VESTAGER (UE): SIAMO VICINI A UNA DECISIONE SUGLI AIUTI DI STATO AD ALITALIA

 

BRUXELLES - Sull'Alitalia “siamo senza dubbio vicini a una decisione”: lo ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ai giornalisti. La commissaria ha spiegato che la questione degli aiuti di Stato “è complicata perché oltre agli aiuti c’è anche la questione delle compensazioni date ad Alitalia, come anche ad altri in difficoltà prima del Covid, perché anche se sei in difficoltà puoi essere colpito dalle misure restrittive dei governi e quindi deve esserci compensazione”.

Vestager ha poi chiarito che per Bruxelles “non c’è deadline per la costituzione di una new company, per noi è importante come lavora, se ci si trova in una situazione dove una società ha ricevuto aiuti di Stato che devono essere recuperati, andranno recuperati”.

“Non sta a noi decidere se deve esserci una nuova società o no, sta ad altri, noi abbiamo la responsabilità di dire se ci sono stati aiuti di stato o no, e se c’è una decisione negativa è nostra responsabilità farli recuperare perché se in un mercato alcuni possono avere aiuti ed altri no, abbiamo un problema di concorrenza”, ha concluso.

 

 

 

 

LE MAIRE: POSSO GARANTIRE LA SOPRAVVIVENZA DI AIR FRANCE

 

PARIGI - “Posso garantire la sopravvivenza di Air France, abbiamo deciso fin dall’inizio di supportare la compagnia e continueremo a farlo”: Bruno Le Maire, ministro delle finanze francese ha ribadito durante un’intervista a Bloomberg Tv l’impegno del governo nel continuare a sostenere la compagnia, duramente colpita dalle conseguenze della pandemia.  Nelle intenzioni anche quella di mantenere intatta la partnership con Klm, che ha portato sinora benefici per entrambi i paesi.

Il gruppo Air France-Klm ha già ricevuto oltre 10 miliardi di euro di sostegno governativo per fronteggiare questi mesi complessi in cui la domanda di viaggio è crollata drasticamente. L’auspicio attuale è quello che grazie all’arrivo dei vaccini – il cui annuncio nei giorni scorsi ha spinto le azioni delle compagnie aeree – i viaggi internazionali possano riaprirsi in modo significativo prima del previsto.

 

 

 

EGO AIRWAYS OTTIENE LA LICENZA ENAC, DEBUTTO NEL 2021

 

MILANO - Dopo la falsa partenza di ottobre ora Ego Airways è pronta a decollare nel 2021 da Milano Malpensa. La nuova compagnia aerea ha finalmente ricevuto nei giorni scorsi il certificato di operatore aereo da parte dell’Enac.

Era circa un mese che Ego Airways era in attesa del cosiddetto Coa per poter iniziare ad operare i primi voli in Italia dall’aeroporto varesino. Per Ego Airways è stata scelta la sigla EGW e la sede legale sarà a Piazzale Libia a Milano.

Il debutto ufficiale della compagnia, che opererà con aeromobili Embraer 190, è previsto nel 2021 anche se non è ancora stato comunicato quale sarà il network del vettore. Secondo le prime indiscrezioni, Ego Airways punterà sugli scali minori in Italia per voli a corto e cortissimo raggio.

 

 

 

BRUNINI (SEA): IL TRASPORTO AEREO ITALIANO RISCHIA PERDITE PER UN MILIARDO

 

MILANO - Armando Brunini amministratore delegato di Sea (Società di gestione aeroporti milanesi) ha fatto il punto sulla crisi pandemica e su quello che potrebbe attendere l’Italia dal punto di vista del trasporto aereo.

Brunini ha sottolineato come le perdite del comparto potrebbero superare il miliardo di euro, con un eventuale secondo lockdown nazionale destinato a “peggiorare la situazione”.

L’intero sistema sta soffrendo parecchio ed i tagli dei vettori aerei ne sono una chiara testimonianza; Brunini ha citato l’esempio della compagnia low-cost easyJet che dovrà ridurre a breve la propria flotta di aeromobili del 25% nel nostro Paese. Sono 1500 i dipendenti dell’aviolinea britannica attualmente in cassa integrazione in Italia e tutti costretti a seguire un meccanismo di rotazione che verrà sfruttato fino al marzo del 2021. 

Non è mancato un riferimento agli aiuti economici del Governo. Per l’amministratore delegato di Sea, “nel primo giro di ristori non siamo stati inclusi, ma ora abbiamo qualche speranza in più perché i messaggi che ci provengono dalle autorità sono di comprensione dello stato di crisi". Con la stagione invernale completamente saltata, si attende ora una riduzione del traffico aereo superiore ai 70 punti percentuali su base annua. Inoltre, il 2021 sarà con tutta probabilità un anno negativo, ma non come il 2020 che sta per terminare.

 

 

 

 

LA SUDAFRICANA AIRLINK DEBUTTA NEL BSP ITALIA

 

ROMA - Airlink debutta nel Bsp Italia. Da oggi i biglietti della compagnia aerea privata sudafricana possono essere prenotati ed emessi con piastrina 4Z 749 utilizzando tutti i principali gds, oltre che chiamando il call center di Aviareps o scrivendo all’indirizzo airlink.italy@aviareps.com.

Di recente Airlink si è separata dal partner storico, South African Airways, e  ha introdotto alcuni cambiamenti per presentarsi come compagnia totalmente indipendente: ha ufficialmente cambiato il nome da “SA Airlink” a “Airlink”, ha cambiato il logo  e sta progressivamente cambiando la livrea dei suoi aeromobili. Il piano commerciale della compagnia prevede accordi interline con le maggiori compagnie aeree internazionali, come Qatar Airways, Emirates, British Airways, Klm, Air France e United, la ripresa di tutti i collegamenti preesistenti, ormai quasi ultimata, e l’introduzione di nuove rotte regionali.

Il network di Airlink comprende una fitta rete di voli nazionali tra le principali città sudafricane (Johannesburg, Cape Town, Durban, Port Elizabeth e East London) e numerose rotte regionali verso Zimbabwe (Harare e Bulawayo), Zambia (Lusaka, Ndola e, presto, anche Livingstone), Namibia (Windhoek e Walvis Bay), Lesotho (Maseru), Eswatini (Sikhuphe) e Mozambico (Maputo, Pemba, Beira e Vilanculos).

A dicembre riprenderanno anche i voli per il Madagascar (Nosy Be), per la Repubblica Democratica del Congo (Lubumbashi ) e la Tanzania (Dar es Salaam) e, appena possibile, ripartiranno anche i collegamenti per Sant’Elena e Antananarivo.

 

 

 

 

PHILIPPINE AIRLINES RISCHIA LA BANCAROTTA

 

MANILA - Philippine Airlines è alla ricerca di una protezione dalla bancarotta che le consenta di ristrutturare i propri debiti e sopravvivere alla pandemia da coronavirus. Secondo quanto riferito dai giornali, l’aviolinea sarà costretta a licenziare 2700 dipendenti (circa un terzo della forza-lavoro), oltre alla restituzione di 20 aerei in leasing. 

Gli oneri finanziari sono ingenti, circa un miliardo di dollari, 505 milioni dei quali potrebbero essere recuperati proprio con i provvedimenti appena descritti. I lavoratori hanno conosciuto il piano occupazionale e non c’è ovviamente da dormire sonni tranquilli nemmeno se si approfondiscono le condizioni di Pal Holdings; quest’ultima è la società che controlla Philippine Airlines ed è anche quota in Borsa, oltre che alle prese con una perdita netta di 29 miliardi di pesos filippini (circa 600 milioni di dollari).

 

 

 

 

LA “GUERRA DEI POVERI” PER GLI F-35 STOVL ITALIANI

di Silvio Lora Lamia

 

ROMA - Fa sorridere, ma è anche un tantino penoso, vedere come si azzuffano alcuni ex capi di Stato maggiore dell’Aeronautica e della Marina sulla questione degli F-35B a decollo corto e atterraggio verticale. E come invece gli attuali vertici delle due forze armate si scambino (solo) formali attestazioni di stima e comprensione per le rispettive prerogative.

La rissa, perché siamo a questo, fra l’Arma Azzurra e quella “Blu” per le consegne e l’impiego degli esemplari a decollo corto e atterraggio verticale del Joint Strike Fighter, in realtà sta facendo male a entrambe. Le consegne dei -B avvengono col contagocce rispetto alla meno complessa e costosa versione convenzionale -A, effetto di una pianificazione che i ritardi della pandemia sta rendendo ancor più penalizzante per entrambe le forze armate.

Quanto ai ritorni dalla partecipazione al programma, il rallentamento degli ordini impresso tre anni fa e la recentissima inversione di rotta (adesso bisogna accelerarli; vedi il DPP 2020-2022) non fanno certo bene ai piani industriali delle nostre società impegnate nella fornitura di componenti alla capocommessa Lockheed Martin.

 

L’Aeronautica continua ad avere (e avrà ancora per almeno un altro anno) un solo STOVL, impiegato questa estate per una sortita dimostrativa a Pantelleria; la Marina dovrà aspettare il 2024 per mettere tre, forse quattro F-35B sulla portaerei Cavour, ottenendo una Initial Operational Capability (bastano così pochi aerei?) che in origine era prevista per l’anno scorso, e con più aerei.

Pronto alla consegna da mesi a Cameri c’è il quarto F-35B, destinato alla Marina (arriverà a gennaio); un quinto seguirà alla fine dell’anno prossimo, ed è già un giro di scommesse sul suo destinatario. Lo stillicidio va avanti, senza precedenti nel nostro Paese nella fornitura di materiale militare così importante.

 

Incomprensioni incolmabili

 

Gli aviatori e i marinai con le ali non si sono mai capiti, in Italia come altrove. Se Padre Pio, ricevendo moltissimi anni fa una pia delegazione di piloti da turismo parlò di “cieli celesti e cieli terrestri” come di un tutt’uno, qui il cielo è diviso in due. Su questa testata abbiamo raccontato le legnate che si scambiarono la Royal Air Force e la Royal Navy britanniche quando misero insieme la Joint Harrier Force. Finì che lo scettro se lo presero gli aviatori azzurri, usando quegli aerei, concepiti per un impiego anfibio, da piste terrestri.

E’ quello che pensa di fare da sempre con i suoi 15 STOVL l’Aeronautica Militare Italiana, che nel nostro isolotto a 58 miglia nautiche da Mazara del Vallo ha messo in piedi una prima prova generale delle loro capacità expeditionary, parsa ai soliti malpensanti niente più che una mossa propagandistica.

 

Lo storico hangar di Pierluigi Nervi e le due piste (la più lunga di 1.650 metri) hanno visto arrivare dalla Penisola anche tutto il variegato armamentario che occorre per le “spedizioni” oltremare dell’aereo da attacco americano. Attrezzature e personale di supporto che, osservano mordaci gli ammiragli, sulla loro portaerei impegnata infinitamente più lontano invece ci sono stabilmente.

Paladina di un concetto expeditionary tutto terrestre, l’Aeronautica sostiene con forza che con i pochi soldi che i nostri Governi assegnano alla Difesa le linee aerotattiche devono essere prioritariamente, se non esclusivamente, suo appannaggio: che ce ne facciamo di una portaerei e dei suoi aerei se possiamo surrogarla noi? La Marina ca va sans dire, non vuole essere surrogata da nessuno, e fa presente che per i caccia di quinta generazione di tipo STOVL le priorità nelle consegne le è stata assegnata proprio in sede governativa.

 

Trenta STOVL non risolvono la partita, nemmeno se “joint”

 

La stessa ripartizione salomonica dei 30 F-35B (15 all’AM e altrettanti alla MM) alla fine non accontenta nessuno: sono pochi per le due navi attrezzate a imbarcarli portaerei (oltre al Cavour c’è anche la LHA Trieste) e sono insufficienti per l’Arma Azzurra, che nel (suo) futuro gruppo Joint vorrebbe poter impiegare anche gli F-35 degli ammiragli. Pare poi impraticabile alternare al comando di questo Gruppo di volo un aviatore e un marinaio come qualcuno ha proposto.

L’incompatibilità di carattere fra le due forze armate riguardo l’impiego di aerei da combattimento è antica, ed è solo la punta di un iceberg appesantito da concezioni antitetiche e persino atteggiamenti “pseudo-razzistici”, come quando si dà dell’“analfabeta aeronautico” a un ammiraglio di squadra che gli AV-8B Harrier II li ha gestiti in guerra. Quando si dice “spirito interforze”….

 

La Marina, di recente per bocca del suo Capo di Stato Maggiore, Giuseppe “Pino” Cavo Dragone, parla – agendo già da tempo in questi termini – di “Mediterraneo allargato”, di operazioni in scenari ad ampio raggio come il triangolo Golfo Persico-Mar Rosso-Oceano Indiano fino al Golfo di Guinea e al Pacifico occidentale, nel quadro di missioni alleate di contenimento della pressione militare di Pechino nell’Indo-Pacifico. Operazioni di proiezione, spiega il CSM della Marina, che richiedono assetti navali, aerei, anfibi e missilistici (anche per deep strike) all’avanguardia.

 

L’Aeronautica fa il suo mestiere, la Marina altrettanto. Nelle due fattispecie, si tratta di difendere i cieli nazionali (e anche di altri Paesi NATO) e proiettare la forza necessaria a preservare gli interessi del Paese e di continuare a fare quello che le flotte militari fanno da secoli, cioè oltre alla difesa delle proprie nazioni, portare anche lontano la loro “faccia”. La nostra, è quella di una potenza medio-piccola immersa nel mare, che per restare tale non può rinunciare a essere anche una potenza marittima. Possibilmente media.

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(Silvio Lora Lamia - Analisi Difesa)

 

 

 

 

 

OFFERTA DI AIRBUS E GERMANIA PER VENDERE GLI EUROFIGHTER ALLA SVIZZERA

 

BERLINO - Airbus e la Germania hanno presentato l'offerta ufficiale, all’Ufficio federale degli armamenti svizzero Armasuisse, per la vendita di aerei Eurofighter alla Svizzera. L’offerta è stata preparata in collaborazione con le altre nazioni utilizzatrici dell’Eurofighter, nonché i partner industriali Leonardo e BAE Systems, e soddisfa i requisiti del processo di approvvigionamento dei cosiddetti nuovi aerei da combattimento implementato dalla Svizzera in sostituzione della sua attuale flotta di F/A-18 Hornet con un modello più moderno.

Con l’eventuale acquisizione dell’Eurofighter, la Repubblica Federale di Germania offre alla Svizzera l’opportunità di approfondire la loro partnership militare esistente, in particolare per quanto riguarda l’addestramento congiunto delle due forze aeree. Con l’Eurofighter, la Svizzera acquisirà piena autonomia nell’uso, nella manutenzione e nell’applicazione dei dati dei suoi aerei. Con più di 660 ordini, l’Eurofighter è di gran lunga il velivolo più utilizzato per proteggere lo spazio aereo in Europa.

L’Eurofighter Typhoon è gestito congiuntamente dalle quattro nazioni partner Germania, Regno Unito, Italia e Spagna ed è in continuo sviluppo. Solo pochi giorni fa la stessa Germania ha firmato il contratto per l’acquisizione di 38 Eurofighter dell’ultima tranche 4 e offre alla Svizzera l’opportunità di gettare le basi per una cooperazione politica, economica e di sicurezza ancora più stretta acquistando lo stesso tipo di aeromobile.

Michael Flügger, ambasciatore della Repubblica federale di Germania in Svizzera, ha dichiarato: ” Con questa offerta, invitiamo la Svizzera come nostro vicino e partner affidabile nella politica di sicurezza e nelle questioni economiche a proteggere il suo spazio aereo con l’Eurofighter e a una stretta cooperazione tra le nostre forze aeree. Per la Germania la Svizzera non è solo un cliente, ma un alleato strategico con il quale vorremmo intensificare ulteriormente la nostra già stretta collaborazione. L’Eurofighter è l’unica piattaforma sviluppata e gestita congiuntamente da diverse nazioni europee e sarebbe quindi una soluzione ideale per la Svizzera“.

Dirk Hoke, CEO di Airbus Defence and Space, ha dichiarato: “Con l’offerta presentata oggi, vogliamo dimostrare che l’Eurofighter è il miglior pacchetto per la Svizzera. È il più moderno aereo da caccia attualmente costruito in Europa e soddisfa tutti i requisiti richiesti dalla Svizzera. Fornendo dati di costruzione e altre informazioni importanti, la Svizzera avrà il controllo completo e indipendente dell’Eurofighter, garantendo la piena trasparenza. Con oltre 200 fornitori nella Confederazione, Airbus è già un partner forte per la Svizzera e non vediamo l’ora di espandere ulteriormente questa collaborazione“.

La Svizzera il 27 settembre 2020, tramite referendum, aveva deciso il futuro della flotta di caccia del paese votando “Si” per procurarsi nuovi caccia, una singola flotta che sostituirebbe sia gli F/A-18 Hornet sia i Northrop F-5 Tigers

 

 

DA AGENTE DI VIAGGIO A CONSULENTE: CARTORANGE CERCA 20 TALENTI

 

MILANO - CartOrange apre le sue porte a 20 selezionati talenti provenienti dal mondo delle agenzie di viaggio alla ricerca di una vera svolta professionale, in linea con le nuove tendenze che stanno emergendo nel settore del turismo post pandemia. Da agenti di viaggio a consulenti di viaggio: l’azienda che nel 1998 ha portato in Italia questa figura innovativa, ha attivato una proposta su misura per gli agenti di viaggio che intendono sviluppare la propria attività.

«Nel nuovo scenario che si sta delineando quella del consulente di viaggio è una figura vincente, per molti motivi – sottolinea l’amministratore delegato di CartOrange Gianpaolo Romano –. Una fetta importante del turismo del futuro sarà meno “fai da te” e ci sarà grandissima attenzione ad elementi come assistenza, sicurezza, pianificazione dettagliata. Tutti aspetti che solo un professionista può seguire in modo adeguato. Ma a questo professionista sarà richiesto di essere digitale, innovativo, flessibile e in grado di lavorare a prescindere dall’agenzia fisica. Si tratta proprio del tipo di figura che CartOrange porta al successo da oltre vent’anni».

La proposta di CartOrange dedicata ai nuovi talenti che hanno già un background professionale di alto livello prevede strumenti imprenditoriali, commerciali e di marketing ad hoc, per partire subito con la nuova attività. Si va da una suite di software esclusivi per gestire i clienti anche a distanza (richieste via web, preventivi, contratti), ai sistemi evoluti di marketing capaci di generare richieste di viaggio dai molti canali aziendali, ad un sito personale all’interno di Cartorange.com, uno dei siti più ricercati da sposi e grandi viaggiatori. Inoltre la proposta prevede la possibilità di utilizzare le boutique CartOrange in molte città, prodotti ed esperienze di viaggio esclusivi del Tour Operator CartOrange, e infine formazione ed aggiornamento professionale continuo grazie all’Academy aziendale. «Poiché sappiamo quanto sia sfidante passare a un nuovo modo di lavorare, abbiamo deciso di mettere a disposizione dei nuovi Consulenti un life coach che li aiuterà a pianificare i primi passi dell’attività e a trovare il giusto equilibrio vita-lavoro» prosegue Romano.

Inquadramento e guadagni per questi 20 talenti sono estremamente interessanti: contratto e tutele per lavorare in modo autonomo e flessibile ai sensi della Legge 173/05, previdenza (2/3 dei contributi a carico di CartOrange), provvigioni top differenziate per tipologia di prodotto. Previste anche incentivazioni sotto forma di premi in denaro e viaggi al raggiungimento di obiettivi.

«Il nostro obiettivo – conclude Romano – è fornire ai nuovi Consulenti (che andranno a rinforzare aree geografiche in cui siamo meno presenti) tutti gli strumenti più efficaci affinché possano costruirsi un percorso di successo, adattabile al cambiamento. Il comparto viaggi in questo momento sta soffrendo enormemente, e così i suoi addetti, tutte persone che mettono nel lavoro una grandissima passione. A loro dico che la ripresa ci sarà, ma bisogna essere pronti a coglierla, e per farlo occorre innovare il modo di lavorare, affidandosi a realtà solide e con esperienza. Noi di CartOrange siamo al fianco di chi vuole compiere questa trasformazione e pronti a sostenere i nostri consulenti anche nei periodi critici, come abbiamo fatto la scorsa primavera, quando abbiamo destinato ai nostri collaboratori fermi per l’emergenza misure di sostegno per oltre 600mila euro».

Le candidature possono essere inviate tramite il sito www.consulentediviaggio.it: seguirà un incontro online con un recruiter di CartOrange che ascolterà gli obiettivi della persona che si candida e formulerà la migliore strategia per entrare a far parte della squadra CartOrange.

 

 

 

 

 

I LIBRI

 

ISRAELE SCOPRE GOLIARDA SAPIENZA ED ELENA FERRANTE

 

GERUSALEMME - Due scrittrici italiane, molto diverse fra loro per notorietà internazionale, eppure abbastanza simili per i temi che hanno trattato (fra cui quello della condizione femminile) hanno polarizzato in Israele l'attenzione dei lettori dei supplementi dei giornali di questo week-end: sono Goliarda Sapienza ed Elena Ferrante. I loro libri, appena tradotti in ebraico, sono stati presentati con critiche particolarmente approfondite.

    I lettori del tabloid Israel ha-Yom hanno così appreso che è appena uscita la versione ebraica curata da Alon Altaras di 'La vita bugiarda degli adulti' di Elena Ferrante, una autrice molto nota ed affermata in Israele da quando, cinque anni fa, uscì la traduzione di 'L'amica geniale'. In seguito la serie televisiva tratta dal libro ha avuto grande successo nel pubblico locale.
    Inoltre il mese prossimo un importante documentario sulla sua opera, 'Ferrante Fever' di Giacomo Durzi, sarà proposto al pubblico del Festival dei film di Gerusalemme.
    I lettori di Haaretz, invece, si sono forse imbattuti ieri per la prima volta nel nome di Goliarda Sapienza. Nelle librerie locali è infatti appena arrivata la traduzione in ebraico (curata da Shirley Finzi-Loew) di 'L'arte della gioia'. "Un libro rivoluzionario" secondo il giornale, "che ha destato sensazione solo dopo la morte dell'autrice" e che è stato poi tradotto in 15 lingue. Si tratta di un libro, secondo l'articolista, "che sfonda confini" grazie ad un mondo di sentimenti e di valori fuori dal comune. Un critico lo ha anche accostato a 'Ulisse' di James Joice.

(Aldo Baquis - Ansa).

 

 

 

 

LE MOSTRE 

 

I MACCHIAIOLI E I 100 CAPOLAVORI IN MOSTRA A PADOVA

 

PADOVA - 'E' in quella sospensione tra nitido e indefinito che sta il fascino dei Macchiaioli, uomini sospesi sul filo di un'epoca che ne conteneva una appena finita e ne anticipava un'altra tutta da scoprire.

Rivoluzionari anche loro malgrado, che fossero d'indole buontempona o polemica era in fondo indifferente perchè il tempo lavorava per loro aiutandoli nell'intelligenza a realizzare straordinari capolavori ora - oltre 100 - tutti insieme da ammirare, tra storia, realtà e sentimenti, nella mostra a loro dedicata a Palazzo Zarbardella a Padova fino al 18 aprile 2021: ''I Macchiaioli. Capolavori del'Italia che risorge''.
''I Macchiaioli sono stati uomini coraggiosi e anticonvenzionali - spiega all'ANSA Fernando Mazzocca, che insieme a Giuliano Matteucci ha curato la mostra - che hanno lottato per affermare un'arte diversa da quella ufficiale, quella che veniva apprezzata da critica e pubblico Volevano rinnovare la visione della realtà e per questo fecero una battaglia estetica ma anche politica e morale per creare l'Italia con il Risorgimento. Hanno dato i loro contributo per una società nuova e più giusta ma anche per la bellezza e temi universali . Per questo i Macchiaioli, in questo momento che stiamo vivendo, sono un'iniezione di vitalità ed energia. Ne abbiamo bisogno''.

La mostra infatti è un vero e proprio atto di coraggio con la pandemia che incombe ma l'idea è proprio quella di riscrivere in qualche modo la storia di questo movimento attraverso la vicenda umana degli ''amici'': collezionisti, storici dell'arte o semplici amante del bello che hanno accompagnato il loro cammino.

(ANSA).

 

 

 

I VIAGGI

 

INGHILTERRA MISTERIOSA: IL TOUR SUI LUOGHI DI AGATHA CHRISTIE

 

LONDRA - Nel 2020 ricorre il 100° anniversario della pubblicazione del primo romanzo della regina indiscussa dei romanzi gialli, Agatha Christie: “Poirot e il mistero di Styles Court”. Con due miliardi di libri tradotti in oltre cento lingue, la scrittrice più venduta al mondo vanta una vastissima schiera di fan.

Per l’occasione, alla fine dell’anno uscirà anche il film “Assassinio sul Nilo” interpretato dall’attore britannico Kennet Branagh, che indosserà i panni del famoso investigatore Hercule Poirot.

Un’ottima occasione, l’anniversario, per scoprire i luoghi che hanno ispirato Agatha Christie in Gran Bretagna. Vi portiamo alla scoperta di un itinerario che ripercorre la vita della famosa scrittrice da Londra alla Contea di Devon.

Agatha Christie a Londra

Partiamo da Londra. Qui la scrittrice ha trascorso gran parte della vita ed è per questo che è il luogo ideale da cui iniziare il tour. Come molti visitatori, anche lei è stata ispirata dalla vivacità della città e da luoghi come Trafalgar Square, Oxford Street e la Cattedrale di St Paul che appaiono in molte delle opere più famose, da “Testimone d’accusa” a “Sono un’assassina?”.

Imperdibile a Leicester Square il memoriale dedicato ad Agatha Christie. Sicuramente una delle tappe succcessive è Euston, per esplorare il campus dell’University College Hospital, dove ha lavorato come assistente di farmacia durante la Seconda Guerra Mondialeper poi passeggiare per le strade acciottolate di Seven Dials, dietro Covent Garden: questa zona è stata descritta dalla Christie in “I Sette Quadranti”.

A Londra la scrittrice cambiò due indirizzi: dapprima visse a Cresswell Place, negli Anni ’20 con il primo marito, e inseguito al 58 di Sheffield Terrace, tra il 1934 e il ’41.

Il memoriale dedicato ad Agatha Christie @123rfE, poiché è quasi impossibile andare a Londra senza essere andati a teatro, al St Martin’s Theatre, dal 23 ottobre, è di scena “Trappola per topi”, lo spettacolo teatrale più longevo della storia che viene rappresentato fin dal1952. Per sentirsi immersi a 360° nell’ambiente descritto dalla Christie bisogna infine soggiornare, almeno una notte, al Brown’s Hotel, a Mayfair, il sontuoso albergo che ha ispirato il poliziesco “Miss Marple Al Bertram’s Hotel”.

Agatha Christie nel Devon

Le orme di Agatha Christie non si fermano a Londra. Torquay, nella Contea di Devon, sulla cosiddetta “Riviera inglese”, è la città natale della scrittrice. La si raggiunge la Londra in treno partendo da Paddington Station (che ha avuto un ruolo importante in “Istantanea di un delitto”). La bellezza costiera di Torquay e dei suoi dintorni hanno ispirato molte delle sue opere. Si pernotta o all’Imperial Hotel Torquay, descritto sia in “C’è un cadavere in biblioteca” sia in “Addio, Miss Marple”, oppure al Grand Hotel, una romantica gemma vittoriana dove Agatha Christie trascorse la luna di miele con il marito Archibald, nel 1914.

Torquay è la città di Agatha Christie. A partire dall’ Agatha Christie Mile dove si trova il Padiglione in cui Agatha e Archie si sono fidanzati. Al Potent Plants Garden, che ha ispirato i nomi delle piante da cui ricavare pontetissimi veleni, mentre i Princess Gardens sono apparsi in un cameo nella mini serie Tv “Agatha Christie – La serie infernale” (il titolo originale era “The ABC Murders”), dove è stato eretto un busto di Agatha Christie, che ne commemora il centesimo anniversario.

C’è poi il Beacon Cove, uno dei luoghi di balneazione preferiti dalla Christie. Il municipio cittadino, dove la Christie ha lavorato come volontaria durante la Prima Guerra Mondiale. Il Torquay Museum, che ospita l’Agatha Christie Gallery, dove c’è una r icostruzione del salotto e dello studio di Poirot. Il Greenway – “Il luogo più bello del mondo”, di proprietà del National Trust, ma che fu acquistato da Agatha e dal suo secondo marito, Max Mallowan, come casa per le vacanze nel 1938. Questo edificio ha ispirato molte scene dei suoi romanzi, tra cui “La sagra dei delitti” e “Il ritratto di Elsa Greer”.

Chi visita Torquay a settembre non può perdersi l’International Agatha Christie Festival, una celebrazione annuale della sua vita e delle sue opere (che quest’anno si svolge virtualmente dal 15 al 19).

Proseguendo sulle orme di Agatha Christie fuori città si arriva al Parco Nazionale di Dartmoor e Haytor. Caratterizzato da profonde valli, lussureggianti brughiere di erica e un’abbondanza di fauna selvatica, è comparso in quattro delle principali opere della’autrice, tra cui “Poirot e il mistero di Styles Court”, pubblicato cent’anni fa. Sebbene ambientato nell’Essex, gran parte del romanzo è stato scritto a The Moorland Hotel circondato dall’aspra bellezza di Dartmoor e dal maestoso Haytor, uno sperone roccioso che offre viste incredibili sulla campagna.

Con un viaggio di poco meno di un’ora si raggiunge il Burgh Island Hotel. Situato sulla selvaggia isola di Burgh, l’hotel è un gioiello in stile art déco ed era uno dei preferiti della Christie, che a lei ha dedicato l’Agatha’s Beach House, un rifugio per scrittori costruito appositamente per lei negli Anni ’30. Qui compose il romanzo giallo più venduto di tutti i tempi, “Dieci piccoli indiani”, e “Corpi al sole”