TOTO: “NON SIAMO IN CORSA PER ENTRARE IN ALITALIA”

ROMA - Il Gruppo Toto non ha avanzato alcuna proposta per entrare nel capitale di Alitalia. Questo è quanto dichiarato da Pasquale Galante, direttore rapporti istituzionali e comunicazione di Toto Holding, che in una lettera dalle colonne del Sole24Ore sottolinea come “il Gruppo Toto non abbia avanzato alcuna proposta di piano”.

Le cifre di AirOne
Riferendosi a un articolo pubblicato da Gianni Dragoni sempre sul Sole24 Ore, il Gruppo Toto, sottolinea come “nel ricostruire la storia del Gruppo si sia ricorso a cifre parziali e interpretazioni fuorvianti”. In merito alla vendita di AirOne, Galante rammenta che “Nel 2008, al momento della vendita, AirOne aveva 750 milioni di fatturato e un debito finanziario di 600 milioni, dei quali 500 frutto dell’acquisto della flotta. Senza la flotta di AirOne e le opzioni di acquisto di altri 90 aerei Airbus, la nuova Alitalia-Cai non avrebbe potuto disporre a breve e medio termine di aerei adeguati per volare. Fino a quel momento – prosegue la nota –il gruppo Toto aveva partecipato alle due gare indette dal governo “con l’obiettivo di comprare Alitalia. Non certo di vendere nè tantomeno di ‘liberarsi’ della propria compagnia”. Le scelte dei governi “per quanto a noi incomprensibili”, hanno privilegiato altre strade.
La posizione finanziaria del Gruppo
E riguardo alla posizione finanziaria del Gruppo Toto, si precisa che “la composizione del debito finanziario di 522,3 milioni iscritto a bilancio è rappresentata per la maggior parte da un project financing del valore di 483 milioni”.
La risposta di Dragoni
La risposta di Gianni Dragoni non si è fatta attendere, sottolineando come “la lettera confermi quanto scritto sulle cifre della vendita di AirOne nel 2008 alla Cai e sull’indebitamento attuale del Gruppo Toto. Carlo Toto – prosegue Dragoni – vendette AirOne a Cai-Alitalia e si liberò di 600 milioni di euro di debiti finanziari netti, oltre a fare cassa per ulteriori 450 milioni, dati confermati dall’analisi dell’area studi di Mediobanca. I debiti del Gruppo Toto che ho citato sono quelli pubblicati nel bilancio consolidato 2017

 

 

 

 

 

ALITALIA, BOCCIA: TROVARE ACCORDO NELL'INTERESSE DEL PAESE

ROMA - Il presidente della Confindustria Vincenzo Boccia ha auspicato che si trovi un accordo per l'Alitalia nell'interesse del Paese. "Spero di sì nell'interesse del Paese”, ha risposto a margine dell'assemblea annuale degli industriali a chi gli chiedeva se auspicasse una quadra sul dossier della compagnia aerea.

 

 

 

 

OLBIA: ULTIMA PROPOSTA DELLA REGIONE AD AIR ITALY

CAGLIARI - Air Italy non ha ancora ricevuto la proposta sui voli agevolati tra Olbia e gli scali di Roma e Milano Linate, formulata ieri dal governatore sardo Christian Solinas, al termine del confronto con Alitalia, che attualmente gestisce i collegamenti in continuità territoriale da e per lo scalo gallurese senza compensazioni economiche. E' quanto apprende l'ANSA dallo stesso vettore sardo-qatariota. Dal momento in cui arriverà formalmente la proposta, che dovrà essere vagliata ai massimi vertici della compagnia con sede a Olbia, dovrebbero scattare quindi le 48 di tempo date a Air Italy dallo stesso presidente Solinas per accettare o meno l'ipotesi di accordo.

Una sorta di ultimatum della Regione per cercare di salvare in entremis - prima dell'avvio ufficiale della stagione stiva - i 550 lavoratori che operano su Olbia, che altrimenti potrebbero essere dirottati sul nuovo hub nazionale della compagnia a Malpensa. La proposta sul tavolo prevede l'esclusiva di Air Italy dall'1 giugno al 31 agosto sui voli che collegano Olbia con Roma e Milano in continuità territoriale, senza compensazioni economiche, come da decreto ministeriale approvato, e un volo giornaliero extra bando sempre sulle stesse rotte assegnato ad Alitalia e che andrebbe a incidere sul dato complessivo dei passeggeri trasportati per il 10%. Dal 1 settembre Air Italy volerebbe nuovamente in esclusiva e senza compensazioni sempre come previsto da decreto ministeriale.

La proposta è stata elaborata dal presidente della Regione Christian Solinas, assieme agli assessori a Trasporti e Bilancio Giorgio Todde e Giuseppe Fasolino, e illustrata oggi ad una delegazione commerciale e tecnica di Alitalia durante un vertice a Cagliari a Villa Devoto, sede istituzionale della Regione. Non erano presenti, invece, i vertici di Air Italy che hanno declinato l'invito.
 Secondo la proposta della Regione, dunque, dall'1 giugno al 31 agosto Air Italy avrebbe tutte le frequenze che aveva al momento in cui ha accettato, cioè quelle previste dal decreto: quattro su Olbia-Linate a giugno, sei a luglio e sei ad agosto, cioè il 100% previsto dal decreto; quattro su Olbia Fiumicino a giugno, cinque a luglio, cinque ad agosto.

SOLINAS, RISPOSTA ENTRO 48 ORE. "Oggi cerchiamo faticosamente di mettere sul tavolo una proposta che ritengo ampiamente ragionevole e vedremo chi ha interesse e cuore per la Sardegna realmente, e chi invece sta semplicemente attendendo un casus belli per abbandonare la Sardegna. Essendo a ridosso del 1 giugno ci aspettiamo una risposta entro 24, massimo 48 ore". Lo ha detto il governatore Solinas che oggi ha illustrato un'ipotesi di soluzione per quanto riguarda le rotte in continuità territoriale aerea tra Olbia e Roma e Milano. La proposta che la delegazione commerciale di Alitalia ha già potuto ascoltare nell'incontro di Villa Devoto, sarà inviata stasera ai commissari dell'ex compagnia di bandiera e al board di Air Italy. "Come Regione crediamo che la proposta consentirebbe di contemperare tutte le ragioni manifestate dalle due parti, Alitalia e Air Italy, e di preservare l'occupazione che riguarda circa seicento famiglie, i bilanci delle compagnie, il diritto alla mobilità dei sardi e l'accessibilità dei turisti.

(ANSA)

 

 

 

 

LA RIVOLUZIONE DI AIRBUS

di Gianni Dragoni

 

ROMA - La rivoluzione di Airbus. A poche settimane dall’arrivo del nuovo amministratore delegato, Guillame Faury, il grande gruppo aeronautico e spaziale europeo ha rivoluzionato la struttura di comando e l’organizzazione. Le scelte del nuovo numero uno (nella foto in alto), un 51enne francese succeduto il 10 aprile all’ex paracadutista tedesco Tom Enders, hanno modificato l’organizzazione del gruppo, famoso per la produzione di jet per il trasporto commerciale di passeggeri, che compie 50 anni nel 2019.

Le scelte di Faury hanno un impatto anche sull’industria italiana, in particolare sull’ex Finmeccanica, ora Leonardo e sulla sua catena di fornitori, anche se l’Italia non è azionista del gruppo, guidato in modo saldo dai governi francese e tedesco (quote paritarie), con una piccola partecipazione della Spagna. Ci sono però intrecci e società in comune con l’ex Finmeccanica, dalla joint venture degli aerei turboelica regionali Atr alla società missilistica Mbda, oltre ai rapporti di fornitura per i jet di Airbus A321 e A380.

Bouvier via da Mbda

La decisione più recente è stata la nomina di Antoine Bouvier, 59 anni, capo delle strategie del gruppo Airbus, annunciata il 15 aprile. Bouvier era da 12 anni l’amministratore delegato di Mbda, la società dei missili numero due al mondo, dietro l’americana Raytheon. Mbda è uno dei rari esempi di integrazione industriale europea nella difesa. Gli azionisti sono Airbus e la britannica Bae Systems con il 37,5% ciascuno, quindi l’ex Finmeccanica con il 25 per cento. Dentro la società ci sono anche aziende di produzione in Germania e Spagna. Nei rapporti con l’Italia già da alcuni anni ci sono tensioni perché, rispetto alla quota azionaria, il peso industriale dell’Italia è inferiore a causa dei più ridotti investimenti del ministero della Difesa italiano rispetto ai paesi partner. Una situazione che, secondo analisti qualificati, non potrà durare a lungo.

Nomina decisa da francesi e britannici

Bouvier passa dunque a guidare le strategie di Airbus, al posto di Patrick de Castelbajac, 47 anni, che in passato è stato anche a.d. di Atr, ora destinato a capo delle vendite dei jet commerciali Airbus nella regione Asia-Pacifico di Airbus. Il nuovo a.d. di Mbda è Eric Béranger, 56 anni, un ex dirigente di Airbus Defence and Space, che negli ultimi anni era negli Stati Uniti alla guida di una società al di fuori del gruppo, Oneweb.

La scelta del nuovo capo di Mbda è stata decisa dai soci franco-tedesco e britannico, un asse che predomina sull’azionista italiano. All’assemblea degli azionisti di Leonardo, il 16 maggio, l’a.d. Alessandro Profumo ha spiegato che “i patti prevedono che l’amministratore delegato di Mbda viene scelto da Airbus e Bae Systems, noi abbiamo il diritto di essere informati”. Profumo ha fatto notare che “Bouvier era a.d. di Mbda da 12 anni, va a fare il capo delle strategie di Airbus e quindi non si libera di noi. Gli facciamo gli auguri e lo andremo a trovare spesso”.

Il ruolo dell’Italia

Un ex alto dirigente di Finmeccanica ha detto a Poteri Deboli che in passato, ai tempi in cui il gruppo era guidato da Pierfrancesco Guarguaglini, per la nomina dell’a.d. di Mbda il socio italiano, pur essendo minoritario, “veniva consultato dagli altri due soci, non solo informato”. La fonte riferisce che quando a fine 2002 fu nominato Marwan Lahoud a capo di Mbda la procedura fu azzerata e fatta ripartire perché l’allora Eads (oggi Airbus) e Bae avevano deciso senza consultare Guarguaglini, il quale nel merito si disse d’accordo sulla scelta del dirigente di origine libanese ma contestò il principio. Anche Lahoud, anch’egli poi passato nel 2007 a guidare le strategie di Eads-Airbus fino all’improvvisa uscita dal gruppo nel febbraio 2017. In circostanze non chiarite, probabilmente una delle periodiche lotte di potere per la successione.

La situazione di Atr

Patrick de Castelbajac dipenderà direttamente da Christian Scherer, da alcuni mesi  nuovo direttore commerciale della divisione aeroplani di Airbus e componente del nuovo Executive Committee di Airbus insediato da Faury. Anche Scherer è ben conosciuto in Italia, perché in precedenza era l’a.d. di Atr, dove il suo posto è stato preso da un dirigente dell’ex Alenia molto stimato, Stefano Bortoli. Atr al momento non se la passa molto bene, i risultati sono peggiorati a partire dall’anno scorso.

Il riassetto

Dal primo febbraio la divisione aerei commerciali di Airbus ha un  nuovo direttore operazioni (Coo), il tedesco Michael Schoellhorn. L’altra novità introdotta da Faury è l’eliminazione della carica di un presidente a capo della divisione aerei commerciali, che vale circa l’80% dell’attività del gruppo. In precedenza questa carica è stata occupata a lungo da Fabrice Brégier, il quale sembrava il delfino designato a succedere a Enders. Ma Brégier ha ceduto il passo a Faury nel febbraio dell’anno scorso, quando ha perso la battaglia per la successione a Enders.

Da Airbus a una società vicina alla Cia

Da ottobre Brégier lavora nella divisione francese della società americana Palantir, considerata vicina ai servizi segreti americani (cioè la Cia). Palantir fa parte delle maggiori start-up non quotate americane, è specializzata nell’analisi dei dati, utilizzati soprattutto nel settore finanziario, per la sicurezza e l’anti-terrorismo.

Un’italiana nel comitato esecutivo

Faury ha creato una nuova struttura di gestione con un comitato esecutivo di 12 persone. Nell’elenco degli altri 11 componenti si nota che c’è un’italiana, Grazia Vittadini:

 

 

 

 

 

AIR EUROPA: VIA  ALL'ACCORDO CON EXPEDIA SOLUTIONS

ROMA - Air Europa si allea con con Expedia Partner Solutions e lancia l'abbinamento volo più prenotazione di alberghi e alloggi. Javier Hidalgo, ceo di Globalia, ha dichiarato: “I passeggeri sono al centro della nostra attività e lavoriamo per offrire loro la più ampia gamma di servizi che migliorano e completano l’esperienza di viaggio. Da oggi, grazie all’accordo con Expedia Partners Solutions, offriamo ai clienti la possibilità di soggiornare in qualsiasi parte del mondo a prezzi vantaggiosi. Inoltre, premiamo i nostri clienti Suma con tariffe esclusive per le prenotazioni di hotel e con un accumulo miglia molto vantaggioso". 
Air Europa, in collaborazione con Hotels.com for Partners, offrirà così un panel di 500mila alloggi in più di 25 mila destinazioni in tutto il mondo.  La partnership consente ai clienti che prenotano online il volo con Air Europa di accedere a oltre 650mila tariffe promozionali, con un risparmio medio del 15 per cento confermando un pacchetto di volo più alloggio. Inoltre, la prenotazione del soggiorno dà diritto ad accumulare Miglia Suma.
Alfonso Paredes, vice presidente Emea e Latam Eps, ha aggiunto: "Siamo lieti di lavorare con Air Europa e con il gruppo turistico Globalia mettendo a disposizione il nostro ampio database di alberghi e di tariffe scontate volo+hotel. Il nostro team Eps ha collaborato fianco a fianco con Air Europa durante l'implementazione del progetto, condividendo l’expertise acquisita nel tempo per rispondere alla vision del gruppo, per perseguire gli obiettivi di marketing digitale e supportando la definizione di tutti i punti chiave in fase di sviluppo e applicazione del progetto".

(TTGITalia)

 

 

 

 

 

VOLOTEA: NEL 2018 È SALITO L’UTILE OPERATIVO

ROMA - Ebit da record per Volotea. La compagnia aerea annuncia i dati di chiusura dell’esercizio 2018, con un utile operativo a quota 13,8 milioni di euro (+63%), a fronte di un fatturato di 396,1 milioni. In crescita anche questo secondo dato, che supera di 89 milioni i 307,5 milioni dell’anno precedente.

La vendita di biglietti ha toccato quota 258,4 milioni, con un +28% rispetto al 2017; i ricavi ancillari hanno registrato un ritmo di incremento ancora maggiore, con un +31% che ha consentito loro di arrivare a 137,7 milioni. Sul totale del fatturato, quest’ultima voce rappresenta ormai il 35%.
Per quanto riguarda l’operatività, Volotea nel 2018 ha decollato 53.400 volte, con un +20% sull’anno precedente, per un totale di 6,57 milioni di passeggeri (+36%). Il load factor è migliorato di 7,7 punti, arrivando al 93,1%.
“Siamo molto felici dei nostri risultati finanziari - ha affermato Carlos Muñoz, presidente e fondatore della compagnia aerea -, che testimoniano la nostra crescita, forte e costante. Questa è la riprova di quanto sia vincente la nostra strategia di collegare tra di loro città di medie e piccole dimensioni in Europa, con voli diretti e senza scali in grandi hub”

 

 

 

 

 

BOEING 737 MAX: DOCCIA FREDDA DALLA FAA

NEW YORK - “Non c’è nessuna timeline per il ritorno in volo del Boeing 737 Max. E se ci volesse un anno per analizzare tutti i dati e arrivare alle conclusioni, bene allora ci impiegheremo un anno”. È una vera e propria doccia fredda quella arrivata dalla Federal Aviation Administration statunitense.

Alla vigilia dell’inizio del gruppo di lavoro predisposto per verificare tutte le migliorie e gli aggiornamenti effettuati dalla casa costruttrice in merito al software sotto accusa, i vertici dell’autorità di controllo hanno voluto mettere in chiaro che per la sicurezza dei passeggeri verrà impiegato tutto il tempo necessario per effettuare analisi e prove. Nel gruppo di lavoro sono stati chiamati i responsabili degli enti predisposti per l’aviazione di una dozzina di Paesi

 

 

 

 

 

ACCORDO AIRBUS-SAS PER AEREI IBRIDI ED ELETTRICI

PARIGI - Airbus ha siglato una Lettera d’Intenti con la compoagnia scandinava SAS riguardante l’ecosistema degli aeromobili ibridi ed elettrici e la ricerca sui requisiti infrastrutturali. Il MOU è stato siglato da Grazia Vittadini, Chief Technology Officer di Airbus, e da Göran Jansson, Vicepresidente EVP Strategy & Ventures di Scandinavian Airlines. Questa collaborazione inizierà a giugno 2019 e proseguirà fino alla fine del 2020.

Sulla base del MOU, Airbus e SAS Scandinavian Airlines collaboreranno a un progetto di ricerca congiunto per migliorare la comprensione delle opportunità operative e infrastrutturali e delle sfide legate all’introduzione su larga scala di aeromobili ibridi ed elettrici rispetto al modus operandi dei vettori. La portata del progetto comprende cinque ambiti di lavoro, che mirano ad analizzare l’impatto delle infrastrutture di terra e della necessità di ricarica sull’autonomia, le risorse, il tempo e la disponibilità negli aeroporti.

La collaborazione include anche un piano per il coinvolgimento di un fornitore di energia rinnovabile, per garantire che vengano valutate le operazioni a zero emissioni di CO2. Questo approccio multidisciplinare, dall’energia alle infrastrutture, si propone di affrontare l’intero ecosistema delle operazioni aeronautiche al fine di supportare al meglio la transizione del settore dell’aviazione verso l’energia sostenibile.

Oggi gli aeromobili consentono un risparmio di carburante di circa l’80% per ogni passeggero rispetto a 50 anni fa. Tuttavia, con una crescita del traffico aereo che si stima raddoppierà nei prossimi 20 anni, ridurre l’impatto del trasporto aereo sull’ambiente rimane l’obiettivo del comparto.

Per superare questa sfida, l’Industria Aeronautica Globale (Global Aviation Industry – ATAG), tra cui Airbus e SAS Scandinavian Airlines, si è impegnata a raggiungere una crescita a emissioni zero dell’industria aeronautica nel suo complesso a partire dal 2020, riducendo le emissioni nette del 50% entro il 2050 (rispetto al 2005).

Questo accordo rafforza la posizione di Airbus in un settore in cui sta già investendo, concentrando i propri sforzi di ricerca nello sviluppo di tecnologie di propulsione ibride-elettriche ed elettriche, che promettono significativi benefici ambientali. Airbus ha già iniziato a costruire un portafoglio di simulatori tecnologici e sta attualmente testando sistemi di propulsione ibridi, sottosistemi e componenti innovativi al fine di indirizzare gli obiettivi di efficienza a lungo termine verso la creazione e il funzionamento di aeromobili elettrici.

 

 

 

 

 

 


 

SITA: OPERAZIONI EFFICIENTI ALL’AEROPORTO DI EINDHOVEN   

ROMA - Viggo, l’unico operatore di terra all’Aeroporto di Eindhoven, ha implementato Airport Management System di SITA, il fornitore globale di tecnologia per il trasporto aereo, per la gestione dello scalo, che è uno degli aeroporti regionali a maggior crescita in Europa e nel 2018 ha accolto circa 6,3 milioni di passeggeri su quasi 40mila voli. Il sistema di SITA consente un coordinamento efficiente delle operazioni, assicurando un monitoraggio continuo e tempestività di intervento sulla consegna e lo spostamento dei velivoli e sulle operazioni di rampa eseguite “lato volo” dalle compagnie aeree. Grazie a AirportResource Manager il sistema consente inoltre di tracciare le attività di uno staff di oltre 500 persone. A beneficiare di questo aumento di efficienza saranno i passeggeri in transito nello scalo – che registra voli in partenza e in arrivo a distanza di pochi minuti – che potranno godersi un viaggio piacevole e senza intoppi.

Sergio Colella, Presidente Europa di SITA, ha commentato: “Per operare alla massima efficienza è fondamentale che ogni aeroporto e ogni operatore di terra abbiano una visione globale in tempo reale di quello che sta accadendo in aeroporto. Il nostro Airport Management System fornisce questa visione: è per noi motivo di grande soddisfazione vedere come la nostra tecnologia supporti le attività di uno degli aeroporti più efficienti d’Europa”.

Martijn Limburg, Managing Director di Viggo, ha dichiarato: “Airport Management System di SITA ci dà nuove funzionalità e maggiore efficienza, consentendoci di avere una visione integrata in real-time delle operazioni, sia nel terminal che ‘lato volo’. Il sistema di SITA ci aiuta a garantire prestazioni puntuali, rendendo più efficace l’uso di tutte le nostre risorse con l’impostazione di tempistiche uniformi. Grazie a questa soluzione, permettiamo ai nostri viaggiatori di vivere un’esperienza di viaggio migliore e allo stesso tempo manteniamo l’efficienza dello staff ai più alti livelli”.

Dal 2020 la tecnologia di SITA sarà implementata anche all’Aeroporto di Lelystad, il nuovo aeroporto regionale dei Paesi Bassi, dove offrirà una soluzione di gestione scalabile in grado di supportare il modello adottato da Viggo per la gestione del personale di terra multitasking.

SITA e Viggo lavorano insieme da molti anni; Viggo è stato il primo consulente con licenza di Airport Management System per altri clienti di SITA. Grazie a questa proficua collaborazione, oggi la soluzione di SITA si combina con le conoscenze operative e l’esperienza di Viggo con il risultato di un’implementazione di successo, che fornisce ai clienti un controllo reale e un quadro generale delle operazioni giornaliere.

 

 

 

 

 

CHE SUCCEDE IN LEONARDO? FATTI, NOMI E RUMORS

di Michele Arnese

 

ROMA - Tensioni fra governo e Leonardo-Finmeccanica? Le ultime vicende sul dossier Piaggio Aerospace inducono a rispondere sì. Ma ci sono anche altre questioni da dirimere fra Difesa, governo e gruppo partecipato dal ministero dell’Economia. Ad esempio, si racconta in ambienti della federazione dei dirigenti privati, in una delle ultime riunioni con il top management di Leonardo è stato sollevato il problema di “commesse importanti che necessitano di nuovi finanziamenti pubblici”, come peraltro si evince da un comunicato della Fiom-Cgil. Quali? Start Magazine cercherà di capirlo nei prossimi giorni.

I MALUMORI DI AIAD E DI LEONARDO-FINMECCANICA

Di certo sono noti i malumori dell’industria della Difesa, riunita e rappresentata dall’associazione Aiad, per la riduzione degli stanziamenti previsti sia sul programma dei missili Camm.Er di Mbda (come da tempo sottolinea Analisi Difesa di Gianandrea Gaiani) sia per la scelta non ancora assunta dal governo sulla partecipazione al caccia di sesta generazione. Malumori accolti e condivisi dalla Lega (qui l’approfondimento di Start Magazine).

FORCING PRO TEMPEST

Sul caccia di sesta generazioni la preferenza di Leonardo non è per il progetto franco-tedesco ma è per il Tempest britannico, al quale il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro e guidato dall’amministratore delegato Alessandro Profumo già partecipa: studi come quelli di Michele Nones di Affari Internazionali da sempre vicino al gruppo di Piazza Monte Grappa, parlano chiaro.

L’APPELLO DI LEONARDO-FINMECCANICA A CDP, SACE E SIMEST

Negli ultimi giorni è emerso anche un altro auspicio da parte di Leonardo. Una sorta di appello al governo e alle società statali come Cdp, Sace e Simest a sostenere all’estero il gruppo Leonardo è stato di fatto lanciato in Parlamento dall’amministratore delegato dell’ex Finmeccanica, Profumo (qui il video dell’audizione).

CHE COSA HA DETTO PROFUMO IN PARLAMENTO

L’ex banchiere di Unicredit ed Mps, nel corso dell’audizione in commissione Difesa al Senato sulle “Prospettive dell’export italiano di materiali per la difesa e la sicurezza”, ha suggerito alle istituzioni di dare man forte all’export delle industrie del settore.

IL PASSAGGIO SALIENTE DELL’AUDIZIONE

Un passaggio dell’audizione è stato in particolare notato dai senatori. Eccolo: serve “un’azione sempre più coordinata sotto il profilo del supporto economico-finanziario alle imprese della difesa (parliamo della legge 808/85), uno strumento chiave per lo sviluppo di nuovi prodotti e capacità)”, ha detto Profumo, trovando il plauso dei senatori M5S che adesso incalzeranno il Tesoro.

GLI AUSPICI DI PROFUMO

Rispetto al supporto Sace-Simest per le esportazioni, ha aggiunto il capo azienda di Leonardo-Finmeccanica, “sarebbe da valutare se sia logico avere un plafond difesa che pone dei limiti; c’è poi il tema dei fondi della legge 295/1973) per il supporto che Simest può dare all’attività di esportazione”.

“Pensiamo – ha concluso Profumo – si possano avere delle ottimizzazioni nella nostra normativa, prevedendo soluzioni che possano consentire un sostegno dell’export più rilevante, in linea con quanto stanno facendo i nostri concorrenti”.

I CONSIGLI DI AIRPRESS DI MESSA (LEONARDO-FINMECCANICA)

Ma anche senza modificare le leggi ci possono essere comunque azioni di concerto sistemico statale, ha rimarcato la rivista Airpress molto seguita in ambienti militari e dei Servizi segreti: “Qualora non ci fosse la volontà di modificare il sistema con legge ad hoc, sarebbe comunque importante almeno garantire adeguati investimenti in ricerca e sviluppo (R&S) per restare competitivi sul mercato e fornire attraverso Sace (società del gruppo Cdp specializzata nel credito e assicurazione per l’internazionalizzazione) e Simest un potenziamento del sistema finanziario di supporto all’export”, ha scritto la rivista specializzata su difesa e aerospazio edita da Paolo Messa, attuale direttore Relazioni Istituzionali Italia del gruppo presieduto da Gianni De Gennaro, sulla scia dell’audizione dell’amministratore delegato (che su Airpress campeggia con due pagine di intervento, superate dunque con tutta probabilità le tensioni Profumo-Messa raccontate giorni fa da Dagospia).

Se i vertici di Leonardo avanzano richieste alla politica e alle istituzioni, anche la politica attende risposte da Leonardo. L’ultimo caso evidente è quello sul dossier Piaggio Aero.

ECCO IL PIANO DEL GOVERNO SU PIAGGIO-AERO CON LEONARDO-FINMECCANICA

Niente “spezzatino”. Piaggio Aerospace deve andare sul mercato intera, forte delle capacità progettuali, della manodopera specializzata ma soprattutto di 39 offerte arrivate al commissario, che ha chiesto ulteriore tempo per valutarle. E forte anche delle commesse statali che dovrebbero arrivare nelle prossime settimane, quelle militari decise forse dalla Difesa in un documento che sarà pubblicato il 15 giugno. E’ questo il piano per il rilancio di Piaggio Aero che il vicepremier e ministro per le Attività Produttive Luigi Di Maio ha illustrato venerdì 17 maggio al commissario Vincenzo Nicastro e ai sindacati durante una visita allo stabilimento di Villanova D’Albenga (Savona). Il gruppo ha 1.100 addetti anche in altre sedi, di cui 500 in cassa integrazione.

LE TENSIONI FRA COMMISSARIO E LEONARDO-FINMECCANICA SULLO SPEZZATINO DI PIAGGIO

Una linea di marcia che si inserisce nel solco di quello che lo stesso commissario ha detto nei giorni scorsi sul processo di vendita di Piaggio da dismettere in blocco e non per singoli comparti – manutenzione e/o produzione di velivoli e motori – come invece auspicato da Leonardo, l’ex gruppo Finmeccanica (qui l’approfondimento di Start Magazine sulle differenti impostazioni tra Leonardo e il commissario, bando di gara alla mano).

CHE COSA HA DETTO IL COMMISSARIO DI PIAGGIO AEROSPACE

Nicastro ha chiesto ulteriori 90 giorni, come consente la legge ha detto, necessari anche a valutare le 39 manifestazioni di interesse pervenute, delle quali 26 per acquisire l’azienda intera. Niente da fare per Leonardo, interessata solo al settore manutenzioni di motori?

GLI AUSPICI DEL GOVERNO SU LEONARDO-FINMECCANICA E PIAGGIO

Non ci sarà alcuna contrapposizione con Leonardo-Finmeccanica, come ha rassicurato il capo politico del Movimento 5 Stelle, ma il forcing del governo è chiaro nei confronti del gruppo italiano dell’aerospazio e della Difesa partecipato dal ministero dell’Economia come si evince da un’altra dichiarazione del vicepremier pentastellato.

IL PRESSING DI DI MAIO SU LEONARDO-FINMECCANICA

“Le proposte di Leonardo sono sul tavolo – ha proseguito infatti Di Maio – io credo che con Leonardo si debba necessariamente lavorare, ma in un’ottica di collaborazione tra un’azienda privata come Piaggio, che spero possa tornare sul mercato tutta intera e a piena occupazione nei prossimi mesi, e un’azienda partecipata di Stato. Non credo ci debbano essere contrapposizioni; l’unica cosa che non sono disposto a fare, e questo i lavoratori e il management lo devono sapere, è spezzettare questa azienda. Qui c’è una grande manodopera, una tradizione di persone che lavorano, e va tutelata e rispettata”. Come dire, secondo alcuni osservatori: Leonardo è partecipata dal Tesoro e quindi fa (anche) quello che le dice l’azionista Stato.

LE SINTONIE PROFUMO-DI MAIO

I Pentastellati sono fiduciosi sul cambiamento di impostazione da parte di Leonardo su Piaggio Aero. D’altronde su diversi dossier il gruppo presieduto da De Gennaro e capeggiato da Profumo ha seguito e assecondato gli auspici della politica. Così è stato nel caso di Vitrociset che Profumo non voleva rilevare (fino al giorno primo dell’offerta i comunicatori di Profumo assicuravano il disinteresse per l’azienda romana che lavora anche per il Servizi segreti) ma poi ha comprato scalzando in extremis la cordata Fincantieri allestita da Bono e Pertosa (e i dirigenti di Vitrociset attendono ancora di comprendere come saranno integrati in Leonardo, si sbuffa in ambienti sindacali dalle federazione dei dirigenti pubblici e privati). Così è stato nel caso dell’Industria italiana autobus (Iia) nel cuore di Di Maio perché ha una sede ad Avellino: Leonardo-Finmeccanica è entrata nel capitale sborsando circa 20 milioni di euro oltre a quelli scuciti dalla società statale Invitalia (il cui vertice in scadenza cerca una riconferma ancora in forse). E così è stato con la visita allo stabilimento di Leonardo a Pomigliano d’Arco (come da foto) con annunci tonitruanti di Profumo e Di Maio (annunci che in verità prevedono anche finanziamenti della Regione Campania presieduta da Vincenzo De Luca, come svelato in questo articolo di Start Magazine).

LA PARTITA DELLE NOMINE PER PROFUMO E DE GENNARO

Ma c’è anche un altro dossier che scalda non poco la galassia di Leonardo e la politica. E’ la partita delle nomine ai vertici del gruppo. Che cosa succederà a De Gennaro e Profumo? Sul prossimo numero del mensile Ore12Economia, il direttore Pietro Romano che segue da tempo il settore difesa e aerospazio scrive che allo scadere del mandato il prossimo dicembre alla presidenza di Leonardo De Gennaro potrebbe diventare segretario generale del Consiglio supremo di Difesa ora retto da Rolando Mosca Moschini: “Il Consiglio supremo di Difesa, previsto dalla Costituzione, fu istituito nel ’50. E’ una specie di direttorio, presieduto dal capo dello Stato, di cui fanno parte i massimi responsabili, politici e tecnici, della sicurezza nazionale. Un organismo che nel prossimo futuro dovrebbe tra l’altro occuparsi del riorientamento della difesa sul fronte cyber. Un argomento con il quale De Gennaro, tra l’altro presidente del Centro studi americani e già sottosegretario ai Servizi con Mario Monti e capo dei Servizi segreti, ha preso dimestichezza”.

Al posto di De Gennaro, come presidente – secondo Ore12Economia – ha chance Guido Crosetto, presidente dell’Aiad.

E Profumo? Sarà riconfermato? L’ex banchiere ci punta. Nel caso di mancata riconferma, l’ipotesi di Romano parla del manager scozzese Norman Bone, ora a capo della divisione Elecronics del gruppo.

GLI SCENARI SU CINA E RUSSIA PER LEONARDO-FINMECCANICA

E proprio dalla divisione guidata da Bone sono giunti alcuni scenari non di poco conto sulle probabili direzioni di marcia. Leonardo punterà a nuove partnership su prodotti nel settore Elettronica, grazie ad alleanze industriali con soggetti che operano in attività complementari a quelle svolte dalla divisione Elettronica di Leonardo. Fermo restando le restrizioni commerciali già in atto, per l’export militare di prodotti “sensibili” nel settore della difesa, nei confronti di Russia e Cina. Quindi, neppure partnership con Pechino e Mosca.

IL COMUNICATO SINDACALE SULL’ELETTRONICA DI LEONARDO-FINMECCANICA

D’altronde, alcune bozze di riunioni tecniche attestavano le indiscrezioni dell’articolo in questione: Ad esempio, ecco quello che si legge in un comunicato della Fim-Cisl a valle dell’incontro dei sindacati con il top management della divisione Elettronics: “Un altro filone di sviluppo guarda alla definizioni di nuove partnership su prodotti costruendo alleanze con soggetti che operino su attività complementari a quelle svolte da Elettronica con cui irrobustire le qualità e le caratteristiche dei Prodotti/servizi integrati escludendo ad ora Russia e Cina”, è scritto infatti in un comunicato affisso per giorni nelle bacheche delle aziende del gruppo ex Finmeccanica.

(Michele Arnese - Start Magazine)

 

 

 

 

 

 

 

I LIBRI

 

GIUSEPPE CULICCHIA "SUPERGA 1949"

di Michele Sabatini

 

ROMA - Sono passati 70 anni dalla tragedia del Grande Torino, la squadra di calcio più forte del mondo. Giuseppe Culicchia con "Superga 1949. Il destino del Grande Torino, ultima epopea dell'Italia unita" edito da Solferino, ci racconta una pagina della storia italiana che è un inno all'impegno della gioventù e alla lealtà di uno sport che vorremmo più pulito e capace di unire anziché di dividere.

«In tutta l'Italia c'era chi pur non avendo mai potuto mettere piede al "Filadelfia" sognava di vedere e cercava di replicare le incursioni di Grezar e le reti di Ossola, i tackle di Ballarin e i dribbling di Maroso, la grinta di Castigliano e la classe di Menti, per tacere ovviamente delle imprese già leggendarie di Mazzola

Almeno fino al 4 maggio 1949 - una domenica - quando, dopo una partita amichevole con la squadra del Benfica, l'intera squadra del Torino Calcio salì sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa e finì invece per schiantarsi contro la Basilica di Superga, avvolta nella nebbia. Quella sera scomparve una squadra leggendaria, capace di dominare il calcio italiano e di conquistare grande prestigio internazionale.

Fu un lutto non solo per i tifosi «granata» e per i torinesi, ma per l'Italia intera. Attraverso pagine emozionanti, Giuseppe Culicchia narra come il Grande Torino fosse da tempo al di sopra del tifo campanilistico: un orgoglio per tutti e il simbolo della rinascita di un Paese uscito distrutto dalla guerra. Nella narrazione di quei giorni, del dramma e dei suoi protagonisti, il lettore ha la possibilità di riscoprire una pagina di storia italiana, calcistica e non, che appartiene a tutti noi.

«Quei ragazzi erano il meglio dell'Italia calcisticae, dato che come sappiamo il calcio è lo specchio del Paese, incarnavano il meglio di un'Italia che aveva un gran bisogno di tornare a credere in se stessa al di là delle divisioni che erano costate tanti morti

La storia di fede che non conosce bandiera. Una parabola che ogni padre che sa di "pallone" e vuol parlare di vita, finisce prima o poi per raccontare al proprio bambino. Perchè il calcio non potrà mai essere solo lustrini, miliardi e trofei. Il calcio siamo noi e le nostre storie, con i nostri sogni ed i nostri eroi.

Lo sapeva bene Indro Montanelli che a proposito del Grande Torino scrisse: «Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta.»

Giuseppe Culicchia (Torino 1965) ha esordito con il bestseller Tutti giù per terra (Garzanti 1994). Tra i suoi libri ricordiamo Torino è casa mia (Laterza 2005), Ecce Toro (Laterza 2006), Un'estate al mare (Garzanti 2007), insieme con Brucia la città (Mondadori 2009), Venere in metrò (Mondadori 2011) e Mi sono perso in un luogo comune (Einaudi 2016). Da poco è uscito il romanzo Il cuore e la tenebra (Mondadori 2019).

 

 

 

 

LE MOSTRE 

 

AD ABU DHABI APRIRÀ IL GUGGENHEIM DELLE SABBIE

ABU DHABI - A 12 anni dall’annuncio ufficiale, il conto alla rovescia per il “Guggenheim delle sabbie” è cominciato. La nuova sede satellite ad Abu Dhabi della Solomon R. Guggenheim Foundation, a cui fanno capo, oltre che il museo sulla Quinta Strada disegnato da Frank Lloyd Wright, la Peggy Guggenheim di Venezia e il Guggenheim di Bilbao, sta per essere costruita e i lavori potrebbero concludersi nel giro di quattro anni, secondo quanto ha annunciato il direttore Richard Armstrong in una intervista a Euronews, senza precisare una data di apertura che però potrebbe collocarsi intorno al 2022.

Come il Louvre, anche il progetto del Guggenheim rappresenta un test di alto profilo da parte delle monarchie del Golfo che puntano a diversificare le loro economie dal petrolio attirando ad Abu Dhabi turisti occidentali.

Frank Gehry, in questo caso come a Bilbao, ha firmato l’avveniristico progetto con le stesse complesse linee avvolgenti e una visione innovativa che colloca una nuova collezione di arte contemporanea nel contesto di un paesaggio desertico.

Il “Guggenheim delle sabbie” doveva inizialmente aprire nel 2012 e poi nel 2017. Il complesso si alza sulla punta nordoccidentale dell’isola Saadyat, circondato per tre parti dall’acqua del Golfo e sarà il Guggenheim finora più grande quanto a superficie espositiva.

 

 

 

 

 

AZIENDE E PERSONE

 

 

QUANDO COMUNICARE E’ “ESPRIMERSI”

  

di Romolo Paradiso

 

ROMA - Il filosofo Manlio Sgalambro dice che: “comunicare è da insetti, esprimersi è da uomini”. E’ una sottile ma illuminante precisazione. Solo attraverso l’espressione l’uomo manifesta i suoi sentimenti e il suo modo d’essere. Perché c’è più verità in un sorriso, in una lacrima, in una carezza, in un abbraccio, in uno sguardo, in un silenzio, che in una parola. Specie oggi, in cui la parola è spesso roboante, eccessiva, artatamente accattivante. Ha le stesse caratteristiche della pubblicità, tende a illudere, a conquistare orpellando e imbellettando la sua nudità, la sua frusta essenza.

Non sfugge a tale condizione anche la parola espressa nelle aziende, quella che appunto, con un termine non caro a Sgalambro, è fondamento della sua “comunicazione”. Perché nelle aziende quello che spesso difetta è “l’autenticità” nei rapporti tra esse e le sue persone, e tra queste stesse

Non la si cerca per una mancanza culturale di chi guida le società, incapaci di comprendere che l’elemento più importante in un’azienda è rappresentato dalle persone. Se queste vivono bene il loro tempo lavorativo, se si sentono rispettati, coinvolti, difesi, incoraggiati, giudicati secondo il merito, allora i riflessi positivi si riverbereranno sul suo prodotto, sulla sua immagine, sui suoi clienti, sul suo mercato.

L’autenticità, cioè la capacità di essere veri nei rapporti, è una qualità che si conquista nel tempo, attraverso manifestazioni continue. Anche nei momenti aziendali più difficili, nei quali arduo e complesso per le persone è il rapporto col lavoro e lo sguardo sul futuro. Perché l’autenticità si instauri, però, c’è bisogno che sia intesa come un valore base dell’azienda, in cui tutti, dall’amministratore delegato all’usciere, devono riconoscersi.

Se così è, allora ogni cosa ruota attorno al suo dispiegarsi. La comunicazione diventa il volano per l’assimilazione e la pratica di una cultura aziendale che all’autenticità si dispone. Ogni suo atto, ogni suo prodotto saranno su di essa basate. Il suo linguaggio, la sua “parola” saranno per questo di senso e responsabili, cioè, pronunciati con la consapevolezza che possono avere ricadute importanti su chi le riceve, capaci di mutare in meglio o in peggio un percorso di vita o di lavoro.

Solo una comunicazione che si fondi su tali caratteristiche è capace di interessare, di coinvolgere, di appassionare, di stimolare creatività e pensiero. Ma soprattutto di far sì che le persone dell’azienda si sentano al centro di un progetto e riconosciute come elementi di valore, del valore aziendale più importante, sul quale costruire l’impalcatura per una Comunità che sappia vivere il tempo del lavoro con mutualità, con lealtà, con disponibilità, con coraggio, con entusiasmo, con visione, con senso d’appartenenza e con la voglia di crescere umanamente e lavorativamente. E con un pizzico di “follia”. Quella che spinge audacemente a guardare oltre l’orizzonte, il visibile e a immaginare scenari altri, migliori, rivoluzionari, per i quali impegnare pensiero, energie e tempo, come solo i sognatori sanno fare. Dando vita così a una sorta di “cittadella del lavoro”, nella quale tutto concorre al bene comune. E dove “la parola”, che la comunicazione e i rapporti fa, è finalmente capace di fermentare il tempo, di resistere nel tempo, perché “espressione” pervasa da quel sentimento di schiettezza, di verità, che la fa degna degli uomini e non degli insetti.

Ha detto Martin Heidegger: “Il linguaggio è la dimora dell’essere. Trascurarlo vuol dire tentare di appropriarsene impiegandolo come un qualsiasi strumento”.