LA IATA ATTACCA LE PRIVATIZZAZIONI DEGLI AEROPORTI

di Gianni Dragoni

 

ROMA - Le privatizzazioni “non sono una soluzione” per lo sviluppo degli aeroporti necessario ad accompagnare la forte crescita del traffico aereo commerciale. Anzi, possono peggiorare la situazione. L’allarme è stato lanciato da una voce autorevole, Alexandre de Juniac, il grand commis francese che è stato amministratore delegato di Air France-Klm e ora è direttore generale della Iata.

De Juniac ha parlato di “sfida delle infrastrutture” (“infrastructure challenge”) e sottolinea che la forte crescita del traffico aereo _ quest’anno per la prima volta verranno superati i 4 miliardi di passeggeri _ viene ostacolata dalle insufficienti infrastrutture. Il problema riguarda sia i cieli, i sistemi di navigazione per il controllo del traffico aereo (“il cielo unico europeo è frenato da piccoli interessi nazionali”), sia gli aeroporti, la cui capacità è insufficiente.

Scarsa offerta di slot

“Le infrastrutture aeroportuali non sono costruite con una velocità sufficiente per tenere il passo della crescita. E’ per questo _ ha detto de Juniac _ che gli slot aeroportuali sono così importanti. La scarsa offerta significa che il coordinamento è critico. Circa due terzi degli aeroporti che hanno bisogno di un coordinamento degli slot sono in Europa. E ci sono colli di bottiglia in giro per il mondo _ Sydney, Bangkok, Manila, Jakarta, Mumbai, Città del Messico, New York (nella foto in alto l’aeroporto Jfk, Ndr), San Paolo _ per fare solo alcuni nomi”.

I trucchi delle compagnie

Il d.g. della Iata ha chiesto ai governi di assegnare la scarsa capacità negli aeroporti “in maniera efficiente”, utilizzando i “criteri globali”. Il problema è che molte compagnie proteggono anche gli slot che non utilizzano, negli aeroporti più congestionati, anche se non fanno voli, con vari stratagemmi.

Il trucco più utilizzato per non perdere gli slot è far ruotare i voli nel corso di una stagione, cambiando orario, per rispettare il criterio dell’utilizzo all’80% per stagione che fa salvo lo slot (per esempio Alitalia lo fa da anni a Linate e Fiumicino), ma c’è anche l’affidamento ad altre compagnie legate da accordi commerciali o code sharing. Questro crea una barriera a chi vuole entrare in uno scalo congestionato per fare nuovi voli.

Appello ai governi

De Juniac ha chiesto ai governi di “essere prudenti” prima di fare le privatizzazioni: “Se pensate che privatizzare gli aeroporti sia un modo di finanziare la loro crescita siate prudenti; imparate dagli errori del passato; proteggete questo importante bene nazionale con una regolamentazione blindata che dia la priorità all’interesse nazionale. Per dirla senza peli sulla lingua, non abbiamo visto una privatizzazione di un aeroporto che abbia pienamente soddisfatto le aspettative. E i nostri associati sono molto frustrati, non ne possono più”.

Gli scali migliori “sono in mano pubblica”

Gli aeroporti che creano maggiori problemi “non sono in Europa, ci sono casi in Australia, in Sud America” e gli altri citati sopra, ha detto de Juniac. “E’ un dato di fatto che gli aeroporti ai primi 5 posti nelle classifiche internazionali per la qualità dei servizi sono tutti in mano pubblica“, ha aggiunto, facendo questo elenco: “Seul Incheon, Hong Kong, Dubai, Amsterdam, Shanghai“.

Una domanda per Benetton e Castellucci

Il principale aeroporto italiano, Roma Fiumicino, è stato privatizzato da anni. E’ controllato dalla famiglia Benetton, attraverso il gruppo autostradale Atlantia, un’altra privatizzazione controversa.

Chissà cosa ne pensano delle critiche di de Juniac l’a.d. di Atlantia Giovanni Castellucci e il numero uno del gruppo Edizione, Gilberto Benetton. Giriamo loro la domanda. Ci risponderanno?

(Gianni Dragoni - www.poterideboli.it - Il Sole 24 Ore)

 

 

 

 

ALITALIA: ARRIVA LA NUOVA APP PER PAGAMENTI E CHECK-IN

ROMA - È già scaricabile su Google Play Store e Apple Store la nuova release dell’app di Alitalia. L’applicazione è stata migliorata con ulteriori funzionalità, pensate per semplificare e velocizzare la user experience, ottimizzando i processi di acquisto e check-in.

In particolare One click Payment permette di memorizzare i dati della carta di credito con cui si acquistano i biglietti in modo da semplificare le transazioni.

Check-in Ready consente invece ai clienti di essere avvisati, attraverso notifiche ‘push’ i momenti in cui sarà possibile effettuare il check-in per un volo memorizzato nella sezione ‘I miei voli’.

I soci MilleMiglia, inoltre, una volta inserite le credenziali nella sezione ‘I mille voli’ potranno consultare tutti i voli a prescindere dal canale di vendita usato per l’acquisto (comprese le agenzie di viaggi). Entro Natale il vettore prevede di lanciare un’ulteriore release, più orientata all’utilizzo tramite smartwatch e che sperimenterà l’utilizzo della realtà aumentata

 

 

 

SCIOPERO RYANAIR IL 15 DICEMBRE: SARÀ DIFFERITO?

ROMA - “Ci aspettiamo che anche quest’ultimo sciopero minacciato sia differito o cancellato”. Lo ha detto Robin Kiely, portavoce di Ryanair, a proposito dello sciopero dei suoi piloti e controllori annunciato da alcuni sindacati italiani – Anpac e Fit-Cisl – per il 15 dicembre.

Ryanair fa anche sapere che i due sindacati rappresentano i dipendenti di Alitalia e non hanno “alcun ruolo” nella compagnia di diritto irlandese. Lo sciopero, il primo nella storia della compagnia, era stato inizialmente previsto per il 10 novembre. Intanto, fuori dall’Italia, i piloti in Irlanda, Spagna, Germania, Svezia, Portogallo e Irlanda hanno formato dei comitati nelle scorse settimane per spingere a favore della contrattazione collettiva nella compagnia.

 

 

 

 

SPINTA MALDIVIANA PER ETIHAD AIRWAYS

LONDRA - Dal 15 giugno 2018, Etihad rinforza sulle Maldive portando a 11 i collegamenti settimanali. I voli saranno operati con l’A320 a due classi, che offre 16 poltrone in business class e 120in economy. I servizi aggiuntivi saranno operativi lunedì, venerdì, sabato e domenica.

La compagnia di Abu Dhabi ha introdotto la rotta nel novembre 2011 e da allora ha trasportato oltre 550 mila passeggeri.

 

 

 

EMIRATES: ENTRA IN SERVIZIO IL BOEING 777-300
DUBAI - E’ entrato in servizio il nuovo Boeing 777-300er di Emirates, dotato di suite private completamente richiudibili in prima classe e cabine rinnovate in business ed economy. Dopo il debutto al Dubai Airshow, il primo 777-300er il vettore ha operato la rotta Dubai a Bruxelles. Il primo volo EK183 è atterrato a Bruxelles il 1 ° dicembre con 288 passeggeri a bordo e le cabine di prima classe sold out. Dopo l’atterraggio, Emirates ha organizzato delle visite guidate per fornire ai suoi partner commerciali, aeroportuali e ospiti vip uno sguardo sui servizi innovativi che la compagnia aerea offre in tutte e tre le classi.

 

 

 

 

PRIMO AIRBUS A350 ALIMENTATO CON BIOCARBURANTE PER CHINA AIRLINES

PARIGI - China Airlines, con sede a Taiwan, è diventato il secondo vettore a unirsi al programma di Airbus finalizzato a utilizzare una miscela di carburante tradizionale e biocarburante sostenibile per effettuare i voli di consegna dei propri aeromobili.

L’aereo oggetto dell’iniziativa è stato il decimo A350-900 destinato a China Airlines, che ha lasciato oggi il centro di consegna di Tolosa con destinazione la sua nuova base di Taipei e con, nei serbatoi, una miscela contenente il 10% di biocarburante.

L’opzione dell’utilizzo di carburante sostenibile per i voli di consegna è stata sviluppata da Airbus in collaborazione con Air Total, la filiale per il settore dell’aviazione del gigante francese dell’energia. Per lo stoccaggio di questo prodotto che rispetta l’ambiente, Air Total ha costruito la prima stazione di biocombustibili vicino al centro di consegna di Airbus di Tolosa. In totale, dalla costruzione del centro, avvenuta nel maggio 2016, a oggi, Airbus ha consegnato 21 aeromobili.

China Airlines è orgogliosa di ricevere il primo aeromobile alimentato parzialmente da biocarburante sostenibile”, ha dichiarato Ho Nuan-Hsuan, Chairman di China Airlines. “Questo evento riflette il nostro impegno di ridurre in maniera decisa l’impatto dell’aviazione sull’ambiente e di far parte dei vettori pionieri in quanto a utilizzo di fonti di carburante alternative. Grazie agli A350 XWB presenti nella nostra flotta stiamo già riducendo considerevolmente la nostra impronta di carbonio e siamo felici di proseguire in questa direzione attraverso l’utilizzo di nuovi biocarburanti”.

Siamo molto lieti di accogliere China Airlines all’interno del nostro programma di carburanti sostenibili”, ha dichiarato Frédéric Eychenne, Head of New Energies di Airbus. “La consegna effettuata oggi mostra ancora una volta che i biocarburanti sono oggi una realtà. Ci stiamo dirigendo verso un utilizzo regolare di nuove fonti di energia sostenibile nel nostro settore, per contribuire a rispettare gli impegni presi da parte della comunità dell’aviazione civile internazionale”.

Oltre a Tolosa, Airbus cerca anche di proporre l’opzione di utilizzare biocarburanti per i voli di consegna in partenza dai siti di Amburgo e di Mobile, negli Stati Uniti. Le prime consegne in partenza da questi siti sono previste per il 2018. L’opzione sarà in seguito disponibile anche dal sito di Tianjin, in Cina.

A riprova del forte impegno nei confronti dell’ecoefficienza, Airbus è stato il primo costruttore di aeromobili a offrire ai propri clienti un’opzione di consegna degli aeromobili nuovi con una miscela di carburanti sostenibili. Nell’ambito della strategia ambientale a livello globale, Airbus desidera proseguire gli sforzi in collaborazione con tutti gli stakeholder nel settore dei biocarburanti.

 

 

 

 

AMADEUS: ACCORDO CON 15 VETTORI IN MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA

LONDRA - Amadeus ha siglato un accordo con 15 vettori dell’area mediorientale e nordafricana per servizi distributivi. L’accordo ha una durata decennale e riguarda un bacino di passeggeri che nel 2016 contava 110 milioni di utenti.

L’accordo è stato condotto a termine in collaborazione con l’Arab Air Carriers Association. Partendo dal dato relativo al 2016, la stima è di servire un bacino di un miliardo di passeggeri nei prossimi 10 anni. L’accordo deriva da un precedente contratto decennale con 13 compagnie aeree dell’area, siglato nel 2008.

 

 

 

 

ESRI E AIRBUS INSIEME PER LE ANALISI GEOSPAZIALI

di Filomena Fotia

 

ROMA - Esri, azienda leader mondiale nell’analisi dei dati geo spaziali, ha siglato un accordo con Airbus Defense and Space, che prevede l’integrazione del GIS (Geographic Information System) con la missione di Airbus di utilizzare creatività e innovazione per affrontare le enormi sfide economiche, sociali e ambientali del pianeta.

L’accordo, che ha dimensioni globali e coinvolge tutti gli affiliati di Airbus Defense e Space, include numerosi integrazioni per consentire l’utilizzo completo della piattaforma ArcGIS di Esri da parte del colosso europeo dell’aereospazio, che utilizza la tecnologia Esri ormai già da 26 anni.

Si prevede che la portata di questo accordo vada ben oltre l’uso che oggi Airbus Defence and Space fa dei sistemi informativi geografici“, afferma Greg Buckman, responsabile delle attività di intelligence di Airbus Defense and Space nel Nord America. “L’accesso a livello Enterprise alla piattaforma ArcGIS fornirà nuove e più veloci funzionalità di analisi spaziale attraverso servizi Web per supportare le iniziative chiave di Airbus, offrendo possibilità di riduzione dei costi e maggiore rapidità nella commercializzazione, migliorando inoltre funzionalità cruciali e trasversali a molti settori, su base globale“.

Esri condivide questa visione ed è pronta a supportare Airbus Defense and Space attraverso l’implementazione di ArcGIS Enterprise“, ha dichiarato Lawrie Jordan, direttore Imagery and Remote Sensing di Esri. “Disporre di una piattaforma GIS completa è vitale per organizzazioni come Airbus Defense e Space, che operano su scala globale e per le quali la consapevolezza geografica è un elemento fondamentale“.

(Filomena Fotia - Meteoweb)

 

 

 

 

L'AEREO KC-46A TANKER USAF COMPLETA IL PRIMO VOLO

WASHINGTON - Il primo aereo KC-46A tanker che sarà consegnato all’Usaf (Us Air Force) il prossimo anno ha completato con successo il suo primo volo ed i test aerei, decollando da Paine Field alle 10:32 am Pst di ieri ed atterrando circa tre ore e mezzo dopo.

Durante il volo, i piloti Boeing addetti ai test hanno portato il tanker ad un’altitudine massima di 39.000 piedi ed hanno effettuato i check operativi sui motori, i flight control ed i sistemi ambientali, come da requisiti di volo approvati da Federal Aviation Administration (Faa). Il team ha anche condotto un’ispezione post-volo e calibrato la strumentazione di bordo.
Ad oggi, quest’ultimo tanker è il settimo velivolo del programma KC-46 a volare. I sei precedenti sono stati utilizzati per test e certificazione e finora hanno completato 2200 ore di volo ed oltre 1600 “contatti” durante i voli di rifornimento con aerei F- 16, F/A-18, AV-8B, C-17, A-10, KC-10 e KC-46.
Il modello, derivato dall’aeromobile commerciale 767, viene costruito nello stabilimento dell’azienda ad Everett. L'industria attualmente è sotto contratto per i primi 34 di 179 tanker ordinati da Usaf.
Il KC-46A è un tanker multiruolo in grado di rifornire tutti i velivoli alleati e della coalizione militare con procedure di rifornimento aereo internazionali e può trasportare passeggeri, cargo e pazienti.

(Avionews)

 

 

 

 

 

E' PRONTO IL CALENDARIO 2018 DELL'AERONAUTICA MILITARE

ROMA - “Un unico, grande Stormo al servizio del Paese”, questo lo slogan che accompagna il Calendario 2018 dell’Aeronautica Militare, presentato a Palazzo Aeronautica alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Domenico Rossi, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli e di numerosi ospiti.

Dodici mesi per dodici storie di vita aeronautica, ciascuna illustrata da quattro fotografie in cui vengono messe in evidenza le tante anime, le tante emozioni e le tante professioni che rappresentano l’Aeronautica Militare. Una storyboard di 48 fotografie e di brevi testi che descrivono la vita di tutti i giorni nelle basi, negli uffici, nelle sale operative, sugli aeroplani, sia in Italia che all’estero.

Un calendario da leggere, non solo da guardare, dove non mancano le suggestive immagini degli aeroplani ma che pone in primo piano gli uomini e le donne che compongono la famiglia in uniforme azzurra, cittadini in divisa che operano ogni giorno e ogni notte al servizio del Paese.

Abbiamo voluto dare voce a quegli uomini e a quelle donne che hanno fatto questa scelta coraggiosa e che, giorno dopo giorno, contribuiscono ad arricchire il patrimonio di valori di un’Aeronautica Militare fiera di servire l’Italia con generosità e orgoglio”, queste le parole pronunciate dal gen. Vecciarelli, che in conclusione ha ribadito come il “senso del dovere, lo spirito di servizio, la solidarietà, la generosità, la lealtà e il coraggio siano i valori che contraddistinguono l’essere militare, l’essere aviatore, uomini e donne pronti a dare la vita per il bene comune del Paese”.

Nei dodici mesi del Calendario viene documentata l’attività che l’Aeronautica Militare svolge tutto l’anno, 24 ore al giorno: dalla sorveglianza e la difesa dello spazio aereo ai trasporti sanitari di urgenza, dall’impegno nelle operazioni militari all’estero all’addestramento del personale in Italia.

 

 

 

 

 

I  LIBRI  

TORNA EMANUELE BISSATTINI CON "BLU32"

di Michele Sabatini

ROMA - Blu32, il secondo libro di Emanuele Bissattini, edito da Robin Edizioni nella collana Biblioteca del Vascello, è un romanzo che sembra un incontro di pugilato. Ne ha le tempistiche. La lettura permette di immaginare l’azione come scadenzata dal gong dei round, dal conteggio dell’arbitro al momento in cui si finisce al tappeto, dai tentativi per il prendere il tempo al proprio avversario e portare i colpi.

blu32 è un film dal montaggio destrutturato. È una sceneggiatura che va a caccia della storia da raccontare avanti/indietro sulla linea del tempo. La rilegge da punti di vista affini ma diversi, ogni volta volontariamente togliendo o aggiungendo qualcosa.

blu32 è una storia di accumulo e sottrazione ambientata a Roma in giorni che sembrano i nostri, con personaggi che potremmo aver sfiorato più volte sui marciapiedi. Con discorsi che avremmo potuto intercettare facilmente in un bar e dovuto dimenticare alla stessa velocità, semplicemente per non avere problemi.

È una storia di amicizia, di malavita, di detenzione. A suo modo di riscatto, quasi una sublimazione della colpa, per un’espiazione della pena che assume i connotati del sacrificio. È una storia che convive e scavalca il senso del limite. Densa. Viva. Zeppa di esistenze in cerca di riscatto, da fallimenti, scelte arrischiate, posti sbagliati in momenti sbagliati. Senza che crediti e debiti siano mai pareggiati.

Tre amici, un’adolescenza vissuta insieme sulla strada, per una vita adulta che riconosce nella criminalità l'unica possibilità di svolta. Entrare nel grande giro, quello che conta nel quartiere. Entrare in batteria. Lavoretti sporchi in preparazione dell’occasione, quella vera che ti cambia la vita e la cambierà, ma non nel modo desiderato.

Sempre insieme, anche se qualcuno di caro ci è finito in mezzo ed incolpevole ci ha lasciato. Insieme in carcere, affrontando di comune accordo un sistema detentivo sperimentale, per ritrovarsi uno contro l’altro. Senza la possibilità di riconoscersi boia o carnefice. Chi è guardia e chi carcerato.

Riconoscere. Non è possibile riconoscere qualcuno se si è accettato di sottoporsi ad un programma di cancellazione e riprogrammazione della memoria. Non si può identificare una persona se il suo ricordo è cancellato, anche se è stato un amico fraterno. Non lo può fare chi – per una scelta che non rammenta - ha deciso di scontare la propria pena passando dall’altra parte della barricata e si è ritrovato a rimodellare menti altrui per mestiere.

Eppure sempre insieme, nel prendere pian piano coscienza del proprio passato, nel ricordo di ciò ch’è stato, fino alla riscoperta di ciò che è stato deciso insieme. Un atto condiviso. Scelto e voluto. Più forte del dramma.

Ed allora, solo allora. Accorgersi di avere un’unica soluzione. Un’ultima decisione da prendere in solitudine per tutti. In nome dell’amicizia accelerare la fine della corsa, quella propria e dei propri compagni. Senza pretendere redenzione. Inseguendo soltanto la liberazione.

A CHI SI RIVOLGE - blu32 è un libro di atmosfere. Roma ne è la protagonista ingombrante e silenziosa. Romani sono i personaggi. Parlano e pensano in “romano” anche quando si esprimono in italiano. Ma non è una Roma da cartolina, bella tanto da essere a portata di turista. È una città vista di riflesso, che non tutti sono in grado di cogliere. Una città che si scopre trasfigurata, nel momento in cui cerca di specchiarsi in se stessa.

È una città senza tempo, senza pioggia, senza luce. Senza giorno o notte. Vive sempiternamente un istante che non passa. Consuma drammi di quartiere e si scopre ancora proletaria. Con i debiti che trovano nella delinquenza un’opportunità di ristoro a buon mercato. Con la periferia che non respira neanche quando dorme, nemmeno troppo scocciata dall’essere stata da tutto e tutti dimenticata. Un luogo che è anima e sangue. Strada. Codice morale e immorale. Saturazione.

blu32 è una colonna sonora, con il testo che di volta in volta suggerisce i brani da mettere in rotazione. Un ambiente fatto di marche, usi, costumi e arredi urbani. Quasi che la vita di strada ed il confronto diretto con l’altro - fatto irrevocabilmente a muso duro - siano la sola agenzia di socializzazione rimasta. Od almeno l’unica degna d’essere riconosciuta.

blu32 è un libro evocativo, che strizza l’occhio alle opere di genere più recenti e celebrate (es. Romanzo Criminale, ACAB, Suburra, Non essere cattivo, etc), per nutrirsene e reinventarne a suo modo il filone. Si innesta in un mood collaudato, lo cavalca per quel che può e lo rilegge dalla sua prospettiva. Quasi consapevole di quanto la sua storia sia sfacciata e irrispettosa degli archetipi, tanto da aprirsi a scenari che a qualcuno potrebbero suggerire suggestioni fantascientifiche.

blu32 è un libro sporco, popolare, sbagliato, ruffiano tanto da essere ingenuo e non avere il coraggio di essere “paraculo” fino in fondo. È talmente verosimile da sembrare autentico e per questo in definitiva vero. È fiction signori, di quella buona, italiana. Narrativa di genere capace di intrattenere. Scrittura visuale. Immagini e dialoghi serrati. Botta, risposta e azione.

blu32 piacerà a chi ha scoperto o riscoperto Roma dalle riletture letterarie o cinematografiche che ne sono state fatte in questi ultimi anni, ma anche a chi non sì è accontentato ed ha provato a reggerne lo sguardo. A chi ha imparato ad osservarla di sbieco. A chi è andato oltre la normalità del menefreghismo e non ha provato paura di fronte a ciò che rimane di là dalla marginalità. Forse piacerà anche a chi ama Philip K. Dick.

blu32 piacerà a chi ama il cinema come svago, a chi combatte in palestra, a chi va in moto senza sfoggiarla soltanto agli aperitivi alla moda. Piacerà a chi rinuncerà a sofismi o a leggervi chissà quali dietrologie, perché in fondo si tratta soltanto di una storia che vuole essere raccontata. A suo modo divertire. Provare a fare dell’intrattenimento cercando di essere non banali.

LA SCRITTURA - blu32 è un libro ben scritto. Lo stile è veloce, conciso. La scrittura è visiva, le scene raccontate sembrano coreografate. I dialoghi sono sequenze di cazzotti presi in faccia, sprigionano intuizioni a ritmo sostenuto.

Scritto e pensato in lingua italiana, utilizza talvolta espressioni e modi di dire di chi vive a Roma, senza sforare nel dialetto romanesco. Tutto può essere definito come un’inflessione verbale che, facendo parte di un background affermato, è già sedimentata nell’immaginario collettivo. Quasi un luogo dell’anima.

L’obiettivo di descrivere l’azione tramite flashback e flashforward è raggiunto in modo esauriente. È svolto correttamente nel rispetto delle diverse prospettive dei vari personaggi che ne prendono parte.

A fine lettura il libro dà l’impressione di poter dare di più. La storia possiede potenzialità narrative tanto da far pensare alla concreta possibilità di un pronto adattamento sottoforma di sceneggiatura, che sia teatro, cinema o tv.

 

 

LE MOSTRE 

BEN VAUTIER TORNA AL BEAUBOURG

di Albert Ventura

PARIGI - A Ben Vautier, tra i più interessanti artisti del Movimento Fluxus, sarà dedficata la prossima retriospettiva del Beaubourg. Vautier, padre francese e madre italiana, è stato un artista innovativo e geniale, a suo tempo cooptato nel movimento Fluxus fondato da Maciunas e John Cage.Lee sue opere sono un "must" per gli appassionati dell'arte moderna

 

 

LE RIVISTE

"ELEMENTI" RIACCENDE IL DIBATTITO SULL'ENERGIA PULITA

ROMA - “La Commissione europea, nell'ambito del pacchetto sull'"Energia pulita per tutti gli europei", ha proposto di portare al 30% l'obiettivo 2030 in materia di efficienza energetica. L'obiettivo potrà creare 400.000 posti di lavoro, ridurre le importazioni di gas in Europa del 12%, far risparmiare 70 miliardi di euro di importazioni di combustibili fossili e ridurre i costi dell'assistenza sanitaria di più di 8 milioni di euro all'anno.”. Così Claudia Canevari, Vice-capo dell’Unità Efficienza Energetica della Direzione Generale Energia della Commissione Europea, nel suo intervento nell’ultimo numero di Elementi, house organ del gruppo Gestore dei Servizi Energetici, diretto da Romolo Paradiso e visibile sul sito www.gse.it.

Canevari si è detta convinta che la riduzione del 20% dei consumi di energia al 2020 sarà raggiunta e ha proseguito dicendo che: “le modifiche proposte dalla Commissione per le due direttive in materia di efficienza energetica favoriranno la competitività delle industrie europee, soprattutto nei settori che producono e forniscono materiali e tecnologie capaci di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, per via dell'atteso sviluppo del mercato pari a 23,8 miliardi di euro entro il 2030. Inoltre, tali modifiche legislative permetteranno la creazione di un mercato per la piccola e media impresa con un valore compreso tra gli 80 e i 120 miliardi di euro. Anche se bisognerà aspettare la fine del processo legislativo per godere appieno di questi benefici, molti vantaggi nascono dalla legislazione esistente”.

Ignazio Abrignani, Presidente dell’Associazione dei parlamentari per lo Sviluppo sostenibile e vice Presidente della Commissione Attività produttive della Camera, ha parlato dell’importanza della geotermia, sostenendo che: “è un'energia che si svilupperà nel nostro Paese con infrastrutture e tecnologia italiana. Di recente è stata lanciata anche quella 'a emissioni zero', assolutamente non inquinante”. Parlando dell’eolico, Abrignani ha detto trattasi di una fonte “assolutamente da perseguire e sviluppare ulteriormente, ma un aspetto fondamentale è quello del repowering, però dovremmo lavorare su sburocratizzazione e semplificazione degli iter autorizzativi”. Quanto all’eolico offshore, Abrignani sostiene che trattasi di una costruzione molto onerosa “per questo dovremmo cercare di realizzare un'incentivazione con una forma di detrazione fiscale molto forte, agendo comunque anche su altre forme di incentivazione”. Abrignani ha poi evidenziato l’importanza di arrivare presto a creare una strategia energetica europea sulla quale puntare altrimenti, dice “se ognuno fa solo il proprio, noi rischieremo sempre di rimetterci”.

 

Mons. Rafael García de la Serrana Villalobos, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ha affermato che lo Stato Vaticano “punta a diventare quello con il minor numero di emissioni possibili. Tuttavia, nonostante le innovazioni tecnologiche, rimangono ancora degli ostacoli e per affrontarli e risolverli tutti ci vuole ancora del tempo. Ma stiamo lavorando in questa direzione”. Sulla possibilità che anche altri Stati possano raggiungere i loro stessi obiettivi, Mons. Rafael García de la Serrana Villalobos si è detto ottimista: “siamo certi che altri Stati sono attualmente impegnati nel perseguire risultati importanti circa le emissioni zero attraverso delle politiche ambientali condivise. Stabilire dei percorsi comuni a livello normativo e quindi industriale, pensiamo sia una delle cose determinanti ai fini del raggiungimento di un risultato unitario per ridurre le emissioni nocive per l’ambiente. D’altra parte stiamo lavorando con Enti che operano anche in altri Paesi per raggiungere i medesimi risultati. In questo senso riteniamo che il Vaticano possa essere considerato un “laboratorio” di queste iniziative, per renderle poi applicabili a livello internazionale”. “Per andare verso un mondo migliore e più pulito”, ha prosegiuto Mons. Rafael García de la Serrana Villalobos “bisogna sollevare tante persone dalle precarie condizioni di vita e guardare a un futuro insieme, modificando il modello di sviluppo globale, così che la crescita sia per tutti, nessuno escluso. Ciò è espresso bene nell’Enciclica di Francesco Laudato Sì”, attraverso i concetti di “ecologia umana” e di “cittadinanza ecologica”,

 

Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, è del parere che occorra: “cambiare modo di produrre elettricità e aumentarne l’utilizzo per ridurre le emissioni di gas serra in ogni settore e attività.L’elettrificazione dei consumi è un processo già in corso che ritengo irreversibile. In effetti possiamo dire che si usa più elettricità per consumare meno energia. Questo produrrà effetti positivi per l’ambiente con meno inquinamento e emissioni di CO2; ed enormi trasformazioni nel trasporto, specie quello privato, e nel riscaldamento.”. Per Mori le sfide future principali riguardano la decarbonizzazione della generazione elettrica, l’efficienza energetica e lo sviluppo del vettore elettrico. “Il comparto termoelettrico”, afferma Mori, “sta affrontando una fase di grande cambiamento. Una trentina di centrali convenzionali non sono più attive e pronte a essere riconvertite ad altre attività economiche. Ma abbiamo anche il più moderno parco di generazione a gas naturale d’Europa. Eppure molti impianti fanno fatica a rimanere sul mercato per via del ristretto numero di ore di attività. Per questo riteniamo che “l’avvio del ‘capacity market’ costituisca una priorità per offrire la necessaria redditività a sistemi di generazione indispensabili a fornire flessibilità e coprire i picchi di richiesta di energia sulla rete”. Mori ha poi proseguito sostenendo che: “per arrivare agli obiettivi fissati al 2030 servono nuovi investimenti, recupero di siti in modalità ‘re-powering’, produzione rinnovabile decentrata di piccola taglia. Poi indirizzare le scelte di produzione e di investimento lungo l’intera filiera verso le tecnologie a più bassa intensità di emissioni; cosa che richiede un rafforzamento dell’Ets, un meccanismo che ancora risente di evidenti errori allocativi nella fase iniziale del suo sviluppo, ma che rappresenta un modello avanzato e orientato al mercato per valorizzare le esternalità ambientali. E ancora, il perseguimento dell’efficienza energetica, con ulteriori miglioramenti da raggiungere, aumentando la penetrazione elettrica, in particolare nei trasporti e nella climatizzazione. Si stima che per ridurre dell’80% le emissioni di gas climalteranti entro il 2050 la penetrazione elettrica dovrà passare dall’attuale 23% ad oltre il 50%”. Quanto alla mobilità elettrica, Mori dice: “i consumatori sono i protagonisti del mercato che si va disegnando in Europa grazie alla digitalizzazione delle reti e allo sviluppo di sistemi capillari e smart. Le imprese, per esempio, stanno lavorando intensamente su diversi fronti. Uno di quelli fondamentali è la mobilità elettrica, non soltanto per quanto riguarda i sistemi di ricarica, in particolare quelli ad alta potenza e velocità, ma anche nella prospettiva di un’integrazione dei mezzi elettrici come nodi di scambio d’energia connessa alla rete, ovvero come punti accumulo”.

 

Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, parlando della sua ultima creatura FICO Eataly World ha detto trattasi di “una palestra di educazione sensoriale al cibo e alla biodiversità, dove le meraviglie dell'agroalimentare e dell'enogastronomia italiana sono presentate e narrate dalla nascita nella terra madre fino all'arrivo nel piatto e nel bicchiere”. FICO, sostiene Farinetti, sarà dotato di “4 mila pannelli solari e un edificio passivo, e si impegnerà a minimizzare la produzione di rifiuti e il 100% di raccolta differenziata. FICO - Fabbrica Italiana Contadina- è “un luogo di produzione di valori”, prima che di prodotti. Un'iniziativa “contadina, intesa come pratica, pienamente connessa alla terra”. Quanto all’economia circolare, Farinetti ritiene che: “sta diventando l'asse portante di un rapporto più sano col mondo. Pensare che il cartone possa tornare cartone, il vetro ad essere ancora vetro, l’organico diventa humus e concime e la plastica si trasforma, ad esempio, nei carrelli per la spesa e tutto il poco ma necessario usa e getta sia realizzato in MaterBi mi fa credere che siamo davvero sulla buona strada. Le comunità contadine sono esempio di rispetto senza sprechi, d'altronde. Quindi, torneremo ad imparare dai contadini”.

 

Luca Cosentino, Direttore Energy Solution di Eni, ha dichiarato che “da quasi due anni Eni ha una divisione ad hoc per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Si chiama Energy Solutions. Ha in cantiere diversi progetti, soprattutto nel fotovoltaico ma non solo. Il primo kWh generato da fonte solare nell’ambito di questo progetto arriverà a inizio 2018. Poi ci sono le alghe per produrre bio-olio, il solare a concentrazione e l’eolico flottante. Tutto in collaborazione con la funzione Ricerca e Sviluppo di Eni. E senza incentivi”. Luca Cosentino ha poi affermato che: “i progetti di Energy Solutions, in particolare quelli fotovoltaici, sono concepiti per essere realizzati senza incentivi, quindi in grid parity. La possibilità di lavorare in autoconsumo sui nostri siti ci offre vantaggi aggiuntivi derivanti dalle configurazioni di rete esistenti (SEU/RIU) e dal risparmio sugli oneri di sistema, trasporto e dispacciamento”.

 

Massimo Bello, Presidente AIGET, parlando della fine tutela, prevista per il 2019, si è detto preoccupato per “l’effetto trascinamento. E mi domando, quei clienti che nel giugno 2019 non avranno cambiato il fornitore che fine faranno? Se rimarranno con il fornitore tradizionale, anche dopo il 2019 avremo un mercato concentrato, un oligopolio che toglierà dinamiche competitive a un mercato fatto da poce grandi aziende energetiche e da tante piccole imprese che hanno difficoltà a competere”. Alla luce di ciò, Bello vorrebbe un mercato “che oltre ai colossi abbia un buon numero di operatori di fascia media, al tempo stesso abbastanza grandi da sviluppare economie di scala e investimenti ma abbastanza piccoli da avere dinamismo e snellezza. Poi vorrei che ci fossero fornitori di nicchia, molto mirati, con politiche commerciali per i consumatori locali o per segmenti selezionati di clientela”. Ma per avere questo, dice Bello “bisogna favorire la pluralità dei fornitori, evitando appunto l’effetto trascinamento: da qui al 2019 bisognerà trovare i meccanismi per i consumatori incapaci di scegliere fornitore. Se i meccanismi come le aste sono state bocciati dalla politica, serviranno procedure competitive di altro tipo”.

 

Stefano Besseghini, Ad e Presidente di Rse, ha parlato dell’importanza di Mission Innovation (MI), un'iniziativa ha detto “globale che coinvolge ventidue Paesi oltre all'Unione europea: l’obiettivo è favorire e accelerare l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo (R&S) nel campo dell’energia per combattere i cambiamenti climatici. L’iniziativa, lanciata a fine 2015, punta a rendere disponibili le tecnologie e le soluzioni necessarie per avere sistemi energetici più efficienti, affidabili e sostenibili”. “In particolare”, ha proseguito Besseghini, “il progetto di Mission Innovation prevede sette sfide di innovazione “Innovation Challenges (IC)”, che rappresentano i principali settori tecnologici sui quali si concentrano gli investimenti di ricerca e sviluppo, con obiettivi a cui gli Stati aderenti si propongono di tendere. Le sette IC sono state lanciate alla COP 22 del 2016 e coprono l’intero spettro di ricerca e sviluppo - dai bisogni “early stage” ai progetti dimostrativi - e sono state sviluppate attraverso un processo collaborativo tra i diversi membri di Mission Innovation (in futuro potranno essere definite ulteriori Innovation Challenges, se di interesse dei membri di MI)”.