soggiorni  in centri di esperienze sensoriali e assaggi di vini.

 

Grande interesse della stampa per la Borgogna, per la prima volta al mediatour, con tesori artistici unici come le sue abbazie e i vigneti: non a caso le proposte sono state impostate su un mix natura+arte, con itinerari su misura.

Altra eccellenza turistica, la Normandia, che quest’anno festeggia diversi anniversari, tra tutti il bicentenario della nascita di Gustave Flaubert (nato in questa regione), con la proposta di Passeggiate letterarie dedicate al grande scrittore  e la visita della Villa di Marcel Proust, che comprende spazi di architettura e una full immersion nella belle époque.

 

A completare l’offerta 2021 della destinazione Francia, Etretat e Le Havre, con il museo degli Impressionisti e l’anniversario dedicato a Arsenio Lupin; la Bretagna, con possibilità di tour in bicicletta con tappe a Brest, altre piccole località della regione e Rennes, capitale della regione: 800 ettari di verde e itinerari unici dedicati alla città e alla natura; Nantes, con un’estate ricca di eventi e centri d’attrazione per l’arte contemporanea. All’insegna del turismo slow anche l’offerta della Valle della Loira, con tour tra i castelli che prevedono escursioni in battello e circuiti in bicicletta.

Altro punto d’interesse per i turisti italiani, in particolare i repeater, è l’Occitania, con il Canal du Midi, la Camargue e i suoi dieci itinerari green e ovviamente Tolosa, con percorsi verdi e visita alla Città dello Spazio, una sosta d’obbligo per le famiglie.

 

Presentate anche le proposte su Aigues Mortes, città medievale, con le città saline, anche qui con itinerari in bicicletta; su Nimes con il suo nuovo museo e una mostra dedicata agli imperatori romani fino al settembre 2021, con percorsi nei giardini e nelle fontane della località; la Provenza con i campi di lavanda di Vaucluse e il turismo sensoriale a Luberon, che ospita anche il villaggio degli antiquari; la Costa Azzurra, con percorsi nei vigneti a Saint Tropez, itinerari insoliti come Hyeres, con il sentiero dei doganieri, e altre proposte inedite, come i soggiorni nell’osservatorio di Saint Gerain e il Festival dei Giardini che caratterizzerà il 2021 di tutta la Costa Azzurra.

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(Andrea Lovelock - www.lagenziadiviaggi.it)

 

 

 

 

 

IL 2020 È STATO L'ANNO PEGGIORE PER LA BOEING: SOLO 157 CONSEGNE

 

NEW YORK - La pandemia di Covid-19, costringendo a lunghi periodi di lockdown e distanziamento sociale, ha penalizzato soprattutto i comparti del turismo e della mobilità aerea. Non a caso, l'anno appena concluso

L'anno 2020 è tra i peggiori a livello di vendite per il colosso Boeing. Secondo i dati resi noti da Stock Apps la società di Seattle ha portato a termine solo 157 consegne. 

Si tratta di un crollo del 59% su base annua, considerato che nel 2019 l'azienda aveva consegnato 380 jet: i dodici mesi peggiori dal lontano 1972, quando le consegne erano state 97. La capitalizzazione di mercato del titolo, in profonda sofferenza, è diminuita nel corso dei 12 mesi del -34,29%.

Sono dati che si allontanano molto anche dai leader della classifica: Airbus, primo per consegne, ha venduto 566 velivoli, comunque in calo del 34% rispetto al totale del 2019.

Oltre ai problemi pandemici, la Boeing ha anche subito un duro colpo dalla messa a terra del suo modello di punta, il 737 Max.

Nei giorni scorsi l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha dato il permesso al jet di tornare a volare sui cieli europei, dopo che era stato messo a terra nel marzo 2019 a seguito di due incidenti mortali. Prima di questa crisi, la Boeing era stato il primo produttore mondiale per sette anni consecutivi. Nel 2019 Airbus ha venduto 863 unità, quasi triplicando il totale di Boeing. Tuttavia, il produttore statunitense vede qualche spiraglio di ottimismo: a dicembre 2020 Boeing ha ricevuto 90 ordini, 75 dei quali da Ryanair.

 

 

 

 

EUROWINGS DISCOVER, NUOVO VETTORE DELLA LUFTHANSA

 

FRANCOFORTE - Si chiamerà Eurowings Discover il nome della nuova compagnia aerea del colosso tedesco che opererà sul long haul, ma anche in futuro su alcune mete a corto raggio, e dovrebbe decollare durante l’estate 2021.

Nel luglio dello scorso anno la Lufthansa aveva lanciato una "business unit" per il segmento leisure, su cui l’azienda aveva deciso di concentrarsi dopo la brusca flessione del business travel dovuto alla pandemia da Covid-19, cercando di armonizzare parte del network operato da Eurowings e anche dalla stessa Lufthansa.

Sembrava che proprio Eurowings sarebbe stata sacrificata. Invece la nuova compagnia aerea non solo avrebbe già assunto 300 dipendenti, ma dovrebbe convogliare al suo interno anche le attività leisure di Lufthansa City Line, Brussels Airlines e Sun Express Deutschland.

 

 

 

NORWEGIAN, IN ARRIVO SUPPORTO FINANZIARIO DEL GOVERNO

 

OSLO - In arrivo nuovi aiuti per Norwegian. A una settimana di distanza dall’addio al lungo raggio low cost, il vettore ha annunciato che il governo norvegese ha deciso contribuire al finanziamento di nuovi capitali, per sostenere le operazioni di corto raggio.

Il supporto governativo, ha precisato in una nota la low fare, “aumenta in modo significativo le possibilità di superare la crisi causata dalla pandemia”.
In particolare “aumenta notevolmente le nostre possibilità di raccogliere nuovi capitali e di superare il processo di ricostruzione in cui ci troviamo attualmente - ha spiegato il ceo Jacob Schram -. Abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi, ma la partecipazione del governo sottolinea che stiamo andando nella giusta direzione”.
Con un nuovo piano aziendale e il supporto del Governo, la low cost spera di “di poter attrarre investitori e superare il processo di esame e ricostruzione”.

 

 

 

 

 

NOMINATI 52 COMMISSARI PER REALIZZARE 58 INFRASTRUTTURE

 

ROMA - Si va dalla statale 106 Ionica a collegamenti adeguati per il settore sud orientale della Sicilia lungo l’itinerario Ragusa-Catania, fino all’anello ferroviario e la metro C di Roma. Sono alcune delle opere infrastrutturali già identificate con il Dl Semplificazioni, per le quali il Governo, dopo molta attesa e le polemiche espresse ancora in questi giorni, ha provveduto a stilare la lista di 52 commissari commissari, per lo più tecnici dell’Anas, del Ministero dei Trasporti o di Rfi.

 

“Si è ritenuto utile di proporre solo nominativi aventi requisiti di alta professionalità tecnico -amministrativa anche già afferenti alle stesse strutture pubbliche” è spiegato nel Dpcm di nomina. Perché il complesso delle opere interessate va dal trasporto ferroviario a quello stradale a quello di massa con il progetto di prolungamento della Metro C di Roma, oltre il centro storico fino al quartiere Mazzini. Per questo strategico asset il commissario nominato è Maurizio Gentile, ex ad di Rfi ed attuale commissario straordinario per la messa in sicurezza della A24 e A25.

 

Figurano quindi la SS 16 Adriatica, intervenendo per l’adeguando del tratto compreso tra San Severo e Foggia e provvedendo a opere di manutenzione straordinaria per il recupero funzionale della tangenziale Ovest di Foggia nonché l’AV/AC Brescia-Verona-Padova per realizzare un’importante tratta del collegamento ferroviario AV/AC tra Milano e Venezia, parte del tracciato del Corridoio Mediterraneo (TEN-T).
Figurano tra le opere anche il potenziamento delle tratte di accesso al Brennero e la linea Venezia Trieste con il potenziamento tecnologico sulla linea storica prevedendo anche interventi infrastrutturali quali la soppressione dei passaggi a livello.

 

Finanziamento anche per la linea Genova-Ventimiglia ed il raddoppio della tratta Andora-Finale. Tra Pescara e Bari si prevede di completare il programma di raddoppio della direttrice adriatica mentre sulla linea Roma-Pescara si riducono i tempi di percorrenza mediante interventi di potenziamento tecnologico del tracciato attuale e la costruzione di opere in variante.
Finanziamenti anche per Orte-Falconara e a Sud per la linea Salerno-Reggio Calabria e Palermo-Trapani.

 

Sulla Napoli-Bari si prevede di completare la realizzazione dell’AV/AC della linea con miglioramento dell’accessibilità al servizio nelle aree attraversate, sia per i servizi nazionali di lunga percorrenza sia per il servizio regionale, con interventi di raddoppio e di variante all’attuale tracciato.
E’ previsto un intervento anche per l’anello ferroviario di Roma nella Cintura Nord. Tra i costi stimati maggiori figurano quelli destinati alla 106 Jonica (3 miliardi circa), il potenziamento della Salaria lungo i vari tratti del percorso (1 mld), la E78 Grosseto-Fano (1,9 mld) nonché 990 milioni per la cosiddetta strada degli scrittori in Sicilia. Cospicui anche i finanziamenti stimati per la linea Napoli-Bari (5,8 mld) e Brescia-Verona-Padova (8,6 mld) nonché per quella Venezia-Trieste (1,8 mld).

 

“Oggi si fa un altro passo avanti nel percorso delle semplificazioni, nodo centrale dell’azione di governo. Con il Dpcm di nomina dei commissari in Parlamento” si dà il via a 58 opere “strategiche su tutto il territorio italiano”, commenta Emanuele Scagliusi (M5S) in Commissione Trasporti. “Parliamo di lavori per 60 miliardi di euro che potranno dare una spinta al settore delle infrastrutture a cominciare dalle opere stradali, ferroviarie ma anche importanti interventi per trasporti rapidi di massa, ferroviari e portuali”

 

 

 

 

ALFONSO PICCIRILLO CHIEF FINANCIAL OFFICER DI MSC CRUISES

 

NAPOLI - La Msc Cruises ha nominato Alfonso Piccirillo chief financial officer. Il manager, 43 anni, è entrato in Msc Cruises nel 2004 e negli ultimi cinque anni ha ricoperto il ruolo di responsabile pianificazione e controllo finanziario. In precedenza ha svolto le funzioni di business analyst e group controller, guidando le attività di pianificazione e controllo finanziario, inclusi il management reporting and analysis, i processi di pianificazione finanziaria, il finanziamento di navi e infrastrutture, l’analisi e la valutazione degli investimenti strategici.

 

«Sono particolarmente lieto di dare il benvenuto ad Alfonso nel senior management team della compagnia – ha commentato Pierfrancesco Vago, executive chairman di Msc Cruises – È l’esempio di come un giovane professionista che condivide i valori della nostra azienda e mostra la necessaria dedizione possa aspirare a una carriera lunga e di successo che giunga fino al vertice. In questo, il suo percorso si è rivelato esemplare».

 

Prima di entrare in Msc Cruises, Piccirillo è stato assistant controller in Fca a Dublino e site controller presso St Microelectronics a Milano. Laureato in Economia aziendale presso l’Università di Napoli, ha conseguito un master in Management Accounting and Control presso la Sda Bocconi (Milano), completando cum laude un programma di Executive Mba presso la Imd Business School di Losanna.

 

 

 

 

AVVIATO IL COMITATO SVILUPPO INDUSTRIA AERONAUTICA

 

ROMA - "Si e' tenuto il primo incontro del nuovo Comitato per lo sviluppo dell'Industria aeronautica previsto dalla legge 808/85. Un organismo centrale per dare impulso a un settore strategico per il futuro industriale del nostro Paese. Si avvia subito l'iter per valutazione dei 36 progetti di ricerca e sviluppo del bando per le imprese del comparto civile, per un valore complessivo di investimenti di 397 milioni di euro e finanziamenti per 290 milioni di euro. In parallelo avvieremo l'azione di indirizzo per definire le politiche industriali e il loro sostegno finanziario. Il nostro obiettivo e' affrontare i compiti del comitato con la massima urgenza, la stessa che ci mette chi, ogni giorno, e' dentro le nostre imprese".

Lo afferma Gian Paolo Manzella, sottosegretario allo Sviluppo economico, che ha presieduto la prima riunione del neo costituito Comitato per lo sviluppo dell'industria aeronautica, previsto dalla legge n. 808 del 1985, la principale normativa di finanziamento del settore.

Hanno partecipato al primo incontro tutti i componenti del comitato: i tre esperti designati dal Mise in base ad una selezione pubblica, Giuseppe Sala del Politecnico di Milano, Paolo Gaudenzi dell'Universita' La Sapienza di Roma, Luigi Lazzeri dell'Universita' di Pisa, Giandomenico Taricco per il Ministero della Difesa, Pierpaolo Cautela per il Mef, Andrea Mazzella per il Maeci, Silvia Nardelli per il Miur, Massimo Sabatini per il ministero per il Sud e la coesione territoriale, Mario Fiorentino per il Mise.

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(Radiocor)

 

 

 

 

L’AERONAUTICA RIORGANIZZA LA PRIMA BRIGATA OPERAZIONI SPECIALI

 

ROMA - Si è svolta sull’aeroporto militare di Furbara la cerimonia di riorganizzazione della 1^ Brigata Aerea Operazioni Speciali (BAOS) che ha visto la sua rilocazione dal sedime di Cervia a quello di Furbara ed il relativo cambio gerarchico della stessa, che è transitata alle dirette dipendenze del Comando della Squadra Aerea. Contestualmente ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento al vertice della Brigata tra il Generale di Divisione Aerea Achille Cazzaniga ed Generale di Brigata Riccardo Rinaldi.

All’evento, organizzato nel rispetto delle misure di contenimento previste per l’emergenza COVID-19 e presieduto dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, hanno preso parte autorità militari dei settori Operazioni Speciali di tutte le Forze Armate, nonché autorità civili, militari e religiose dei comuni limitrofi di Cerveteri, Ladispoli e Santa Marinella.

 

Quella di oggi è una tappa fondamentale del processo di razionalizzazione ed efficientamento della struttura della Forza Armata”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Alberto Rosso. “Il comparto delle operazioni speciali e di supporto alle stesse è stato uno dei settori in cui la vocazione innata dell’Aeronautica per l’innovazione ed il cambiamento organizzativo si è sostanziata in forma più significativa, nella continua ricerca della configurazione ordinativa più funzionale allo sviluppo di competenze distintive e peculiari nell’ambito dei diversi domini di ingaggio, a livello nazionale e nelle operazioni fuori dai confini nazionali.

Questa revisione si pone l’obiettivo di valorizzare ulteriormente queste capacità peculiari, focalizzando esclusivamente sulle operazioni speciali le competenze della 1ª BAOS, che potrà così consolidare il proprio ruolo di punto di riferimento nella catena di comando e controllo di settore, nonché unico ed autorevole interlocutore di Forza Armata nei confronti del COFS”.

Rivolgendosi infine al personale della Brigata, il Generale Rosso ha voluto rimarcare il contributo fondamentale che “con le vostre energie morali, etiche e professionali, sono certo continuerete a fornire per affrontare con coraggio, dedizione, umiltà e spirito di servizio le sfide e le opportunità che il futuro ci riserva, in un contesto geopolitico di sicurezza rapidamente mutevole e complesso. Per la salvaguardia delle persone, dei valori, della cultura e degli interessi del Paese: come-quando-dove serve, noi ci siamo”.

 

La 1^ Brigata Aerea Operazioni Speciali assicura la specializzazione e l’addestramento delle Forze Speciali (Incursori), delle Forze di Supporto Aereo alle Operazioni Speciali (S.A.O.S.) e per le attività di Personnel Recovery, garantendo il costante aggiornamento delle procedure, la standardizzazione e l’integrazione dell’attività addestrativa, nonché l’efficienza dei sistemi d’arma e dei mezzi necessari. Inoltre, ha il compito di esprimere le capacità necessarie a predisporre una struttura di uno Special Operation Air Task Group (S.O.A.T.G.) altamente specializzato, versatile e con alti livelli di prontezza operativa per esercitazioni ed operazioni sia a livello di Forza Armata sia in ambito interforze ed internazionale.

Dipendono dalla 1^ BAOS, il 17° Stormo Incursori di Furbara ed il 9° Stormo di Grazzanise; essa ha inoltre un collegamento tecnico con la 46ª Brigata Aerea di Pisa per l’aggiornamento delle procedure, la standardizzazione e l’integrazione dell’attività addestrativa S.A.O.S. della componente velivoli ad ala fissa.

 

(Fonte Aeronautica Militare

 

 

 

 

 

 

DOPO 50 ANNI L’AUSTRIA RITIRA DAL SERVIZIO L'AEREO SAAB 105OE

 

VIENNA - L’11 dicembre scorso si è svolto il “Fly-out”, l’addio ufficiale del velivolo Saab 105OE in forza all’aeronautica militare austriaca, alla presenza del ministro della Difesa Klaudia Tanner e di rappresentanti di alto rango dell’Esercito Federale presso la base aerea di Vogler a Hörsching.

Con oltre 156.500 ore di volo e quasi 254.000 missioni per la sicurezza della popolazione, l’aereo terminerà il suo servizio attivo alla fine dell’anno dopo 50 anni. Nell’ambito del “fly-out”, il ministro della Difesa Tanner ha presentato un Saab 105OE con una speciale verniciatura Tiger con la scritta “50 anni al servizio dell’Austria”. Nel suo discorso, Tanner ha evidenziato i molti compiti del Saab 105OE e in particolare le prestazioni del personale.

Questa è la fine di un’era impressionante. Solo grazie alle eccezionali prestazioni dei nostri tecnici e dei piloti, che hanno padroneggiato questo jet alla perfezione, è stata possibile una carriera operativa così lunga e significativa.“, ha detto il ministro Tanner nel suo discorso.

Il Saab 105 OE continuerà a prestare servizio nella sorveglianza aerea dei cieli austriaci fino alla fine dell’anno. L’Eurofighter assumerà il loro compito dal 2021.

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(Credits: Aviation Report)

 

 

 

 

 

ALLA MBDA CONTRATTO DALLA DIFESA BRITANNICA PER IL MISSILE SPEAR-3

 

LONDRA - Il gruppo MBDA ha ricevuto dal Ministero della Difesa britannico un contratto del valore di 550 milioni di sterline per la produzione del sistema missilistico Selective Precision Effects At Range capability 3 (SPEAR3).

Lo SPEAR, piccolo missile da crociera lungo 2 metri per 100 chili di peso, costituirà la principale arma d’attacco a medio-lungo raggio degli aerei da combattimento F-35B britannici consentendo loro di ingaggiare obiettivi impegnativi, come i sistemi mobili di difesa aerea a lungo raggio, a distanze oltre l’orizzonte in qualsiasi condizione atmosferica e in ambienti a elevato livello di contrasto.

I lanci guidati del missile SPEAR inizieranno entro 18 mesi da un caccia Eurofighter Typhoon, con la produzione di missili e lanciatori che inizierà nel 2023. Il nuovo contratto segue l’implementazione con successo del contratto per la fase di sviluppo dello SPEAR stipulato nel 2016 e il contratto di integrazione di SPEAR su F-35 nel 2019.

“Questo contratto è il risultato di molti anni di duro lavoro da parte del nostro team di ingegneri dedicato e altamente qualificato. Le armi stand-off, integrate in rete e impiegabili a sciami sono una parte fondamentale della visione di MBDA: SPEAR è all’avanguardia con queste tecnologie ed è l’arma tecnicamente più avanzata del suo tipo ” ha dichiarato Éric Béranger, CEO di MBDA.

Il contratto per SPEAR impiegherà un massimo di 570 dipendenti di MBDA più altre 200 nella catena di fornitura Tier 1. Ciò vedrà la creazione di 190 posti di lavoro tecnologici altamente qualificati presso MBDA in aree quali progettazione di sistemi, ingegneria del software, seeker, controllo e navigazione di guida negli stabilimenti britannici di Stevenage, Bristol e Bolton.

Il programma SPEAR è inserito nel Portfolio Management Agreement (PMA), una partnership avviata nel 2010 tra il Ministero della Difesa britannico e MBDA per la progettazione e produzione nazionale di armi complesse. Il PMA fornisce equipaggiamenti attrezzature militari di elevato livello alle forze armate di Sua Maestà e ha assicurato oltre 4.000 posti di lavoro a MBDA nel Regno Unito generando risparmi per un valore di oltre 1,2 miliardi di sterline.

 

 

 

 

I LIBRI

 

 

I reportage di Georges Simenon in "Europa 33"

di Mauro De Vincentiis 

 

ROMA - E' un'Europa che sonnecchia sotto la neve, ma “scossa da bruschi e terrificanti sussulti”, quella dei primi mesi del 1933. Un'Europa malata, tanto che il medico che la ausculta e le fa dire “33”, ha un'aria preoccupata.

Georges Simenon non è un medico, non ha rimedi da prescrivere, ma ha il fiuto e la curiosità del reporter di razza. E non esita ad attraversarla, quell'Europa, dal Belgio a Istanbul, arrivando fino a Batum e concentrandosi prevalentemente sui “popoli che hanno fame”: quelli dell’ex impero zarista.

Ignorando le “cartoline illustrate” del continente negli anni tra le due guerre, Simenon – nella raccolta dei suoi reportage (“Europa 33”, Ed.Adelphi) – offre al lettore una preziosa testimonianza in diretta, fatta di immagini, episodi, annotazioni, dialoghi, scenari, alcuni dei quali, trasfigurati, torneranno nella sua narrativa. Preziose anche le fotografie che scatta, durante i viaggi, riportate nel volume. Immagini che documentano l’interesse di Simenon a stanare “l’uomo nudo” e mostrarlo, come farà poi nei suoi romanzi: dallo studio di Trockij sull'isola di Prinkipo al mercato di Odessa; dal dormitorio dei poveri di Varsavia agli alberghi di lusso delle capitali europee, popolati di stravaganti banchieri, ricche dame annoiate, avventuriere e sagaci portieri.

Simenon reporter è un “cane da presa”. Scopre miserie che nascondono altre miserie, più gravi. Rovista, scava, interroga. Per la critica, il giornalismo di Simenon è “carbone gettato a palate nella locomotiva della letteratura: assume spessore solo se letto alla luce dei suoi tanti capolavori”.

A sedici anni, Simenon cominciò a scrivere per la “Gazette de Liège”. Terminata la gavetta, ebbe successo con romanzi e racconti popolari, a Parigi, dove si era trasferito. Fra il 1931 e il 1937, tornò ai reportage. Gli articoli di “Europa 33” furono pubblicati dal settimanale illustrato “Voilà”.

Georges Simenon, nato a Liegi in Belgio nel 1903 e morto a Losanna in Svizzera nel 1989, raggiunse la fama mondiale con il personaggio del Commissario Maigret, tradotto poi in decine di lingue. Un personaggio che l'industria cinematografica europea ha immortalato in tantissimi film di successo.

 

 

 

 

LE MOSTRE 

 

Alighiero Boetti e il sodalizio con Salman Ali

di Stefania Parmeggiani

 

ROMA - «Capo se ne è andato, ma io non smetto di parlare con lui». Salman Ali si rivolge alla fotografia di Alighiero Boetti appesa alle sue spalle. Non sorride, nessuna enfasi. Lo dice e basta: «Questa notte è venuto a trovarmi. I suoi occhi non saranno mai completamente chiusi». C’è qualcosa tra loro, qualcosa che ha avuto inizio negli anni Settanta in Afghanistan e continua oggi, molti anni dopo la morte dell’artista, figura cardine dell’Arte Povera e Concettuale, genio del Novecento che il 16 dicembre scorso avrebbe compiuto ottant’anni.

Ali compare in decine di fotografie: è a Roma nello studio del Pantheon e in quello di Trastevere, a Vernazza con Agata e Matteo bambini o a Quetta con Giordano, l’ultimo figlio di Boetti, in giardino nella casa di Romazzano (Todi) con Annemarie, la prima moglie del maestro, in ginocchio sopra una delle Mappe. È in Afghanistan e a New York, al Centre Pompidou e alla Biennale di Venezia accanto a Giulio Andreotti.

Il suo volto, così come la sua presenza silenziosa, sono una costante nella biografia dell’artista eppure, nonostante le decine di richieste che gli sono arrivate nel corso degli anni, Ali non aveva mai parlato. Diceva che non riguardava nessuno, che era una cosa tra lui e Capo, che le parole non erano necessarie anche perché loro avevano sempre comunicato in altro modo, con gli occhi. Fino a quando a chiedergli di condividere i ricordi non è stata la sua famiglia.

 

Nasce così l’autobiografia Salman AliGhiero Boetti, edita da Forma per Tornabuoni Arte, che ospiterà la collezione privata di Salman Ali, 30 opere regalategli da Boetti a testimonianza della loro lunga e profonda amicizia. La mostra, dato lo stato di emergenza in cui è precipitata l’Italia, è stata rinviata a gennaio, ma Ali ha accettato ugualmente di farsi intervistare: Roma, sede della fondazione Alighiero e Boetti, al suo fianco Agata, figlia dell’artista. È arrivata da Parigi, dove vive, per aiutarlo a riannodare i fili di questa lunga storia iniziata a Kabul.

1973. Boetti ha già aperto il One Hotel, un albergo di undici stanze, un ristorante e un giardino dove i viaggiatori stranieri si fermano a bere chai (un tè speziato) e fumare hashish sotto un pergolato di uva. Si firma Alighiero & Boetti, sdoppia il suo nome e affida le idee a innumerevoli mani che tessono arazzi. Ali è figlio di un contadino di Jaghori, un villaggio Hazara. Il suo destino sembra già scritto: per quanto l’Afghanistan sia ancora un paese in pace, attraversato da hippie e grandi viaggiatori, per lui è impossibile frequentare l’università o ottenere un ruolo importante in città. Gli Hazara sono da sempre contadini o servitori. Viene assunto all’One Hotel per preparare il chai e il Nescafè. Conosce così Boetti, che «non faceva il turista e nemmeno l’afgano, era solo lui».

Un giorno lo accompagna da Fatima e Abiba, le ricamatrici. «Il primo lavoro che ho visto è stato il disegno delle Mappe, il planisfero». Sa che la terra è rotonda, conosce il nome dei paesi confinanti con l’Afghanistan, ma niente più: «Mi chiedevo cosa fosse quella grande macchia rossa: la Russia!». Anche le ricamatrici non si fanno domande: «La forma dell’Italia, una lettera o un fiore non faceva differenza, seguivano le istruzioni». In Occidente quel procedimento solleva dubbi: dove finisce l’artigianato e inizia l’arte? Un giorno, parlando di religione, Ali dice che nell’Islam si può pagare qualcuno perché vada alla Mecca al tuo posto. Boetti risponde che è lo stesso per le sue opere e dopo neanche sei mesi gli chiede di raggiungerlo a Roma, per vivere insieme ad Annemarie e ai figli Matteo e Agata.

«Ho dovuto imparare tantissime cose: a mangiare a tavola con il coltello e la forchetta, a entrare in una casa senza togliermi le scarpe, a usare la lavatrice, a prendere l’autobus. All’inizio andavo a lavarmi al Tevere, sotto ponte Garibaldi. Non avevo capito che ci si lavava in casa, in bagno». E poi la televisione, il più incomprensibile dei misteri. «Annemarie invitò a casa sua un attore, Roberto Bisacco, e quando lo vidi nello stesso momento seduto con noi e nella scatola mi spaventai tantissimo». Ali si occupa dei bambini, della spesa, cucina il riso kabuli e prepara il chai. Soprattutto aiuta Boetti: «Spostavo quadri, temperavo matite, spillavo ricami, aprivo la porta, andavo dal falegname, alle poste, anche in banca perché avevo la firma sul suo conto».

Il ragazzo afgano si ritrova immerso in un mondo di artisti e intellettuali: Alba e Francesco Clemente, Mario Schifano, Marco Bagnoli, Mariangela De Gaetano, Guido Nati, Guido Fuga, Piera e Giorgio Colombo, Giovan Battista Salerno, Achille Bonito Oliva, Sol LeWitt e tanti altri. Vede tutto, non giudica mai. «Sapevo quanti problemi avesse con la droga, quella porcheria, ma non ne ho mai parlato. Non c’era bisogno. Solo ogni tanto, quando mancava l’hashish, mi mandava da Mario (Schifano) o da Mariangela a prenderlo ma niente di più. Mi aveva insegnato a tenerlo in mano, in modo tale che se mi avesse fermato la polizia potevo buttarlo velocemente a terra. Alla fine vedevo e capivo quando Alighiero stava male e sapevo cosa fare. Me ne occupavo da solo, non riguardava nessun altro».

Per ventitré anni sono l’uno l’ombra dell’altro: «Un giorno eravamo a Vernazza, nelle Cinque Terre. Io mi ero allontanato per vedere il mare, volevo capire come fosse fatto. Entrai in acqua perché era molto gradevole e all’improvviso non toccavo più, stavo affogando ma Alighiero mi tirò subito fuori, mi aveva seguito per paura che mi avvicinassi al mare senza conoscere i suoi pericoli». Ali parla di una bella vita con una bella famiglia. Nel 1979 torna a Kabul con Alighiero: lo aiuta a gestire i contatti per la produzione degli arazzi e rivede il padre. Sono passati appena sei anni e l’Afghanistan è molto cambiato. «La guerra stava arrivando. Io ero preoccupato, Alighiero disperato. Annemarie gli disse di tornare immediatamente, io dovevo aspettare per fare il visto ma chiusero le frontiere e per me fu impossibile partire».

Dopo due anni con un autobus non ufficiale raggiunge l’Iran e qui grazie a un contatto di Boetti con l’ambasciata italiana riesce a tornare in Italia. Boetti nel frattempo ha avuto un gravissimo incidente stradale, è in ospedale a La Spezia. «Tutto rotto e ingessato, non stava bene né con il corpo, né con la testa. Aveva molto male ed era molto triste. Iniziai a occuparmi di lui prima in ospedale, poi a casa. Non c’era più la famiglia, eravamo solo noi due, sempre insieme, senza parlare».

Lavorano e aiutano come possono la resistenza afghana: «Un giorno inviammo sulle montagne del Panjshir, ai soldati di Massoud, tremila paia di scarpe». Nel 1990 quando Alighiero si risposa Ali è al suo fianco: «Quando è nato Giordano mi sono occupato di lui come avevo fatto con Agata e Matteo. Ero felice. Capo mi disse che non dovevo più restare solo, che dovevo sposarmi e così tramite la mia famiglia conobbi Fatima». Quella che sarebbe diventata la madre dei suoi due figli arriva da Kabul a Roma nel 1994, pochi mesi prima che Boetti muoia: «Era sicuro che avrei avuto una bella vita con lei e così è stato». Si commuove pensando all’ultima Pasqua passata insieme, al pranzo con tutte le persone care: i figli, Annemarie, gli amici di sempre. «Anche se Capo ha chiuso gli occhi, la mia famiglia è sempre la sua». Agata sorride: «Finalmente Salman parla, a settantadue anni è giusto che sia lui a raccontare questa storia». Ali guarda di nuovo la foto di Boetti: «Un giorno torneremo tutti insieme in Afghanistan, disperderemo le sue ceneri nei laghi di Band-e-Amir, nella valle di Bamiyan, dove sorgevano le statue dei Buddha».

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(Stefania Parmeggiani - La Repubblica)

 

 

 

 

L’ EVENTO

 

IL VIAGGIO DI LAWRENCE IN SARDEGNA. PER UN ANNO SULLE TRACCE DELLO SCRITTORE

 

CAGLIARI - Lo spirito del viaggio in Sardegna di D.H.Lawrence rivive sul binario del Trenino Verde.  Cento anni fa, infatti, lo scrittore inglese con sua moglie Frieda era in treno tra Mandas e Sorgono ad ammirare dal finestrino i paesaggi del Sarcidano Barbagia di Belvì e Mandrolisai. Impressioni riportate in ‘Sea and Sardinia’  racconto-reportage del suo soggiorno nell’Isola. La ricorrenza sarà celebrata nel 2021 con il progetto di promozione del territorio ‘In viaggio con Lawrence’, tra convegni, manifestazioni, eventi, itinerari ferroviari.

 

“La coppia Lawrence rappresenta oggi il prototipo del turista che noi tutti vorremmo: viaggia in inverno, verso l’interno, usando mezzi pubblici, treno e corriere, quindi forme di mobilità sostenibili, con spirito di avventura e curiosità”, ha detto Roberto Neroni, amministratore unico di Arst, l’azienda di trasporti che gestisce il Trenino Verde.

 

“Cent’anni dall’avventura di Lawrence non potevano passare inosservati: questa storia autentica fa viaggiare nel mondo l’immagine di una Sardegna da scoprire tutto l’anno grazie a un testimonial d’eccezione come lo scrittore inglese”, ha detto Gianni Chessa, assessore regionale al Turismo.

 

La ricorrenza cade nell’anno Europeo delle ferrovie.  Coincidenza felice per la promozione di un turismo lento e sostenibile e per la valorizzazione dei 438 km dell’antica ferrovia sarda a scartamento ridotto, la più lunga d’Italia. Il fitto carnet di eventi, che in parte slitteranno a causa del Covid, ha preso il via con la messa in posa di una targa nella stazione di Mandas, per ricordare il soggiorno di Lawrence nella cittadina della Trexenta. In programma anche passeggiate tra le vie di Cagliari con figuranti in abito d’epoca e letture di brani di Lawrence.

Il progetto prevede una serie di iniziative mirate: dalla riapertura del Museo delle Ferrovie a Monserrato alla valorizzazione della stazione e della storica e autentica Officina di Tempio Pausania (1888), oltre a tante manifestazioni che coinvolgeranno gli enti locali per trasformare ogni singola tappa in una meta di turismo esperienziale.